Archivi tag: comunicazione pubblicitaria

Contro ogni pregiudizio etnico o razziale, il DNA ci mostra che le nostre origini sono sparse nel mondo

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La recente campagna di Momondo, piattaforma web di viaggi che punta molto sui valori della tolleranza e dell’apertura mentale, culturale e umana, ci fa riflettere sul fatto che basterebbe un’analisi del DNA per scardinare alcune convinzioni che molti di noi hanno sulla loro identità etnica e geografica (sono italiano/a, inglese, francese al 100%) e alcuni pregiudizi che, anche inconsapevolmente, molti nutrono su persone di altri paesi, etnie, razze, religioni (non sopporto i tedeschi, perché freddi e rigidi, non mi piacciono i popoli latini, troppo chiassosi, ecc.). Il video dura poco più di cinque minuti, guardalo fino in fondo, che ne vale la pena (trovato grazie a Luisa Carrada): Continua a leggere

“Fertility Day: andiamo oltre i capri espiatori”, di Massimo Guastini

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Ritengo utile pubblicare l’articolo che Massimo Guastini – direttore creativo e partner di CookiesAdv, Presidente dell’Art Directors Club Italiano dalla fine del 2010 al febbraio 2016, ha scritto sul sito della sua agenzia. Utile per tutti/e i/le giovani che intraprendono percorsi di studi umanistici, in particolare nell’area della comunicazione, perché offre elementi concreti sul mercato del lavoro che li attende, con un’attenzione particolare per i compensi (bassissimi), i costi complessivi delle campagne di comunicazione (altissimi, in rapporto a quelli di chi ne crea i contenuti) e la complicità – aggiungo io – con cui tutti, in Italia, accettiamo che le professioni che implicano cultura umanistica (la più vasta, la più complessa, la più difficile da ottenere seriamente, e sottolineo seriamente) siano sottopagate. Siamo tutti complici, tutti: dalla ministra Lorenzin che va in tv chiedendo ai professionisti della comunicazione un contributo “a titolo gratuito”, ai docenti di materie umanistiche che, sotto sotto, si sentono sempre di “serie B” rispetto ai colleghi “scienziati”, fino ai/alle neolaureati/e che accettano proposte di lavoro indecenti e stipendi da fame perché tanto, se non lo fanno, ci sarà sempre qualcuno/a che lo fa al posto loro. Vogliamo uscire, una buona volta, da questo cicolo vizioso? Leggi cosa racconta Massimo Guastini (i grassetti sono miei): Continua a leggere

“Come non detto”, ovvero: come lasciare intendere, alludere, presupporre, dare per scontato, sottintendere (e altri impliciti)

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In questi giorni ho letto (e presentato in una libreria di Bologna) Come non detto. Usi e abusi dei sottintesi, di Filippo Domaneschi e Carlo Penco, due colleghi che insegnano all’Università di Genova. Consiglio vivamente di leggere (no anzi, studiare) questo lavoro a chiunque si occupi di comunicazione, in qualunque ambito e a qualunque livello, perché spiega con linguaggio chiaro e scorrevole i meccanismi attraverso i quali riusciamo a comunicare in modo implicito – a volte senza volerlo, ma spesso intenzionalmente – molto più di quanto diciamo in modo esplicito, aperto, diretto. E il “non detto” non è solo – sempre – quantitativamente superiore a ciò che viene detto, ma qualitativamente – spesso – molto più rilevante. Dal prologo “Attenti a quell’iceberg”: Continua a leggere

Tre Italia: la biondona svampita e l’uomo che paga per lei

Tre spot televisivo

Con la scomparsa di Belén Rodríguez dalle campagne Tim, credevo che le aziende di telecomunicazioni in Italia avessero finalmente smesso di associare marchio, tariffe e promozioni all’ennesimo corpo femminile, che non sta lì per nient’altro che per la sua bellezza. E invece no: nell’ultimo spot, Tre mette assieme  l’attore napoletano Carlo Buccirosso e la showgirl greca Ria Antoniou, con lui fa che l’uomo sbavante e pagante, e lei che fa la bellona, biondona e desiderante. Ma invece di desiderare («Carletto, è da tanto che avevo un desiderio…») ciò che lui spererebbe (allusione evidente), lei desidera solo Continua a leggere

Master in Comunicazione, Management e Nuovi Media: 7 borse di studio totali, 3 parziali

MasterCom

Sono aperte le iscrizioni al Master di primo livello MasterCom. Comunicazione, Management e Nuovi Media. Il Master è un corso biennale post-laurea che offre un’opportunità di crescita culturale e di formazione tecnico-specialistica sulla comunicazione professionale e aziendale, con un focus particolare sul web, i social media e le forme più innovative di comunicazione, come il guerrilla e il viral marketing, l’experiential marketing, l’internet marketing, e così via. Se hai almeno una laurea triennale e vuoi intraprendere un percorso di formazione professionalizzante sui temi Continua a leggere

Ancora su emozioni e storytelling

Camera dei Deputati 7 maggio 2015

Oggi nessuna storia, nessun racconto – che sia pubblicitario o politico, giornalistico, televisivo o altro – può accedere a un pubblico di massa, può diventare virale in rete e portare attenzione, fama e soldi a chi lo ha prodotto, se non ha Continua a leggere

Brand Storytelling, ovvero “Che impresa fare Storytelling” #MeetSanofi

#MeetSanofi

Martedì 5 maggio 2015, nella sede di Sanofi Italia a Milano, si è tenuto il primo appuntamento di un ciclo di incontri intitolato #MeetSanofi – Aperitivi di carattere in 140 caratteri. Si è parlato del ruolo che lo storytelling svolge oggi nella comunicazione d’impresa – dalle realtà più piccole ai brand internazionali – in un andirivieni continuo fra uso dei mezzi di comunicazione tradizionale, siti web aziendali e social media. Punto di partenza comune: una buona dose di stanchezza nei confronti dell’abuso della parola storytelling, di cui oggi Continua a leggere