Migranti: solidarietà e accoglienza insegnando la lingua italiana

Migranti

A proposito delle raccolta che sta facendo Valigia Blu di storie positive sull’accoglienza che moltissimi italiani mettono in atto ogni giorno nei confronti di migranti che vengono da tutto il mondo, segnalo la storia che appare oggi su Nuovo e utile. Ilaria si laureò con me in Semiotica ormai diversi anni fa. Da anni lavora a Milano con Annamaria Testa, che le ha chiesto di raccontare l’esperienza che sta facendo da tre anni. Ecco le sue parole:
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Premio Archivio Videoludico per le migliori tesi di laurea sul videogioco

Premio Archivio Videoludico

L’Archivio Videoludico della Cineteca di Bologna – in collaborazione con la cattedra di Semiotica dei Nuovi Media del corso di laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università di Bologna e con AESVI (Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiani) – presenta l’edizione 2015 del Premio Archivio Videoludico per le migliori tesi di laurea (triennale, specialistica o magistrale, diploma accademico di primo e secondo livello per le Accademie delle Belle Arti) che abbiano per argomento il videogioco e ne propongano un’analisi critica in prospettiva storica, mediologica, inter e transmediale, educativa, sociale, economica, estetica. Continua a leggere

Migranti: storie di solidarietà e di accoglienza. Un progetto collaborativo

Migranti

Oggi riprendo la splendida iniziativa che alcuni giorni fa ha lanciato Valigia Blu Migranti, storie di solidarietà e accoglienza. Un progetto collaborativo. L’idea è diffondere anticorpi in rete (ma anche fuori) contro il razzismo e l’intolleranza che spesso si agita quando si parla di “clandestini”, “barconi”, “migranti”, “immigrati” e così via. Nelle parole di Arianna Ciccone:

«Racconti-anticorpo contro il veleno dell’odio. In questo mio ultimo post parlavo di migranti, di come i media tendano a soffiare sul fuoco dell’intolleranza e del razzismo, di un clima sempre più soffocante fatto di ostilità, disprezzo, odio, di mancanza di empatia verso la sofferenza di altri esseri umani. E immaginavo come ognuno di noi – nell’era “we the media” – potesse contribuire a una sorta di contro-narrazione, diffondendo storie di solidarietà, convivenza, accoglienza. Subito dopo la pubblicazione alcune persone hanno iniziato a segnalare – tra sito e spazi social – piccole (grandi) storie di abbracci. E così osservando questa spinta inaspettata e commovente, io e Roberta ci siamo dette: “Ma sai che bello raccogliere tutte queste voci, queste testimonianze, queste segnalazioni in un unico simbolico racconto collettivo?” Nasce così l’idea di Migranti, storie di solidarietà e di accoglienza. Un progetto collaborativo.

[…]

Scherzando con qualche “amico” di Facebook ci siamo detti: esistono gli hater, ma sono al lavoro anche i lover. Proviamo a dargli spazio. Diamo voce a persone e storie che raccontano un’altra storia. Fatta di incontri, di integrazione, di generosità e di amore per il prossimo. Un progetto ingenuo? Impossibile contrastare in modo efficace l’odio e il razzismo? Un odio che circola tutto intorno a noi e che per fortuna – anche grazie ai social – possiamo vedere, conoscere e quindi in qualche modo affrontare. Non cova sotterraneo, è lì in vista e ci sfida. Nessuno di noi potrà dire: “Non sapevo”. Ecco perché nonostante tutto, nonostante l’ingenuità forse di questa nostra idea, vale la pena provarci. Se volete unirvi a noi nella ricerca, selezione e segnalazione di storie sui migranti, di storie di solidarietà e accoglienza scriveteci:

  1. sulla bacheca Facebook di Valigia Blu
  2. sulla bacheca Facebook di Arianna Ciccone
  3. via mail info@valigiablu.it
  4. su Twitter @valigiablu
  5. lasciando un commento a questo post.

Mi piacerebbe molto che, anche tramite Dis.amb.iguando, confluissero sul progetto di Valigia Blu storie costruttive, positive, interessanti, reali. Sono convinta infatti che in Italia il razzismo e l’intolleranza siano strettamente confinati a piccolissime nicchie di persone che però, purtroppo, fanno baccano per cui si notano molto. Tutti assieme possiamo invece dimostrare che in realtà sono pochi, marginali, isolati. Forza!

Pd, calo nei sondaggi. Cosa può fare Renzi per rimediare?

Matteo Renzi

In questi giorni rimbalzano sui media i commenti sul calo del Pd nei sondaggi: secondo Demos, se si votasse domani, il Pd prenderebbe il 32,2%, per Ipsos il 31,5%, ben al di sotto, in entrambi i casi, del superamento del 40% che il Pd aveva ottenuto alle europee del 2014. I sondaggi – lo sanno tutti – sono fallibili, effimeri e strettamente relativi al momento in cui sono fatti, ma un’indicazione, pur di massima, la danno lo stesso, anche perché, pur nella loro fallibilità, temporaneità e relatività, mesi fa erano ben più incoraggianti per il Pd di Renzi. Aggiungo un commento ai commenti, chiedendomi cosa potrebbe mai fare Renzi, in termini di comunicazione, per fermare e magari recuperare questo calo. Continua a leggere

Nel bene o nel male, purché se ne parli. Come uscirne?

giovannacosenza:

Riprendo questo vecchio post, perché è un argomento su cui continuamente si discute – ancora! – nel mondo della comunicazione, online e offline. E perché quasi ogni giorno qualcuno mi interroga su questo tema.

Originally posted on D I S . A M B . I G U A N D O:

Il detto «Nel bene o nel male, purché se ne parli» (e simili) parafrasa un brano de Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde (1890): «There is only one thing in the world worse than being talked about, and that is not being talked about».

Portrait of Oscar Wilde

Da anni è diventato il motto con cui si giustifica la comunicazione più volgare, aggressiva, sguaiata. In pubblicità come in politica, in televisione come sulla stampa e su internet.

È una frase stranota, al punto che vi fanno ricorso non solo i comunicatori di professione, ma tutti quelli che vogliono mostrarsi furbi e disincantati nell’interpretare la comunicazione, quelli che vogliono dar prova di saperla lunghissima: se qualcuno si lamenta di certi eccessi, il sapientone di turno è pronto a replicare: «Ma dove vivi? Non sai che la comunicazione funziona così? Parlino bene o male, purché parlino. Svegliati, baby».

In effetti il detto mette…

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Huggies: come nasce lo spot sui pannolini diversi per maschi e femmine?

Huggies

Lo spot “Huggies bimba e Huggies bimbo. Per un asciutto su misura”, trasmesso sulle reti RAI e Mediaset dall’inizio di giugno, ha già suscitato molte polemiche in rete, e nei giorni scorsi l’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria ha emesso una “ingiunzione di desistenza per la violazione degli art. 10 (Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona) e 11 (Bambini e adolescenti) del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale. Massimo Guastini, Presidente dell’Art Directors Club Italiano, copywriter e partner di CookiesAdv, ha ricostruito la copy strategy che può aver condotto Huggies (e l’agenzia con cui ha lavorato) a ideare una campagna del genere. Della serie: come gli viene in mente? Nelle parole di Guastini (che condivido in pieno): Continua a leggere

Umberto Eco su Internet: apocalittico, integrato o nessuno dei due?

Eco in conferenza stampa all'Università di Torino

Da qualche anno, quando Umberto Eco parla di media digitali, stimola sempre discussioni accese: lo si accusa di non capire Internet e tutto ciò che ci sta intorno, lui che dei media è sempre stato un fine studioso, lui che della comunicazione di massa ha anticipato, anche di decenni, importanti tendenze. Peggio ancora: visto che Eco mette spesso in evidenza rischi e problemi dell’uso poco consapevole di certi ambienti e strumenti di Internet (dai motori di ricerca a Facebook, Twitter e compagnia bella), lo si accusa di Continua a leggere