Gli Italiani, la lingua inglese e il complesso d’inferiorità

Bandiera inglese

Le discussioni che nei giorni scorsi ha sollevato la petizione lanciata da Annamaria Testa #dilloinitaliano (al grido di «Ha ragione da vendere!», da un lato, e «No, è il solito atteggiamento snob degli intellettuali», dall’altro) mi inducono a condividere qualche riflessione sul rapporto che gli italiani hanno da decenni con la lingua inglese. Tanto più la amano – al punto da infarcire il discorso di prestiti e calchi dall’inglese – tanto peggio la parlano. Un problema che sembra identico a se stesso dagli anni ’50, quando Carosone cantava «Tu vuo’ fa’ l’americano… ma si nato in Italì». Un problema che mi tocca da vicino, ohimè, perché ogni giorno ho a che fare con studenti Continua a leggere

La petizione #dilloinitaliano: quello che è successo

Dillo in italiano. Petizione

A poco più di un settimana dal lancio sulle pagine di Internazionale e di Nuovoeutile la petizione #dilloinitaliano lanciata da Annamaria Testa ha raccolto più di 55.000 adesioni. Hanno firmato persone di tutti i tipi: studenti, anziani, traduttori, poliglotti, molti insegnanti d’inglese e d’italiano, italiani all’estero e stranieri residenti in Italia, ma anche persone che non si attribuiscono nessun titolo per firmare. E poi: Continua a leggere

Volkswagen Golf: verso un’immagine d’uomo diversa?

In fondo a te basta sapere che è una Golf

Per completare i ragionamenti di ieri sull’immagine del maschio italiano che emerge da certe pubblicità di automobili, mi sembra interessante riflettere sull’ultima campagna di Volkswagen Italia per la Golf, realizzata dall’agenzia stvDDB, che si contraddistingue per lo slogan “In fondo, a te basta sapere che è una Golf”. Qui abbiamo un giovane (un figlio?) Continua a leggere

Fiat 500, ovvero l’immagine del maschio italiano all’estero

FiatX crossover

Nel 2012 lo spot con cui Fiat-Chrysler pubblicizzava nel mondo la Sport Abarth 500 mostrava un giovane maschio imbranato, allupato, con barbetta rada e occhiali da nerd, tutto perso dietro alla modella romena Catrinel Menghia, che in realtà poi era la Sport Abarth 500, o meglio, come lui la vedeva e concupiva. Uscì per la prima volta durante il Superbowl (ne parlai QUI) e durò mesi. Questo: Continua a leggere

Quelli che… nascondono l’ultimo accesso su Whatsapp

Whatsapp icona

Sappiamo tutti come funziona la privacy su Whatsapp, il servizio di messaggistica mobile più usato al mondo (secondo Wearesocial.sg siamo circa 600 milioni a usarlo): puoi scegliere se far vedere l’ultimo accesso, il tuo status e le tue foto a “tutti”, “i miei contatti” o “nessuno”. Bene. Allora ci sono quelli che, per «proteggere la loro privacy» – dicono – non fanno vedere a “nessuno” l’ultimo accesso. A prezzo di non vedere Continua a leggere

Lauree mai conseguite: «Mi mancava solo la tesi, ma non ce l’ho fatta»

Ragazzo stressato

La sindrome «Mi mancava solo la tesi per laurearmi, ma non ce l’ho fatta» esiste da sempre, o almeno, io la ricordo già quando studiavo: ho in mente diversi ragazzi e ragazze di allora, professionisti affermati oggi, che non si sono mai laureati, pur avendo sostenuto con profitto tutti gli esami, solo perché all’epoca non riuscirono a completare, o in certi casi nemmeno a cominciare, il lavoro per la tesi. Oggi molte cose sono cambiate: con lo sdoppiamento fra lauree triennali e bienni magistrali, la sindrome dovrebbe colpire – dovrebbeContinua a leggere

Sanremo: torna lo spot dell’alga Guam, identico a se stesso

Fanghi d'alga Guam

Inossidabile il festival di Sanremo, con ascolti addirittura in crescita. Inossidabile lo spot dell’alga Guam, che anche quest’anno fa capolino fra una canzone e l’altra, e probabilmente ci accompagnerà fino all’estate, dimostrando che per questo tipo di illusioni (metti l’alga e le tue natiche saranno perfette come quelle della pubblicità) non c’è crisi che tenga: se la Guam può investire ancora tanti soldi per acquistare spazi televisivi in prima serata durante Sanremo, Continua a leggere