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Un tirocinio che va bene

Il 14 dicembre 2010 avevo pubblicato un annuncio di stage presso Spreaker, che aveva suscitato un po’ di polemiche perché prevedeva un rimborso spese di sole 200 euro al mese. Vedi: Uno stage da Spreaker e Stagisti pagati, rimborsati o sfruttati?

Avevo promesso che avrei tenuto aggiornati i lettori del blog sull’andamento del tirocinio. Ecco allora cosa scrive Giulia, neolaureata al triennio di Scienze della Comunicazione a Bologna, che ha risposto all’annuncio e sta facendo da Spreaker un tirocinio extracurricolare:

Oramai è più di un mese che mi aggiro nei corridoi virtuali di Spreaker, ed è il momento di fare qualche considerazione a voce alta.

I lettori di questo blog sanno che il tirocinio che sto svolgendo ha la durata di tre mesi. All’inizio credevo che mi sarebbe toccato lavorare il triplo, in rapporto allo “stipendio” che mi proponevano, ma mi sono lanciata ugualmente in quest’avventura.

Pur essendo alla mia prima esperienza lavorativa full time (ho già fatto qualche lavoro part time), posso garantire che sto imparando moltissime cose, anche a suon di riprese dure da parte dei boss.

Non vorrei sembrare esagerata, però mi sembra giusto riconoscere il merito alle persone squisite con cui mi trovo a lavorare gomito a gomito, che sono la mia risorsa giornaliera di conoscenza.

Non nego che sia dura: lavoro sei ore al giorno e quando torno a casa la mia testa non riesce a registrare neanche un numero di telefono, per quanto la spugna è imbevuta.

Però sono contenta di imparare! Sono passati 40 giorni e desidero puntualizzare che non ho mai portato un giornale a nessuno, a meno che non ci fosse un articolo su di noi.

Desidero quindi condividere con voi alcune cose di cui mi sono resa conto solo lavorando “sul campo”:

(1) Mai farsi ingannare dalle apparenze. Anche le piccole imprese – o forse soprattutto – possono arricchirti notevolmente dal punto di vista professionale.

(2) Il nome fa curriculum, ma non necessariamente l’esperienza. Spreaker non è un servizio rinomato a livello mondiale, eppure penso di stare imparando molte più cose rispetto all’amica di Gloria (di cui si parla in: Quando lo stagista sopporta tutto perché l’azienda fa tendenza).

Insomma, non so se la mia esperienza con Spreaker continuerà oltre lo stage, ma adesso posso dire con sicurezza che sto spillando al massimo il team per imparare il più possibile. Vi terrò, comunque, aggiornati su come evolve il mio tirocinio.

Un solo difetto finora: purtroppo… non so ancora fare  le fotocopie. 🙂

Stagisti pagati, rimborsati o sfruttati?

Dopo il post di ieri, in cui ho pubblicato un’offerta di stage da parte di Spreaker, ho avuto uno scambio di mail con Giulia, una lettrice di questo blog (non una mia studentessa) che ha lasciato l’Italia. Ho già toccato diverse volte questo tema, ma tornarci non guasta. Anzi, non basta.

Tu che ne pensi? Leggi qua:

Cara Giovanna, sono una ricercatrice in fisica. Mi interessa la comunicazione – della scienza, in particolare – e seguo il tuo blog da Helsinki, dove lavoro. Ti scrivo a proposito del tuo ultimo post su Spreaker, che credo meriti qualche riflessione. Non conosco Spreaker e ti prego di interpretare quel che segue in senso più generale.

Un tirocinio da 8 ore al giorno pagato (o rimborsato, se preferiamo) 200 euro al mese, per uno studente iscritto a un corso di laurea e tanto più per un laureato, fa parte della categoria delle proposte inaccettabili. Addestramento e sfruttamento non sono sinonimi.

Questo non è un tirocinio: è volontariato, e chi il volontariato lo fa davvero sa che difficilmente ci si può permettere di farlo a tempo pieno.

Qui in Finlandia gli studenti dei corsi di laurea in fisica – bachelor o master – sono abituati a lavorare in un gruppo di ricerca 3 mesi all’anno a tempo pieno, e per il resto dell’anno qualche ora a settimana. Il loro stipendio nei mesi estivi è come quello di un ricercatore universitario italiano appena assunto: 1300 euro netti. Il loro potrebbe tranquillamente essere definito un tirocinio: non hanno alcuna esperienza di ricerca, ma sono inseriti in un gruppo in cui prendono contatto, per la prima volta, con questo lavoro. Al loro contributo, tuttavia, è dato il giusto valore, e questo cresce di pari passo con le loro responsabilità.

L’Italia non è la Finlandia, e si va ripetendo che non abbiamo scelta. Ma sia l’Italia che il mondo sono grandi, e la scelta spesso c’è. Non si può lavorare a tutte le condizioni, è svilente e controproducente. Il che vale per tutti – datore di lavoro compreso, vedi il tuo post Precari e microimprese: guerra fra poveri?, dove pure le cifre in ballo erano diverse. Se una piccola impresa non può sopravvivere senza ragazzi che lavorano gratis 8 ore al giorno, be’, dovrebbe chiudere.

Dietro alla mia durezza ci sono scelte dolorose, come quella di lasciare il mio paese. E di non sapere, ancora, se mai mi rivorrà. Ma dire di no alle proposte indecenti, questo i ragazzi italiani lo devono imparare: 200 euro o niente, al mese, non faranno la differenza. E occasioni di formazione ce ne saranno altre.

Dove sbaglio? Mentre scrivo mi sento troppo severa, ma non trovo altre vie d’uscita. Grazie e a presto, Giulia»

Così le ho risposto:

Cara Giulia, grazie per la tua mail. Hai toccato un punto nevralgico, su cui combatto tutti i giorni.

Ero incerta se pubblicare l’annuncio di Spreaker, sai, perché immaginavo che mi sarebbero arrivate mail come la tua. Non tante, pensavo, ma forse qualcuno dirà qualcosa sul rimborso basso.

Faccio parte della commissione tirocini del corso di laurea in Scienze della Comunicazione a Bologna e come tale firmo tirocini quasi tutti i giorni. Mi sgolo nel ripetere ai ragazzi che devono chiedere un rimborso spese, ma – ti garantisco – la maggior parte di loro (cioè quasi il 100%) non solo non chiedono ma danno per scontato che sia normale e giusto accettare tirocini gratuiti.

Sul blog pubblico solo annunci che prevedano un rimborso spese. E ogni volta che entro in contatto con qualche impresa, piccola o grande che sia, rompo le scatole dicendo loro che devono dare un rimborso spese. L’ideale sarebbe che la mia università non convenzionasse aziende che non danno rimborsi, ma la legge italiana non prevede l’obbligo del rimborso spese, e dunque per un’università è difficile mettersi in questa posizione.

Ebbene, lo so: 200 euro non sono decorose, però almeno ci sono. Inoltre so che Spreaker è una realtà in crescita, in cui la stagista imparerà davvero cose interessanti sui social media: su questa base, ho deciso di pubblicare.

E l’ho fatto, in cuor mio, anche per vedere se ci sarebbero state mail come la tua. Per vedere se ci sarebbe stata discussione.

Finora la tua mail è l’unica. Perché vedi, cara Giulia, io immagino benissimo cosa ha pensato la maggior parte dei ragazzi e delle ragazze che hanno letto l’annuncio: «Che figata! Peccato che non so bene l’inglese…».

Per questo tacciono, sai. Non per altro. Cioè da Spreaker andrebbero anche gratis, mi spiego? Ma non sanno l’inglese, mi spiego? Poiché segui il blog, conosci di sicuro la battaglia che sto facendo assieme a Eleonora Voltolina, la giornalista che gestisce La Repubblica degli Stagisti.

È una battaglia che va proprio nella direzione che dici tu, ma qui in Italia è dura. Ti mando un po’ di link – nel caso ti fossero sfuggiti – giusto per ricordarti che la penso come te. Ma è il mercato che detta le regole. E io da sola, assieme a poche altre persone, facciamo ancora fatica a cambiarlo. 🙂 Ma non molliamo, fidati. Ciao! E grazie ancora, Giovanna.

Ecco i link:

La Repubblica degli Stagisti

Non tutti gli stage vengono per nuocere

Quando l’aspirante stagista alza la testa

Quando l’aspirante insegnante alza la testa

Precari e microimprese: guerra fra poveri?

Uno stage da Spreaker

Spreaker – piattaforma on-line per la creazione di web radio, di cui avevo già parlato QUI – cerca una laureata in Scienze della Comunicazione che voglia fare un tirocinio extracurricolare, o una laureata in Scienze della Comunicazione che sia iscritta attualmente a una magistrale e voglia fare un tirocinio curricolare in ambito Comunicazione Web.

Il tirocinio prevede queste attività:

  1. gestione dell’immagine dell’azienda tramite community on-line come Facebook, Twitter, LinkedIn e altri;
  2. gestione dei comunicati stampa on-line aziendali;
  3. supporto nella gestione di campagne di marketing online;
  4. supporto nella gestione di comunità interpersonali (blog, chat, forum).

Requisiti dell’aspirante stagista:

  1. ottima conoscenza della lingua inglese e possibilmente di una seconda lingua straniera;
  2. familiarità con gli strumenti informatici, con Internet e con i più noti social media.

Il tirocinio si svolgerà a partire dal 10 gennaio (data orientativa e modificabile a seconda delle necessità della stagista) per i tre mesi successivi nella sede aziendale di Spreaker c/o la facoltà di Agraria dell’Università di Bologna.

È previsto un rimborso spese di 200 euro mensili.

Per ulteriori informazioni o per inviare la propria candidatura completa di cv:

tonia.maffeo chiocciola spreaker.com

 

Spreaker

Elena mi segnala la community di Spreaker, una social web radio in cui tutti i contenuti sono prodotti dagli utenti.

Creare uno show o un intero palinsesto su Spreaker è facile, perché:

  1. da una dj console puoi realizzare i tuoi show senza dover scaricare alcun software;
  2. il servizio è completamente gratuito;
  3. gli utenti possono concentrarsi sulla creazione di show di qualità e ognuno è libero di definire un palinsesto personalizzato per aggregare gli show.

Spreaker mi pare interessante perché sposta il paradigma dalla produzione di una radio completa all’essere autori di un singolo show. Inoltre permette di creare qualsiasi tipo di show radiofonico live: audio blog, newscasts, entertainment, talk radio, dirette sportive e quello che ti pare. Anche inventando generi nuovi.

Ma soprattutto è organizzato come una community, perché sono gli utenti a promuovere il proprio show o quello degli amici, oltre che sul sito, anche su facebook e altri social network.

Per ulteriori informazioni puoi scrivere a Elena, community manager di Spreaker:

elena.artico chiocciola spreaker.com

Mi piacerebbe avere notizie e commenti da lettori di questo blog che frequentino la community o comincino a farlo dopo questo post.

Idea per la tesi: dopo almeno un mese di pratica nella community, è possibile venire a ricevimento per concordare una tesi di laurea triennale.