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Love for all

Love for all è un sito di dating on line di proprietà dell’azienda svedese che produce ed esporta abiti, abbigliamento intimo, calzature, borse, occhiali e profumi con il marchio Björn Borg.

Il sito promette che «In just a few moments you will find true love» e si autodefinisce «The dating site with 100% guaranteed success». Dopo di che, come in tutti i siti di incontri personali, ti puoi iscrivere come «man» o «woman» che cerca un «man», una «woman» o «anyone I can get» per trovare «eternal love», «a one-night stand», «friendship», «hot sex», «platonic love» o «something on the side».

Niente di nuovo sotto il sole: è così che ci si registra anche su Meetic, il sito di incontri personali che ho studiato mesi fa (a proposito: un mio primo articolo sta per uscire) e su cui ho proposto (e in parte ottenuto) ricerche e tesi di laurea QUI e QUI.

È interessante, tuttavia, paragonare gli spot che pubblicizzavano Meetic l’anno scorso in Francia e Italia (li trovi QUI), con quello che sta andando in onda ora in Svezia (su segnalazione di Alberto: grazie!).

Se li guardi in sequenza, ti rendi conto all’istante di quanto siano diversi gli stereotipi sui generi sessuali, l’amore e la coppia nei tre paesi europei.

Non anticipo nulla: a te la parola.

Qui lo spot ad alta definizione: http://www.bjornborg.com/en/Love/film/.

Una ricerca tabù

I siti di incontri personali sono ambienti web progettati per mediare e favorire il fatto che le persone entrino in contatto via Internet, e poi approfondiscano la loro conoscenza anche dal vivo, a scopi amichevoli, ma soprattutto amorosi e/o sessuali. In Italia i più frequentati sono, secondo le cifre ufficiali, Meetic, Match.com, FriendScout24.

Dovevo scrivere un articolo su come le donne si presentano su Meetic, e lo sto facendo.

Però nel farlo, mi sono resa conto che non esistono, in Italia, indagini serie su questo tema. Solo gente che ridacchia e si dà di gomito se qualcuno menziona la cosa, e poi chiacchiericcio mediatico, tipo: “L’amore ai tempi di Internet. Tutti in rete a cercare l’anima gemella”, oppure “Ho scritto ‘t’amo’ sulla rete”, in cui fra l’altro si prevede (sfera di cristallo?) che nel 2025 il 30% delle coppie si conoscerà su Internet.

Viceversa negli Stati Uniti il Media Lab del MIT ha aperto un centro di ricerca sul dating on line e sul web statunitense si trovano serissime riviste specializzate come l’On line dating magazine.

Vogliamo cominciare da qualche tesi di laurea?

Qualche spunto:

1) Come si presentano gli uomini italiani su Meetic (le donne le sto già studiando io): stereotipi, pregiudizi, differenze regionali e per età.

2) Stessa ricerca per “uomini che cercano uomini” e “donne che cercano donne” (come dice Meetic).

3) Osservazione partecipante sui più frequentati siti di incontri in Italia: come si passa da Internet al faccia a faccia.

4) Come si rappresenta l’anima gemella?

5) Chi più ne ha più ne metta.

Basta ridacchiare, però.