Designer in gioco, una risorsa per scoprire potenzialità inespresse e desideri reconditi

Designer in gioco

Ho deciso di riprendere a scrivere sul blog. Non lo farò con l’assiduità di anni fa, ma non ci sarà più il silenzio degli ultimi mesi. La virtù sta nel mezzo, si dice, e vedremo come andrà. Ricevo spesso mail e messaggi da ex studenti e studentesse, lettori e lettrici del blog o di altro, che lamentano insoddisfazione per il lavoro e la vita che fanno. Non sentono di esprimere le loro potenzialità, il loro desideri, il loro sé più profondo. Ogni caso è a sé stante, pero da pochi giorni c’è uno strumento che ti può aiutare. È Designer in gioco, una risorsa web unica in Italia, basata su alcuni principi del design thinking e realizzata da quattro professioniste della comunicazione e della scrittura, solidamente affermate e stimate da anni nel settore: Marzia Bianchi, Roberta Buzzacchino, Luisa Carrada e Maria Cristina Lavazza.

Loro stesse definiscono il sito “un serissimo divertissement alla ricerca del tuo sé professionale”, e secondo me funziona molto bene a prescindere dall’età, dalle caratteristiche personali e professionali, e dal problema da risolvere, perché, “il design è dappertutto […] tutto può essere progettato: un oggetto, un servizio, un luogo, la vita di una comunità come una vita professionale”.

Prova, divertiti, rimugina, applica e… realizzerai il cambiamento che desideri.

2 risposte a “Designer in gioco, una risorsa per scoprire potenzialità inespresse e desideri reconditi

  1. Ho leggiucchiato,ho provato a giocare e a girare fiducioso la carta scelta collegando il gioco alle carte dei tarocchi.Mi è capitata “LaFilosofa”,ho individuato un mio supposto problema e mi son chiesto il primo “”perchè”,rispondendovi a fatica senza procedere nella catena logica degli altre domande.Ho considerato che sia un gioco assai impegnativo, che ti invoglia a redigere un’agenda operativa per raggiungere i tuoi obiettivi.Però ho incontrato un altro problema nell’esercizio ludico: quanto le mie risposte fossero annacquate da una costante autoindulgenza personale e accusatoria verso gli altri e l’ambiente esterno.E’ problema di dentro /fuori e soggettivo /oggettivo che ritengo ognuno di noi dovrebbe superare per essere obiettivo comunemente nelle interpretazioni,decisioni e scelte che assume. Il gioco per le persone colte ,”studiate”,dovrebbe essere senz’altro stimolante e riposante meno per le altre o per gli iperattivi.

  2. Bentornata 🙂 e Grazie per i tuoi spunti sempre interessanti.

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