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La comunicazione politica su YouTube: i casi Vendola, Di Pietro e Brunetta

Nella sua tesi di laurea triennale, discussa un paio di settimane fa, Gloria Neri prosegue il lavoro da me cominciato con il saggio «La comunicazione politica sul web 2.0: la lezione di Obama e le difficoltà italiane», pubblicato nel volume collettivo a cura di Federico Montanari, Politica 2.0. Nuove tecnologie e nuove forme di comunicazione (Carocci, Roma, 2010).

Mentre io mi ero concentrata sui casi meno felici dell’uso di YouTube da parte della politica italiana, Gloria ha preso in esame i canali di Vendola, Di Pietro e Brunetta – dopo aver esaminato sistematicamente e approfonditamente tutti i canali dei politici italiani – perché i tre leader sono quelli che sfruttano al meglio, nel mesto panorama della politica italiana, le potenzialità comunicative di questo ambiente web 2.0.

Ciò nonostante, queste sono le conclusioni dell’eccellente lavoro di Gloria, che condivido in pieno:

«Vendola, Di Pietro e Brunetta, pur essendo le figure che nel panorama politico italiano usano più consapevolmente YouTube come strumento di partecipazione diretta, peccano nella pratica del mezzo per un suo uso incoerente e non funzionale all’obiettivo che si sono posti.

Considerare questo ambiente come strumento di costruzione del dialogo significa dare spazio, mettere al centro il proprio interlocutore, farlo sentire soggetto di una narrazione comune.

Tutti e tre, al contrario, prediligono sempre una costruzione della relazione che contrappone un io a un tu e contribuisce a riprodurre distanza e asimmetria tra enunciatore ed enunciatario. Viene infatti privilegiata la strategia della distanza pedagogica: gli enunciatori, dall’alto, utilizzano i video come strumento per difendersi da attacchi fatti alla propria persona, per accusare a loro volta gli avversari politici, per indurre determinati comportamenti nei propri interlocutori indicando loro quali azioni devono mettere in atto. Troppo poco, invece, per comunicare cosa si è fatto e cosa si intende fare.

Solo Brunetta, in un unico contributo appositamente dedicato, legge quesiti e risponde a domande degli utenti. Al contrario Vendola e Di Pietro non fanno mai riferimento al proprio canale come strumento in cui accogliere proposte provenienti dall’interlocutore, come strumento d’aiuto per fare scelte condivise, anche se paradossalmente Vendola esprime spesso il desiderio di voler dar vita a una voce comune come mezzo per ricostruire la “buona politica”.

Vendola, proprio per l’uso più sistematico che fa del mezzo avrebbe potuto utilizzare i diversi tipi di “videolettere”, e specialmente quelle indirizzate a utenti generali, per illustrare finalmente le sue idee e i suoi programmi. La sua scelta, invece, è quella di elencare semplicemente i propri punti programmatici senza spiegare come intende realizzarli, attraverso quali mezzi e quali strategie. […]

Per concludere, sebbene ci sia il tentativo di usare correttamente YouTube, tutti e tre peccano di un eccessivo pedagogismo e paternalismo. In un leader politico, specialmente in un leader che si vuole proporre come guida di un Paese, un’attitudine in parte pedagogica non è errata, soprattutto perché gli elettori devono sentire di poter votare un soggetto pragmatico, un soggetto del fare che sappia prendere in mano e risolvere i problemi che affliggono lo stato.

Il problema si pone nel momento in cui ci si limita ad auspicare e incoraggiare la centralità e la partecipazione del cittadino-utente, nella costruzione di dialogo per elaborare soluzioni condivise, senza adoperarsi effettivamente per garantirla

Puoi scaricare da qui la tesi di Gloria Neri: «La comunicazione politica su YouTube: i casi Vendola, Di Pietro e Brunetta».

NB: nel pdf manca l’appendice, che contiene una classificazione sistematica e ordinata dei canali di tutti i politici italiani. Chi fosse seriamente interessato, per motivi di ricerca o studio, può scrivermi in privato.

Google e YouTube: classifiche di fine anno

Poiché sta ancora infuriando la discussione sul post di ieri, e poiché oggi la mia Adsl è in tilt per lavori di manutenzione alla rete (dicono), mi limito a postare (attaccata a una chiavetta Usb come una cozza allo scoglio) le classifiche di fine anno pubblicate da Google/YouTube per autocelebrarsi.

Le parole più cercate su Google nel 2010:


I video più visti su YouTube nel 2010:

Social Media Revolution 2

Il 5 maggio Socialnomics ha rilasciato l’aggiornamento del video Social Media Revolution, di cui abbiamo già parlato QUI e QUI (grazie a Manuel per la segnalazione).

Per aiutarti a leggere e ricordare i dati che il video mostra in rapidissima sequenza, il blog Socialnomics aggiunge la lista delle statistiche e delle fonti da cui sono tratte.

Idea per una tesi di fine triennio: puoi ricostruire la storia dei video, confrontare le tre versioni finora apparse, ragionando su somiglianze e differenze e analizzando la strategia retorico-persuasiva che li anima.

Questi sono i dati che appaiono nel video, con alcuni grassetti miei (trovi QUI le fonti):

1. Over 50% of the world’s population is under 30-years-old.

2. 96% of them have joined a social network.

3. Facebook tops Google for weekly traffic in the U.S.

4. Social Media has overtaken porn as the #1 activity on the Web.

5. 1 out of 8 couples married in the U.S. last year met via social media.

6. Years to Reach 50 millions Users: Radio (38 Years), TV (13 Years), Internet (4 Years), iPod (3 Years)…

7. Facebook added over 200 million users in less than a year.

8. iPhone applications hit 1 billion in 9 months.

9. We don’t have a choice on whether we DO social media, the question is how well we DO it.

10. If Facebook were a country it would be the world’s 3rd largest ahead of the United States and only behind China and India.

11. Yet, QQ and Renren dominate China.

12. 2009 US Department of Education study revealed that on average, online students out performed those receiving face-to-face instruction.

13. 80% of companies use social media for recruitment; % of these using LinkedIn 95%.

14. The fastest growing segment on Facebook is 55-65 year-old females.

15. Ashton Kutcher and Ellen Degeneres (combined) have more Twitter followers than the populations of Ireland, Norway, or Panama. Note I have adjusted the language here after someone pointed out the way it is phrased in the video was difficult to determine if it was combined.

16. 50% of the mobile Internet traffic in the UK is for Facebook… people update anywhere, anytime… imagine what that means for bad customer experiences?

17. Generation Y and Z consider e-mail passé – some universities have stopped distributing e-mail accounts.

18. Instead they are distributing: eReaders + iPads + Tablets.

19. What happens in Vegas stays on YouTube, Flickr, Twitter, Facebook…

20. The #2 largest search engine in the world is YouTube.

21. While you watch this 100+ hours of video will be uploaded to YouTube.

22. Wikipedia has over 15 million articles… studies show it’s more accurate than Encyclopedia Britannica… 78% of these articles are non-English.

23. There are over 200,000,000 Blogs.

24. Because of the speed in which social media enables communication, word of mouth now becomes world of mouth.

25. If you were paid a $1 for every time an article was posted on Wikipedia you would earn $156.23 per hour.

26. 25% of search results for the World’s Top 20 largest brands are links to user-generated content.

27. 34% of bloggers post opinions about products & brands.

28. Do you like what they are saying about your brand? You better.

29. People care more about how their social graph ranks products and services than how Google ranks them.

30. 78% of consumers trust peer recommendations.

31. Only 14% trust advertisements.

32. Only 18% of traditional TV campaigns generate a positive ROI.

33. 90% of people that can TiVo ads do.

34. Kindle eBooks Outsold Paper Books on Christmas.

35. 24 of the 25 largest newspapers are experiencing record declines in circulation.

36. 60 millions status updates happen on Facebook daily.

37. We no longer search for the news, the news finds us.

38. We will non longer search for products and services, they will find us via social media.

39. Social Media isn’t a fad, it’s a fundamental shift in the way we communicate.

40. Successful companies in social media act more like Dale Carnegie and less like Mad Men Listening first, selling second.

41. The ROI of social media is that your business will still exist in 5 years.

42. Bonus: comScore indicates that Russia has the most engage social media audience with visitors spending 6.6 hours and viewing 1,307 pages per visitor per month – Vkontakte.ru is the #1 social network.

La salubrità del Web

Lo studente di biologia Marco, alias Ikitoki (che ringrazio per l’attenzione 🙂 ), mi ha appena segnalato un delizioso video realizzato dal professor Serafino Massoni, appassionato preside di scuola, scrittore e tante altre belle cose che puoi leggere sul suo sito www.massoniserafino.it e vedere sul suo canale YouTube.

Il video prende spunto dal post «Il virtuale fa male?», che avevo scritto un anno fa, a proposito delle connotazioni negative che purtroppo spesso accompagnano il concetto di virtuale. In effetti, l’articolo di Francesco Alberoni che abbiamo visto ieri mostra per l’ennesima volta come questo alone di ingiustificata negatività sia duro a morire.

Mi ero scordata di quel post.

E mi fa orrore l’autoreferenzialità.

Ma il video merita, e mi perdonerai se prende spunto da una mia cosa: il professor Massoni graffia, polemizza, dissacra, ma soprattutto prende in giro se stesso, me e il mondo intero in modo così simpatico e affettuoso che non potevo non dedicargli un post. Ho riso di cuore vedendo quel foglio spiaccicato davanti all’obiettivo della camera, caro professore. E la ringrazio per il buon umore che mi ha regalato.

Concludo con un consiglio per te che leggi: prenditi una pausa (dura 7’20”) e goditi il video fino alla fine. Se eri triste o arrabbiata/o, alla fine lo sarai meno.

Che esistano persone come il professor Massoni è un conforto per tutti. 😀

La salubrità del Web

Se ne vuoi ancora, qui c’è il commento all’articolo di Francesco Alberoni (7’17”). 😀

Web e Francesco Alberoni

Alberoni apocalittico

Ma perché ancora, sempre e comunque questi toni apocalittici sui nuovi media? Ancora, sempre e comunque messi assieme a droghe, anaffettività, pratiche alienanti? Ancora, sempre e comunque affastellati senza distinzioni: da YouTube agli sms, e ora Facebook? Ancora, sempre e comunque… Francesco Alberoni?

Mi pare che, a non avere contatti con la realtà, sia in questo caso solo lui.

Tu che ne dici?

Dal Corriere di ieri.

Una moratoria per i giovani

Spengano YouTube e chat

Un modo per riprendere contatto con la realtà

di Francesco Alberoni

Parto da una notizia che ho appena avuto da due giornalisti che hanno intervistato numerosi adolescenti milanesi. Alcuni di loro hanno incominciato a usare l’eroina, ma non se la iniettano, la fumano. Dicono che gli dà un grande rilassamento, una grande serenità. Poi nel weekend, quando vogliono scatenarsi tutta la notte, passano alla coca. La coca li fa sentire onnipotenti. Come se le procurano? «In giro ne trovi quanta ne vuoi, anche su Internet e costa poco». «Non pensi che ti farà male?» «No, fa bene».

Questi adolescenti quando sono a scuola, in casa, quando si trovano con gli adulti non ascoltano. Comunicano solo all’interno del loro universo adolescenziale con mezzi che gli adulti non possono controllare: sms, Internet, chat, YouTube, altre web-tribù. Si incontrano di notte, nelle discoteche e nelle feste. Coi genitori recitano, e questi non sanno nulla della loro vita reale. Considerano i docenti dei falliti che insegnano cose inutili e guardano con compatimento gli psicologi. Fra loro parlano poco, piuttosto chattano e ascoltano musica.

È dalle canzonette che prendono le parole e i concetti filosofici che ispirano la loro vita: «Sii libero, fa quello che vuoi e ricorda che sei perfetto !». I loro modelli sono i personaggi dello spettacolo, chi va a Il Grande fratello, i calciatori miliardari, i bulli, e perfino chi si distingue su YouTube con qualche filmato da brivido. La separazione fra il mondo giovanile e adulto è incominciato negli anni ’60 del secolo scorso con i figli dei fiori, il movimento studentesco, la rivoluzione sessuale. Molti di questi giovani hanno avuto problemi, ma perlomeno avevano radici e ideali. La nuova generazione non ha radici, non ha fondamenti etici, non ha cultura né classica, né politica. Alcuni pensano che, proprio perche è così vuota, sarà più aperta, creativa. È una illusione: senza radici, senza un rapporto reale e drammatico con la vita, senza capacità di confrontarsi e di riflettere e con l’illusione di essere perfetti, non si crea niente. A volte mi domando se a questi adolescenti non farebbe bene un periodo di moratoria, in cui si chiudano loro YouTube, le chat, le discoteche, si limiti l’uso di Internet e dei cellulari per consentire loro di ricominciare a parlare, di riprendere contatto con le altre generazioni, con i giornali e i libri. Una moratoria periodica di due mesi l’anno, una cura disintossicante.

23 febbraio 2009

Guzzanti/Gelmini si prepara per andare su YouTube

Da qualche giorno sul canale YouTube di Mariastella Gelmini è stato linkato – e commentato con la scritta «Finale strepitoso» – un video in cui appare l’imitazione di Caterina Guzzanti.

È la gag andata in onda a “Parla con me” due domeniche fa, con la Guzzanti che metteva in scena un presunto backstage del primo video, in cui Gelmini faceva le prove di presentazione del canale YouTube.

Evidentemente, qualcuno nello staff del ministro deve aver capito che una regola fondamentale, nella comunicazione di un personaggio pubblico, è fare buon viso al cattivo gioco delle imitazioni e caricature.

Se non hai visto quel pezzo in tv, goditelo qui: è tutto strepitoso, non solo il finale.

Due Gelmini in coppia su YouTube

La Rete degli studenti medi mi segnala una parodia del primo video di Mariastella Gelmini (quello in cui presentava il suo canale YouTube).

Con freschezza e semplicità, questi ragazzi hanno colto alcuni tratti di impostazione e artificialità nei gesti e nelle espressioni facciali del ministro, e li hanno trasformati in una simpatica caricatura.

(Manca solo il dondolio del corpo…).

🙂