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Il ritorno di T-Mobile

Dopo la T-Mobile Dance del 15 gennaio 2009 alla Liverpool Street Station di Londra, dopo il gigantesco karaoke organizzato il 30 aprile 2009, sempre a Londra in Trafalgar Square (vedi Karaoke e balli per tutti), il 27 ottobre T-Mobile UK – localizzazione inglese di una delle più grandi multinazionali di telefonia mobile – ha organizzato un’altra azione di guerrilla marketing: il «T-Mobile Welcome Back».

Un gruppo di cantanti professionisti hanno dato il benvenuto ai passeggeri in arrivo al terminal 5 dell’aeroporto di Heathrow coinvolgendoli in una sorta di musical a cappella davvero ben confezionato.

L’azione è stata poi accompagnata dall’apertura di un profilo Facebook, dove si trovano curiosità, fotografie, informazioni sul backstage, ma soprattutto si possono seguire e conoscere meglio i cantanti – bravissimi – che hanno realizzato la performance.

Con quest’operazione T-Mobile UK conferma il suo primato – per professionalità, risorse, originalità – nel guerrilla marketing attuale. Ma conferma, soprattutto, come il guerrilla non abbia ormai più nulla a che vedere con i bassi costi e la spontaneità delle sue origini, che ancora molti libri e uomini di marketing millantano.

Spero solo che d’ora in poi gli imitatori non ci tormentino con i musical improvvisati, come ancora stanno facendo con i balletti che, sulla scia della T-Mobile Dance, spuntano in ogni dove (vedi Di cosa parliamo quando parliamo di flash mob?).

The T-Mobile Welcome Back:

Ai confini del guerrilla

Martedì 8 settembre i Black Eyed Peas hanno inaugurato a Chicago la nuova stagione del celebre show televisivo di Oprah Winfrey, due giorni prima che andasse in onda.

La performance, organizzata con lo sponsor T-Mobile USA, è stata salutata come il più grosso flash mob mai tenuto in un’unica città, perché ha indotto – si dice – ben 21.000 fan a ballare in Michigan Avenue a Chicago.

La multinazionale T-Mobile non è nuova a queste iniziative. A gennaio e aprile di quest’anno, la sede inglese aveva organizzato a Londra – prima alla Liverpool Street Station, poi a Trafalgar Square – due memorabili azioni di guerrilla marketing. Ne abbiamo già parlato QUI, dove puoi rivederle e metterle a confronto.

A Chicago, però, di flash mob ce n’è poco. A dispetto di come lo presentano.

L’adesione dei fan alla coreografia non è affatto improvvisata e non coglie nessuno di sorpresa (come potrebbe?), ma è organizzata nei più infimi dettagli per le riprese televisive: l’ostentazione del telefonino da parte di Oprah, le distanze regolari fra i ballerini (calcolate per farli muovere con agio), i primi piani sui ragazzi al centro, le panoramiche dall’alto. Tutto.

Non più guerrilla, direi, ma sua messa in scena (citazione?) televisiva.

Ringrazio Giulia per avermi segnalato l’evento.