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Su Errani, Berlusconi, Grillo. E infine su Obama

Giovedì scorso sono stata ospite di Telecentro, emittente emiliano-romagnola, per l’approfondimento del telegiornale della sera, intervistata dalla giornalista e conduttrice Antonella Zangaro.

Telecentro 8 novembre 2012

Si è parlato degli ultimi eventi rilevanti per la comunicazione politica italiana: dal presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani che, appresa la notizia della sua assoluzione, si è sottratto ai microfoni dei giornalisti, rilasciando un unico video per la stampa, ai continui “colpi di scena” cui Berlusconi ci ha costretti nell’ultimo mese, al divieto di andare in televisione che Grillo ha fatto agli attivisti del Movimento 5 Stelle. In chiusura un flash su Obama. 🙂

Ecco l’intervista:

Candidato Minivip

La personalizzazione della politica è radicata in Italia da oltre 15 anni. Ciò significa non tanto che l’apparenza fisica del leader sia importante (brutto o bello, alto o basso, eccetera), ma che è importante il modo in cui l’apparenza fisica è comunicata: fotografata, videoripresa, inquadrata, incorniciata.

Perché se il comunicatore è bravo riesce a fare della stessa faccia (quasi) qualunque cosa.

Detto questo, non capisco quale forma di autolesionismo abbia indotto lo staff di Vasco Errani, candidato Pd per le regionali in Emilia-Romagna, a scegliere questa fotografia per i poster e manifesti che ci dovranno affliggere fino al 28-29 marzo (clic per ingrandire):

Vasco Errani poster 6x3

Mi ricorda Minivip, il fratello sfortunato del celebre cartone di Bruno Bozzetto Vip. Mio fratello superuomo (1968). Per chi non lo ricordasse, eccolo:

Minivip

Ribadisco: non sto criticando la fisicità del candidato, ma il modo in cui è stata fotografata: posizione rigida (immobilismo), punto di vista dal basso (noi sotto, lui sopra), occhi tristi (Bologna è messa male…), piega sardonica della bocca (ci prende in giro?).

Ogni candidato andrebbe proposto (e dovrebbe poi essere valutato) per ciò che pensa, sa e può offrire ai cittadini. Ma il modo in cui si presenta la sua faccia va sempre ponderato in funzione dei contenuti che le si vogliono fare esprimere e delle emozioni che suscita.

A riprova del fatto non ce l’ho con il volto di Errani ma con la sua rappresentazione fotografica, ho pescato a caso dal web una foto che (pur non ottimale) sarebbe stata più simpatica di quella scelta per le affissioni: sorridente, al lavoro, un po’ stropicciato e dunque vivo. Meglio il caso.

Foto di Vasco Errani