Master in Comunicazione, Management e Nuovi Media: iscrizioni aperte fino al 13 gennaio. Disponibili 4 borse di studio a copertura totale dei costi

MasterCom

Sono aperte fino al 13 gennaio 2017 le iscrizioni alla nuova edizione del Master di I livello in Comunicazione, Management e Nuovi Media (MasterCom), organizzato congiuntamente dall’Università di Bologna e dall’Università di San Marino. Il Master offre un’opportunità di crescita culturale e formazione specialistica sulla comunicazione professionale e aziendale, con un focus particolare sul web, i social media e le forme più innovative di comunicazione, come il guerrilla e il viral marketing, l’experiential marketing, l’internet marketing, e così via. Se hai almeno una laurea triennale e vuoi intraprendere un percorso di formazione professionalizzante sulla comunicazione contemporanea, il Master fa al caso tuo. Se già lavori e vuoi continuare a studiare lavorando, il Master ti permette di farlo, perché le lezioni si tengono una volta al mese al weekend, con un piano didattico ben definito all’inizio di ogni anno, sicché tu possa organizzarti al meglio. BORSE DI STUDIO: Continua a leggere

Un tirocinio curricolare come Account in un’agenzia di comunicazione

d-sign

D-sign, agenzia di comunicazione a Bologna, sta cercando un/a tirocinante curricolare da inserire nell’area Account. L’Account è la persona che studia ed elabora per un cliente la strategia di comunicazione, mette in atto quanto definito, coordina e gestisce tutti i lavori volti a raggiungere gli obiettivi prefissati. La tipologia dei clienti D-sign è molto ampia, perché vanno dalle istituzioni a clienti nell’ambito della moda. Inoltre, sono soprattutto clienti consolidati e gestiti con piani annuali. È un agenzia giovane, dinamica, innovativa e con uno staff affiatato, che la rende unica nel suo genere. Questo è l’annuncio: Continua a leggere

Impressioni (a caldo) sulla vittoria di Trump negli Stati Uniti

trump__clinton

Provo a buttar giù qualche appunto per far ordine fra i pensieri che mi passano per la testa in queste prime ore dopo la vittoria di Donald Trump negli Stati Uniti:

  1. Sondaggi d’opinione: è sempre più chiaro che, nelle democrazie occidentali cosiddette “mature”, i sondaggi diffusi dai media nei mesi che precedono qualunque competizione elettorale, sbagliano. E di molto. Vedi l’Italia prima delle elezioni politiche del 2013 (sottostimavano il Movimento 5 Stelle), vedi il Regno Unito prima della Brexit (davano vincente il remain), vedi fino a ieri gli USA (davano vincente la Clinton). Questo però non vuol dire, secondo me, che i sondaggisti non sanno più fare il loro mestiere, né che l’arma del sondaggio è ormai spuntata. Oddio, un po’ vuol dire anche questo, ma non solo. Vuol dire soprattutto che i sondaggi Continua a leggere

Le campagne per la prevenzione del tumore al seno

lilt_for_women_tatangelo

Ci sono almeno due ottimi motivi per fare comunicazione (molta, sempre di più) a favore della prevenzione del tumore al seno. Innanzi tutto, è il tumore più duffuso fra le donne italiane:

  • In Italia 48mila donne (e 300 uomini) ogni anno si ammalano di tumore al seno;
  • 1 donna su 9 si ammalerà di tumore al seno nel corso della vita;
  • 10-12% è il rischio di ciascuna donna di ammalarsi, percentuale che varia molto con l’età: 2,3% fino all’età di 49 anni (1 donna su 45); 5,2% tra i 50-69 anni (1 donna su 19); 4,4% tra i 70 e gli 84 anni (1 donna su 23);
  • 50-69 anni è la fascia di età più colpita (1 donna su 19). (Europa Donna, Manuale della prevenzione, 2015)

Inoltre, la diagnosi precoce è fondamentale nella lotta contro il tumore al seno, perché permette di individuare la malattia nella sua fase iniziale, e con ciò di garantire cure più efficaci, terapie meno aggressive e una maggiore probabilità di guarigione. La mortalità per questo tipo di tumore è infatti, per fortuna, in calo continuo, proprio grazie alla prevenzione: ogni anno diminuisce dell’1,4% e oggi la sopravvivenza media dopo 5 anni dalla diagnosi è dell’87% circa (Europa Donna, Manuale della prevenzione, 2015). Ciò nonostante, in Italia le campagne – classicamente intese: affissioni, spot, annunci stampa – per prevenire il tumore al seno sono spesso mal concepite, mal realizzate e come tali inefficaci o inutili. Continua a leggere

Contro ogni pregiudizio etnico o razziale, il DNA ci mostra che le nostre origini sono sparse nel mondo

momondo

La recente campagna di Momondo, piattaforma web di viaggi che punta molto sui valori della tolleranza e dell’apertura mentale, culturale e umana, ci fa riflettere sul fatto che basterebbe un’analisi del DNA per scardinare alcune convinzioni che molti di noi hanno sulla loro identità etnica e geografica (sono italiano/a, inglese, francese al 100%) e alcuni pregiudizi che, anche inconsapevolmente, molti nutrono su persone di altri paesi, etnie, razze, religioni (non sopporto i tedeschi, perché freddi e rigidi, non mi piacciono i popoli latini, troppo chiassosi, ecc.). Il video dura poco più di cinque minuti, guardalo fino in fondo, che ne vale la pena (trovato grazie a Luisa Carrada): Continua a leggere

«Ho studiato Scienze della comunicazione e dopo soli due anni faccio il lavoro dei miei sogni»

right_formula_sports_marketing

Mi scrive Edoardo, ex studente di Scienze della comunicazione, laureatosi nel marzo 2015. La sua esperienza, tutta positiva, vuole essere di incoraggiamento per gli studenti e le studentesse che hanno intrapreso percorsi di studi analoghi al suo. Ci vuole però coraggio, capacità di impegnarsi anche duramente – lavorando e studiando nello stesso tempo, se occorre – e disponibilità a trasferirsi all’estero:

«Buongiorno professoressa, come sta? Spero che tutto proceda per il meglio. Le scrivo perché svolgo ogni giorno il lavoro che ho sempre desiderato e vorrei condividere con i lettori del suo blog la mia esperienza, dato che è stato anche grazie all’ascolto di storie altrui che sono riuscito a trovare spunti e idee per raggiungere il mio obiettivo.

Continua a leggere

I bambini e le bambine precocemente adulte dei marchi di moda

leggendaria

Sull’ultimo numero di Leggendaria è uscita una mia riflessione sul modo in cui sono spesso rappresentati i bambini e le bambine nella comunicazione commerciale e nei servizi fotografici dei marchi di moda da vent’anni a questa parte. E sul modo in cui queste immagini condizionano la comunicazione – e la nostra vita – ben al di là dei fashion brands. Ecco l’articolo: Continua a leggere