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LGBT al Grande Fratello

Quest’anno il Grande Fratello sta sdoganando il mondo LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender): l’omosessuale Maicol Berti, fra moine e urletti, guadagna consensi e simpatie ogni settimana; Gabriele Belli ha fatto della sua transessualità il perno della partecipazione al programma; il bacio lesbico fra Veronica Ciardi e Sarah Nile è stato l’evento di capodanno.

Come sempre, le opinioni sono divise: c’è chi dice che non è facendo spettacolo e “baraccone” con gay e trans che si contribuisce alla loro normalizzazione; c’è chi trova comunque utile che una trasmissione di grande ascolto ne faccia un punto di attenzione.

Penso che, in un paese sessualmente ipocrita come il nostro, includere personaggi LGBT al Grande Fratello sia comunque positivo, anche se l’obiettivo è ovviamente quello di attrarre commenti pruriginosi e più o meno scandalizzati per alzare l’audience. L’alternativa sarebbe infatti quella di rappresentare un mondo inesistente, fatto solo di maschi e femmine eterosessuali.

Con alcune differenze importanti, però. Spunti di interesse e novità vengono solo dalla narrazione del percorso transessuale di Gabriele, che ho trovato rispettosa e realistica. Per quanto riguarda i gay, invece, Maicol non porta nulla di nuovo, perché incarna lo stereotipo dell’omosessuale isterico e “scheccante”.

Trovo però particolarmente triste e non credibile la messa in scena della relazione omosessuale fra la ragazza immagine Veronica e la playmate Sarah: la solita costruzione di pose saffiche per sguardi maschili, che non ha nulla a che vedere con la reale omosessualità (e bisessualità) femminile.

Come sempre, sui media italiani, ci rimettono le donne.

Maicol Berti si traveste da donna

Il bacio lesbico fra Veronica Ciardi e Sarah Nile

La confessione di Gabriele Belli sulla sua transessualità

Le iperdonne di Satinelle

Da oggi apro una nuova sezione del blog. Poiché sono ormai molti gli studenti che prendono spunto da qui (vedi la categoria «Idee per la tesi», ma non solo), ho deciso di pubblicare alcuni lavori.

Mi spiego: non è una «garetta» per scegliere il/la primo/a della classe. Né voglio incentivare il copia-incolla di tesi altrui (disabiliterò l’apposita funzione). 🙂

Voglio solo condividere con chi non studia con me cosa accade oltre il blog: in aula, nei corridoi, nel mio ufficio. Raccontare «com’è andata a finire» questa o quella discussione. E valorizzare scritti che altrimenti – dopo il bel voto, la lode e le feste – prenderebbero polvere nei miei scaffali.

Saranno soprattutto saggi brevi, cioè tesine d’esame o fine triennio, perché vorrei venisse voglia di leggerli a molte persone – e la forma breve aiuta. Saranno lavori con metalinguaggio tecnico, teoria e astrazioni ridotti al minimo, perché vorrei che fossero facili da leggere. Insomma, saranno lavori che proseguono dove io mi sono fermata.

Marco Salimbeni è al primo anno della Magistrale in Semiotica e ha scritto una tesina per l’esame di Semiotica dei consumi su «La rappresentazione della transessualità nella campagna Satinelle Ice Epilator di Philips».

Un estratto:

«Il corpo, ancora una volta, è il centro attorno al quale si svolge la manipolazione pubblicitaria. Nonostante la scelta di mettere in scena proprio un corpo sia abbastanza ovvia, essendo il prodotto pubblicizzato un prodotto per la cura del corpo, è utile indagare come questo corpo viene presentato.

La scelta di servirsi di un personaggio transgender per promuovere un epilatore femminile appare innovativa e conferisce al brand una connotazione di modernità e sensibilità verso il sociale, provocando volutamente scalpore e attirando attenzione; i valori di delicatezza ed efficacia trasmessi al prodotto sono espressi in modo coerente, perché Karis raffigura sia un modello di femminilità costruita, anche grazie all’epilatore, con successo, da ammirare; sia il lato problematico della costruzione di questa bellezza, il dolore, a cui Karis è più sensibile in quanto uomo.

Meno innovativo, invece, è come questo corpo viene messo in scena. Il corpo femminile, nonostante il non essere donna biologico del protagonista, è sempre veicolo di accettazione sociale, ancor più perché iper-costruito, iper-femminile, iper-piacente e iper-seduttivo. Volere essere donna e soprattutto sapere essere donna con l’esibizione di un corpo glabro, sexy e conforme ai canoni estetici della società contemporanea sono gli imperativi a cui nessuno, né donna biologica né transgender, può sottrarsi.»

Puoi scaricare da QUI la tesina di Marco.

Questo, infine, è lo spot 2008 della campagna Satinelle Ice Epilator di Philips: