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La comunicazione Salvini-Di Maio-Conte: perché (per ora) funziona

Salvini_Di_Maio_Conte

Ieri è uscito sul Fatto Quotidiano questo mio articolo:

Dal punto di vista della comunicazione, l’attuale governo è un inedito. Mai si era vista, in Italia, una polifonia così ben orchestrata: una voce forte e dominante, quella di Matteo Salvini, una più tenue, Luigi Di Maio, e infine Giuseppe Conte, che non è affatto marginale come molti lo vedono, perché serve a riportare armonia quando ce n’è bisogno. È un terzetto che – da quel che dicono finora i sondaggi (e per quel che valgono, in tempi di volatilità estrema) – non solo funziona, ma guadagna consensi soprattutto grazie a Salvini. Vediamo allora quali sono i suoi punti di forza. Continua a leggere

Dai movimenti di protesta internazionali al Movimento 5 Stelle

Festival Internazionale del Giornalismo

Al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia quest’anno ho partecipato a un panel dal titolo “Dai movimenti di protesta internazionali al Movimento 5 Stelle”, insieme alla collega Sofia Ventura e al vicedirettore del Fatto Quotidiano Stefano Feltri. Questo è il video della nostra conversazione.

Referendum #trivelle: che ruolo ha svolto l’invito di Renzi all’astensione?

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Va detto: dopo Berlusconi e dopo due anni e due mesi di governo, Matteo Renzi è oggi, in Italia, il politico più capace di interpretare le emozioni, i pensieri e gli umori dell’italiano e dell’italiana media. Non era così abile quando si rivolgeva a quello che fino a tre o quattro anni fa (sembrano secoli) si identificava come “elettorato di centrosinistra”, ma ora che parla a tutti/e in generale, indipendentemente dalla distinzione destra vs. sinistra, tanto di cappello: è proprio bravo. Anche l’invito – più o meno esplicito – all’astensione dal referendum di ieri, ripetuto fino all’ultimo: un successo annunciato, una mossa che non poteva che portare il governo e la maggioranza Pd alle dichiarazioni di soddisfazione cui abbiamo assistito. E non parlo col senno di poi. Mi spiego in pochi punti: Continua a leggere

Matteo Salvini ‘reporter’ a Bruxelles: come rispondere a chi cavalca la paura

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Il fatto che ieri Matteo Salvini si trovasse a Bruxelles e stesse andando proprio verso l’aeroporto Zaventem mentre scoppiava il primo ordigno, gli ha permesso di realizzare un vero e proprio reportage personale in diretta da Bruxelles, dal primo istante sui social media e, nelle ore successive fino a tarda sera, in televisione. Che la comunicazione di Salvini – come quella di altre destre in Europa e nel mondo – faccia appello alla paura per guadagnare consensi e in prospettiva, alla prima occasione elettorale, per ampliare l’elettorato, è cosa nota su cui poco c’è da aggiungere. Le polemiche, peraltro, sono sempre le stesse: Continua a leggere

Sanremo 2016: perché il Festival è rassicurante. Anche se non ne puoi più

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Si è conclusa due giorni fa la 66esima edizione del Festival di Sanremo, record di ascolti che ha superato le edizioni degli ultimi undici anni, non solo quella dell’anno scorso che, sempre con Carlo Conti, aveva già fatto boom. Agli italiani e alle italiane Sanremo continua a piacere, insomma. No di più, piace oggi più di ieri. No, ancora di più: in Italia, oggi, di Sanremo abbiamo proprio bisogno. Oggi più di ieri. Un gran bisogno. Disperato. Tutti e tutte: quelli che lo guardano e quelli che non. Quelli che piuttosto che Sanremo, qualunque altra cosa. Quelli che ma non si rendono conto che è roba vecchia? E persino quelli che, per enormità di problemi personali, Continua a leggere

Storytelling: a furia di nominarlo, non significa più niente. Peggio: sembra una brutta cosa

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Negli Stati Uniti si parla di storytelling dalla metà degli anni ’90. E lo si fa in moltissimi ambiti: dall’economia al diritto, dal giornalismo alla comunicazione d’impresa, dalla pubblicità alla comunicazione politica, dal marketing alla diplomazia internazionale, dalle scienze cognitive al management. All’epoca la moda fu così pervasiva, che si parlò di narrative turn, “svolta narrativa”. In Italia, che arriviamo sempre tardi, si parla di storytelling da una decina d’anni. Siamo in ritardo, è vero, ma alla fine abbiamo esagerato, perché oggi da noi la parola storytelling, come Continua a leggere

Gufi e controgufi. Perché Renzi fa bene a insistere con l’ottimismo

Think positive

Conosciamo bene le polemiche che sempre accompagnano l’ottimismo di Matteo Renzi: da un lato c’è la sua visione positiva dell’Italia (l’economia è in ripresa, la disoccupazione in calo, gli italiani sono pieni di potenzialità da sviluppare, eccetera), dall’altro lato stanno i “gufi”, che lo accusano di edulcorare la realtà con il cosiddetto storytelling, no, peggio, di nascondere la dura verità, di mentire: non è vero che l’economia sia in ripresa, – sostengono i gufi – non è vero che la disoccupazione stia calando, e gli italiani, delle loro potenzialità, non sanno che farsene se le cose vanno di male in peggio. Propongo qui di seguito una lista delle ragioni per cui credo non solo che Renzi faccia bene a insistere con l’ottimismo, ma sia di fatto l’unica scelta che ha. Continua a leggere