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Un tirocinio extracurricolare (con rimborso spese) in una Web Agency

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Dal 1997 Officina Creativa si occupa di Internet per l’impresa, il che oggi vuol dire, fra l’altro, attivazione di domini, servizi email, gestione web e realizzazione di siti Internet (oggi responsive), soluzioni di marketing digitale, campagne ADV. Dal 2002 lavorano in particolare nel settore dell’enogastronomia con i progetti Bresciaatavola.it e Romagnaatavola.it. Ecco cosa offrono:

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Uno sguardo positivo sul mercato del lavoro per i giovani comunicatori

Un paio di settimane fa, a ricevimento, Claudia – che si laureerà con me in Scienze della Comunicazione a luglio – mi raccontava che, stando alla sua esperienza, per una giovane che abbia studiato Comunicazione e abbia in particolare approfondito internet, la cultura digitale e i social network, le possibilità di lavorare in Italia sono moltissime. Lei fa già diversi lavori interessanti, con i quali riesce a mantenersi, e non fa altro che ricevere proposte. Nessuno la vuole assumere, ovviamente, ma lei nemmeno lo vorrebbe perché:

«Le web agency sfruttano i dipendenti e li pagano al massimo 1200 euro. Io per adesso sono riuscita a entrare in progetti in cui vengo pagata 1500- 2500 euro, ma il punto interessante è che già ora i prezzi li detto io e le aziende si adeguano».

Le ho chiesto allora di scrivere qualcosa per il blog, per incoraggiare i molti giovani scoraggiati che ci sono in giro. Ecco cosa mi ha scritto:

«Mi sembra ormai che pure in Italia i devices digitali si siano diffusi (sia dal punto di vista delle aziende che dei consumatori) a tal punto, che si è creata la necessità per tutti di adottare una “nuova comunicazione”. Intendo dire che molte piccolo aziende, al pari di quelle grandi, cercano di approdare al web e ai social netwrk, anche solo per rendere fruibili in rete vecchi contenuti cartacei.

In molte di queste realtà ci sono persone che hanno una grande esperienza alle spalle nell’ambito in cui lavorano, ma non sono sempre in grado di dare nuova forma ai contenuti e allora chiamano persone come me, che hanno la fortuna di essere cresciute assieme alle nuove tecnologie e che sono appassionate di comunicazione e tech.

Secondo me la cosa più preziosa che cercano tutte le aziende, che hanno deciso di sbarcare sulle nuove piattaforme, è una persona che sia aggiornata sull’ultimo tool rilasciato da Facebook o sulle ultime funzioni di Google, e che abbia un background di tipo umanistico o nell’ambito della comunicazione, come quello che acquisiamo durante il nostro corso di laurea in Scienze della Comunicazione.

Cercano persone dinamiche, capaci di lavorare in remoto dal proprio computer e che abbiano voglia di scoprire le novità quotidiane del web.

Non sto parlando di lavori a tempo indeterminato, con una sola azienda o in ufficio. Parlo di esperienze lavorative e collaborazioni, da condurre anche in remoto, per cui vale la pena rendersi disponibili a lavorare anche con più persone e in più progetti contemporaneamente.

Anche se non si trova l’annuncio “Cercasi content editor, community manager, ecc.” (posizioni che al momento offrono solo le grandi aziende e magari sono destinate a profili senior), ci si può proporre alle aziende, a gruppi di lavoro, avendo ben chiaro che ruolo possiamo coprire noi nella catena della comunicazione.

C’è assoluto bisogno di persone che riformulino contenuti statici o cartacei, in modo da renderli facilmente fruibili, interattivi e virali, e da renderli adatti al web 2.0.

In questi anni di università mi sono appassionata all’escalation che hanno avuto le community online e le conseguenti dinamiche di mercato che si sono create, perché le ho vissute in prima persona e perché leggendo sistematicamente articoli online e blog ho acquisito strumenti per poterle capire. Adesso che ricevo offerte di lavoro, ho capito che la mia passione per il tech e il web, abbinata al bagaglio culturale acquisito durante la laurea triennale (non ancora completata), è diventata un pacchetto di competenze non solo vendibile, ma richiesto dal mercato.

Giovanna, le ho scritto questi pensieri perché credo con tutta me stessa che oggi uno “scienziato della comunicazione” possa avere un’esperienza lavorativa congruente con quello che ha studiato e che magari è anche ciò che gli piace (come nel mio caso). Basta solo avere voglia di fare esperienza, tenendo in mente che talvolta questa serve anche a capire cosa non ci piace, ma soprattutto è un’ottima occasione per sperimentare e applicare quello che abbiamo studiato.

Come lei sa, credo nelle potenzialità della nostra facoltà, e a quelle della comunicazione che si studia sui libri, se solo ci si sforza, poi, di applicarla. In più, occorre fare anche in proprio qualche ulteriore sforzo di approfondimento, per imparare a usare i vari tools che ci mette a disposizione gratuitamente il web. Ma ne vale la pena, perché ciò ci permette di crearci un lavoro congruente con ciò che abbiamo studiato! 🙂

Spero che la mia esperienza possa essere utile a qualcuno. Grazie per avermi dato la possibilità di raccontarla ai lettori del blog.»