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Dove Unilever «Per la bellezza autentica»: un classico che fa sempre discutere

Come ultimo post prima della pausa agostana, pubblico la tesina che una studentessa Erasmus ha preparato per l’esame del mio corso di Semiotica dei consumi.

È una lavoro sulla campagna Dove Unilever «Per la bellezza autentica», cominciata nel settembre 2005 in Germania e divenuta presto celebre in tutto il mondo, arrivando a vincere nel 2007, con il corto «Evolution», due premi importantissimi per la pubblicità mondiale: il Cyber e il Film Grand Prix Lion del Cannes Lions International Advertising Festival.

La tesina di Nathalie Rebecca Stüben – che studia all’Universität Trier ed è venuta a Bologna in Erasmus – è un eccellente punto di partenza per chi voglia farsi un quadro complessivo e sintetico della campagna «Per la bellezza autentica». Incluse le polemiche, le critiche e i controspot.

L’italiano di Nathalie, pur corretto e fluido, mostra qualche forzatura qua e là, ma ho deciso di lasciarlo com’era, perché la lettura scorre bene comunque, e sono pochi quelli di noi che scriverebbero in tedesco come lei fa in italiano.

Il blog chiude per ferie fino a domenica 21 agosto inclusa.

BUONE VACANZE! 😀

Ecco il pdf della tesina di Nathalie Rebecca Stüben: «La campagna “Per la bellezza autentica” del marchio Dove. Missione sincera o marketing ingegnoso?».

Sullo stesso tema vedi anche: Nessuno vuol guardare la gente brutta, dove discutevamo di «Evolution» e della sua parodia.

Dove Evolution

Slob Evolution

Bellezze photoshoppate

Che la perfezione dei volti e corpi ritratti in pubblicità si ottenga a colpi di fotoritocco, lo sappiamo da anni.

Tanto, che già nell’ottobre 2006 Dove Unilever usava questo argomento nella campagna «Per la bellezza autentica»: ricordo il celebre spot «Evolution» e la altrettanto celebre parodia «Slob evolution», di cui abbiamo parlato QUI.

Sullo stesso tema, oggi Roberto mi segnala una forma di contropubblicità: in questi giorni, nei sotterranei della metro di Berlino, stickers che riproducono l’interfaccia di Adobe Photoshop sono appiccicati sulle foto di Britney Spears, Leona Lewis, Christina Aguilera.

Il messaggio è sempre la stesso: questa bellezza non è autentica. Solo che Dove Unilever denunciava la non autenticità dei volti fotografati dagli altri, per salvare quella dei propri (per chi ci crede).

Nella contropubblicità, la denuncia è generalizzata: contro i media e lo star system, oltre che contro la comunicazione commerciale.

christina-britney-leona-photoshoppate

britney-photoshoppata

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(da Gizmodo.com)