Archivi tag: web marketing

Un tirocinio curricolare nel settore del web marketing a Barcellona

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Mi scrive Erica, una ex studentessa di Scienze della comunicazione, che si laureò con me nel 2010 e che vive da tre anni a Barcellona, dove lavora nel campo del web marketing. In questo momento la sua azienda offre un tirocinio a uno/a studente/ssa italiano/a in Scienze della comunicazione, tirocinio che Erica ritiene molto interessante (“almeno lo sarebbe stato per me ai tempi dei miei studi semiotici a Bologna…”, dice Erica). Lo stage è curricolare e come tale non remunerato, ma per i rimborsi spese si può partecipare a un programma di mobilità internazionale Erasmus Placement o Leonardo. Ecco l’annuncio: Continua a leggere

Un tirocinio extracurricolare nel settore del web marketing

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Mi arriva da Beweb digital marketing un’offerta interessante di tirocinio extracurricolare (dunque con indennità mensile) nel settore del web marketing, che qui di seguito pubblico: Continua a leggere

Uno stage a Milano per lavorare nel web marketing e sulla pubblicità online

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Ricevo e volentieri pubblico questa offerta di stage: Continua a leggere

Sentirsi falliti a ventotto anni, ovvero: quando il lavoro ti ruba i sogni e la vita

Ragazzo triste manga

Mi scrive Marco (nome di fantasia): «Salve Prof, si ricorda di me? Mi sono laureato con lei quattro anni fa, con una tesi sul web semantico. Già allora discutevamo di cose che sono considerate all’avanguardia tutt’oggi, figuriamoci all’epoca. E cercavamo di incrociare la semiotica con l’analisi semantica come la intendono gli informatici, ricorda? Se ci penso, mi vengono i brividi: stavo bene allora, mi sentivo carico, pieno di progetti, proiettato verso il futuro. Dopo la laurea mi presero subito a lavorare Continua a leggere

Uno stage con rimborso spese per attività di digital PR

Let’s Donation Srl, internet company di Bologna costituita nel 2011 con la missione di sostenere iniziative e progetti sociali in collaborazione con i suoi partner rappresentati da aziende, associazioni e fondazioni, offre un’opportunità di stage a un/a neolaureato/a o laureando/a in Scienze della comunicazione. Continua a leggere

Marketing, web e mamme

Da diversi mesi Tes – cioè Cristian, mio ex allievo di master – sta seguendo un interessante caso di web marketing, che ha ottenuto un grande successo negli Stati Uniti. Per condividerlo con me e con i lettori di questo blog, ha scritto una breve presentazione, che volentieri pubblico.

«Il marketing più recente tende a trasformare i consumatori in cosiddetti “consumAttori”: non solo destinatari passivi ma veri e propri protagonisti, se non addirittura creatori, della comunicazione.

Suave, azienda americana di prodotti di bellezza pensati per mamme, assieme all’operatore telefonico Sprint, sotto la supervisione dell’agenzia MindShare e in collaborazione con Msn, hanno creato il sito In the Motherhood (tag-line: “For mums, by mums and about mums”), in cui le madri americane sono invitate a raccontare le esperienze più strane e buffe che hanno avuto coi loro bambini.

Questi racconti sono sottoposti al giudizio dei lettori: le storie che ottengono l’indice di gradimento più alto diventano cortometraggi di circa 5 minuti, pubblicati in streaming video sul sito stesso e interpretati da note attrici del piccolo schermo, tra cui Chelsea Handler, volto noto della commedia americana stand-up, e Jenny McCarthy, vista anche sul grande schermo in qualche film degno di nota come Scream 3.

Il materiale è visibile a tutti ma, per votare, postare commenti o inviare le proprie storie, occorre registrarsi, il che permette all’azienda di crearsi un database. L’iniziativa mira ovviamente a colpire il target femminile, sempre più importante negli USA, dove le donne navigano il web e acquistano on-line con maggior frequenza degli uomini (cfr. “InformationWeek”).

La prima stagione è stata un successo clamoroso: i suoi 5 episodi sono stati visti da oltre 5 milioni di utenti. Il risultato ha convinto le aziende a dar vita a una seconda stagione – da poco conclusa e anche questa premiata dal pubblico – che ha permesso al sito di raggiungere la ragguardevole cifra di 15 milioni di utenti complessivi. Certo, sotto il profilo artistico non ci sono i meccanismi perfetti delle commedie di Billy Wilder, ma la serie è comunque piacevole e di buona fattura.

L’esperimento è interessante perché mostra come, in un’epoca in cui i consumatori tendono a essere refrattari e diffidenti, il marketing più indiretto e meno invasivo può essere la risposta giusta: nella serie i marchi non compaiono mai né sono citati, ma svolgono solo un ruolo di cornice esterna.

In the Motherhood è un esempio eccellente di quello che oggi si chiama “brand entertainment”, in cui le aziende offrono intrattenimento ai consumatori per migliorare la percezione del brand. Inoltre il sito offre uno spazio di discussione, in cui le visitatrici possono scambiarsi opinioni ed esperienze. Si crea cioè una forma di comunicazione-intrattenimento che non si rivolge a un pubblico passivo come quello degli spot tv (ormai a basso impatto e costi elevati), ma coinvolge le consumatrici nella stessa costruzione del messaggio pubblicitario.

È infine interessante, dal punto di vista mediatico, che i contenuti web, se di successo, si vadano serializzando come quelli televisivi. In America la fortuna della serie è stata tale, che presto diventerà cross-mediale: la ABC ha annunciato di voler trasmettere sulla tv nazionale 13 episodi della serie» Tes.

Il caso merita di essere approfondito.

Idee per una tesi specialistica o più tesi triennali: inquadrare In the Motherhood nelle più recenti tendenze di brand entertainment e web marketing; confrontarlo con casi analoghi (per cross-medialità, categoria merceologica, target…); analizzare la serie dal punto di vista delle storie che racconta e degli stereotipi di genere che propone: come sono rappresentate le mamme? quale nesso fra bellezza e maternità? quale rappresentazione del corpo? che ruoli narrativi giocano?