La vita quotidiana in un “normale” dipartimento universitario schiacciato dalla burocrazia

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Nicola Casagli è professore ordinario di Geologia applicata presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze. Interviene spesso, su Roars, per denunciare la condizione miserevole in cui è ridotta l’università italiana. Alcuni giorni fa ha pubblicato l’articolo “La vita quotidiana nel miglior dipartimento universitario d’Italia”, dopo aver appreso che l’Anvur (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca) ha stabilito che il suo Dipartimento è il migliore d’Italia. Ebbene, il Dipartimento in cui lavoro io non lo è, ma la vita che si fa al suo interno è molto simile, purtroppo. Ho selezionato dal suo post solo ciò che riguarda anche la vita che facciamo io e i miei colleghi. Una vita che in Italia accomuna chiunque lavori in una struttura pubblica. Solo che, nel caso dell’università, questa vita ti allontana (sempre più e sempre peggio) dal fare ricerca seriamente. Scrive Casagli: Continua a leggere

Un tirocinio extracurricolare (con rimborso spese) in una Web Agency

L’azienda qui di seguito cerca di nuovo un/a tirocinante, perciò mi ha chiesto di ripubblicare questo annuncio:

D I S . A M B . I G U A N D O

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Dal 1997 Officina Creativa si occupa di Internet per l’impresa, il che oggi vuol dire, fra l’altro, attivazione di domini, servizi email, gestione web e realizzazione di siti Internet (oggi responsive), soluzioni di marketing digitale, campagne ADV. Dal 2002 lavorano in particolare nel settore dell’enogastronomia con i progetti Bresciaatavola.it e Romagnaatavola.it. Ecco cosa offrono:

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Un’opportunità di lavoro a Brescia per un/a laureando/a o un/a neolaureato/a in Scienze della comunicazione e affini

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AIP Onlus lavora da oltre 20 anni in Italia per favorire la ricerca sulle immunodeficienze primitive e l’aiuto reciproco tra pazienti che ne sono affetti. In questo periodo cerca un/a laureando/a o un/a neolaureato/a in Scienze della comunicazione o affini, per collaborare a queste attività: Continua a leggere

I testi diseducativi delle carte per bambini/e Skifidol SuperPuzz, in vendita in edicola

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Su richiesta della Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Emilia-Romagna, ho fatto un’analisi linguistico-semiotica delle cosiddette “carte Skifidol SuperPuzz”, da collezionare in un apposito album, in vendita nelle edicole da settembre 2016 e spesso distribuite gratuitamente davanti alle scuole per pubblicizzare il prodotto. Ogni bustina costa 1 euro e contiene 5 carte con disegni colorati e schifosetti, come tipicamente piacciono ai bambini e alle bambine fra 6 e 10-11 anni. Se gratti una di queste carte, sprigiona una certa puzza di, a seconda del caso, vomito, cacca, fognatura, uova marce o un misto di tutto questo. Il problema non sono né il gioco del “Gratta&Puzz”, come si chiama, né le illustrazioni, entrambi perfetti per il target. Il problema sono i testi che li accompagnano, molti dei quali sono gravemente diseducativi. Ecco la mia analisi: Continua a leggere

La violenza sulle donne colpisce anche i loro figli. Occorre intervenire subito, non c’è più tempo #timeout

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Molti studi e molte statistishe mostrano che, quando le donne che subiscono violenza sono madri, a subire violenza (fisica o psicologica) sono spesso anche i loro figli. In 2 casi su 3, ad esempio, i bambini assistono alla violenza inflitta alla madre e per questo hanno più probabilità di agire o accettare violenza a loro volta, quando saranno adulti. WeWorld Onlus, ONG italiana che ogni giorno lavora per Continua a leggere

Un tirocinio (con un buon rimborso spese) in digital e social media marketing

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Mi arriva da Training Experience (TX): International Recruiting un’offerta di tirocinio che può interessare laureandi/e o neolaureati/e in Scienze della Comunicazione. Il tirocinio è a Bologna, per 6 mesi, retribuito 880 euro mensili. Questa è l’offerta: Continua a leggere

Muratore o muratrice? Allenatore o allenatrice? Perché l’uso del femminile per le professioni svolte da donne dà ancora fastidio?

Emma, muratrice

Quindici anni fa – lo ammetto – se qualcuno insisteva nel proporre l’uso del genere grammaticale femminile nel caso di parole riferite alle donne, laddove la maggioranza usava il maschile per indicare genericamente uomini e donne, consideravo l’insistenza un’esagerazione, una forma di pedanteria, un’attenzione petulante per dettagli in fondo poco rilevanti, visto che i problemi delle donne “sono ben altri”, pensavo, secondo il noto ritornello del più bieco benaltrismo. Quindici anni fa. Sbagliavo. Dal 2007, poi, anche grazie alla diffusione in rete di molte informazioni e riflessioni sulla mancanza di parità di genere in Italia, sono nati Continua a leggere