Compagnie telefoniche: se dici o scrivi parolacce a un servizio di risposte automatiche, riesci a parlare con un essere umano?

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Diversi amici e conoscenti mi hanno segnalato, negli ultimi mesi, un fenomeno curioso nelle loro relazioni con le compagnie telefoniche: se interagisci con la voce registrata di un call center o con un servizio automatico di risposte sms e non ottieni quel che cerchi, conviene dire o scrivere una parolaccia. D’improvviso, come per incanto, la risposta si fa, da inadeguata e/o priva di senso che era, pertinente e sensata, e in due mosse ottieni l’informazione o il servizio che cercavi. Tanto varrebbe, allora, esordire con una parolaccia? Mi chiedo se stiamo assistendo alla codificazione del turpiloquio – e dell’aggressività che implica – come metodo per ottenere in modo più rapido ed efficace ciò che si vuole. Qui l’esempio di un esilarante scambio con TIM (ringrazio Luca per avermelo passato):

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Reactvertising, ovvero marketing e comunicazione in tempo reale

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In un mondo in cui tutto cambia in modo sempre più frenetico (lavoro, economia, assetti sociali), un mondo in cui la precarietà è all’ordine del giorno, anche il marketing e la comunicazione non possono che adattarsi. Real time marketing, unconventional marketing, social tv, reactvertising sono solo alcune delle etichette che, negli ultimi anni, danno conto della capacità del marketing di inseguire la quotidianità più effimera. Pubblico qui la tesi di laurea triennale in Scienze della comunicazione di Marco Buratti, discussa una settimana fa, un lavoro eccellente che Continua a leggere

Un tirocinio curricolare in una startup di Digital Advertising

Hyperting

Hyperting, startup di Digital Advertising che quest’anno ha ottenuto un finanziamento TIM #WCap, cerca un/a tirocinante curricolare in Scienze della comunicazione o affini che possa cominciare subito, fra luglio e settembre. Questo è l’annuncio: Continua a leggere

Premio Archivio Videoludico per le migliori tesi di laurea sui videogiochi

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L’Archivio Videoludico della Cineteca di Bologna – in collaborazione con la cattedra di Semiotica dei Nuovi Media e con il patrocinio del Dipartimento di Filosofia e Comunicazione dell’Università di Bologna e di AESVI (Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiani) – presenta l’edizione 2016 del Premio Archivio Videoludico per le migliori tesi di laurea (triennale, specialistica o magistrale, diploma accademico di primo e secondo livello per le Accademie delle Belle Arti), che abbiano per argomento il videogioco e ne propongano un’analisi critica in prospettiva storica, mediologica, inter e transmediale, educativa, sociale, economica, estetica. Il bando è rivolto ai/alle laureati/e Continua a leggere

Perché non mi piace l’ultimo spot di Tampax Italia “Facile, a prova di uomo”

Facile, a prova d'uomo

Da un paio di mesi è in circolazione la campagna di Tampax Italia “Facile, a prova di uomo”, su cui ho ricevuto diversi commenti, ora perplessi (“Non so perché, ma non mi convince”), ora entusasti (“È proprio vero: noi donne abbiamo una marcia in più!”), e molte sollecitazioni (“Ma tu, che ne pensi?”). Non mi piace e spiego subito perché: Continua a leggere

Com’è cambiata la comunicazione del Gay Pride dal 2007 a oggi, in Italia e nel mondo

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A distanza di qualche giorno dall’annullamento, a colpi di lacrimogeni e arresti, del Gay Pride a Istanbul, pubblico lo studio che Giulia Nieddu ha condotto per l’esame di Semiotica dei consumi della laurea magistrale in Semiotica sugli spot che, dal 2007 a oggi, hanno comunicato il Gay Pride negli Stati Uniti, in America Latina, in alcune capitali europee e in Italia. Il lavoro è molto interessante perché mette in evidenza come la stessa comunicazione degli attivisti LGBT sia stata intrisa e condizionata, negli ultimi dieci anni, da stereotipi non sempre rispettosi delle differenze e della parità dei generi e degli orientamenti sessuali. L’analisi si è concentrata in particolare Continua a leggere

Di quante storie positive abbiamo bisogno per sradicare i pregiudizi contro Scienze della comunicazione?

Scienze della comunicazione

Dopo aver letto la storia di Federico, mi scrive Francesco, un altro ex studente del settore Comunicazione, che non è mio allievo ma che – come molti – non ce la fa più a sopportare gli stereotipi negativi che affliggono, in Italia, i corsi di laurea in Scienze della comunicazione e affini. Ecco la sua storia, tutta positiva, piena di energia e capacità, bella: Continua a leggere