Archivi categoria: gender studies

I bambini e le bambine precocemente adulte dei marchi di moda

leggendaria

Sull’ultimo numero di Leggendaria è uscita una mia riflessione sul modo in cui sono spesso rappresentati i bambini e le bambine nella comunicazione commerciale e nei servizi fotografici dei marchi di moda da vent’anni a questa parte. E sul modo in cui queste immagini condizionano la comunicazione – e la nostra vita – ben al di là dei fashion brands. Ecco l’articolo: Continua a leggere

Com’è cambiata la comunicazione del Gay Pride dal 2007 a oggi, in Italia e nel mondo

Gay_flag

A distanza di qualche giorno dall’annullamento, a colpi di lacrimogeni e arresti, del Gay Pride a Istanbul, pubblico lo studio che Giulia Nieddu ha condotto per l’esame di Semiotica dei consumi della laurea magistrale in Semiotica sugli spot che, dal 2007 a oggi, hanno comunicato il Gay Pride negli Stati Uniti, in America Latina, in alcune capitali europee e in Italia. Il lavoro è molto interessante perché mette in evidenza come la stessa comunicazione degli attivisti LGBT sia stata intrisa e condizionata, negli ultimi dieci anni, da stereotipi non sempre rispettosi delle differenze e della parità dei generi e degli orientamenti sessuali. L’analisi si è concentrata in particolare Continua a leggere

8 marzo, giornata internazionale della donna: com’è nata questa ricorrenza?

8 marzo Accasfilm

In pochi minuti ce lo ricorda (e lo spiega a chi non lo sapesse) un video di Accasfilm. Vale la pena farlo circolare, per tentare di dissociare, almeno un po’, la cosiddetta festa della donna dai rituali più o meno consumistici, i raduni in pizzeria, le feste con spogliarellisti e gli omaggi floreali spesso ipocriti e inutili, a cui da molti anni siamo abituate: Continua a leggere

Always #LikeAGirl: le ragazzine chiedono emoji senza stereotipi di genere

#LikeAGirl_Girl_Emojis

Dal 2 marzo è online l’ultima puntata della campagna #LikeAGirl (nata nell’estate del 2014) di Always – azienda di prodotti per l’igiene intima femminile della Procter & Gamble. Stavolta Always prende di mira gli stereotipi di genere che si annidano nelle faccine – o emoticone o emoji – che usiamo su Whatsapp, sui social media e in moltissimi testi online. Ancora una volta la campagna dà la parola ad alcune preadolescenti e adolescenti che, mettendo in scena una spontaneità non ancora accecata da convenzioni di genere (fosse vera! sul realismo di queste interviste mi sono già espressa), notano dettagli a cui per abitudine la maggior parte delle ragazze e donne non fanno più caso: Continua a leggere

Sessismo e musica: perché pochissimi dj al mondo sono donne?

Dj mixer with headphones

Oggi pubblico il lavoro di Andrea Valenza, studente della laurea magistrale in Semiotica che, per l’esame di Semiotica dei consumi dell’anno scorso, ha fatto una riflessione interessante, ben articolata e documentata sul ruolo della donna nella musica elettronica da ballo (o EDM, electronic dance music), interpretandolo come sintomo di un più ampia tendenza, nella storia della musica, a relegare la donna a ruoli minoritari. Scrive Andrea:

«Il 17 ottobre “la bibbia” della dance, djmag.com, divulga la Top 100 djs 2015 che vede i fratelli belgi Thivaios (in arte Dimitri Vegas & Like Mike) piazzarsi al primo posto. Il duo di musica house si lascia alle spalle Hardwell, dj e produttore discografico che lascia la corna dopo due anni di primato e Marti Garrix giovane olandese. Fuori dal podio (quarto quinto e sesto posto) tre monumenti della dance floor, regolarmente in cima alla top 100 da più di 10 anni: Armin Van Buuren, Tiesto e David Guetta (forse il più popolare al mondo). C’è una peculiarità che accomuna i primi dj della classifica: nessuno di loro è una donna. Le prime donne in classifica sono solo al Continua a leggere

Perché non mi piace la campagna #WomenNotObjects

#WomenNotObjects

Da un paio di settimane quasi ogni giorno qualcuno mi chiede cosa penso della campagna #WomenNotObjects, lanciata da Madonna Badger, advertising executive che vive e lavora a New York. Non mi piace, ecco cosa ne penso. Per queste ragioni: Continua a leggere

Giocattoli: Natalia, Gamora, Rey, dove siete? Perché mancano le action figures femminili?

Black-Widow

Propongo oggi una riflessione pubblicata su Arte Rivista, e firmata da Flavia Irene Gatti, alla quale ho rilasciato una breve intervista. La domanda che Flavia si (e mi) pone è: il cinema propone spesso – e negli ultimi anni con frequenza maggiore – supereroine donne, dotate di forza fisica, grande intelligenza e superpoteri. Perché l’industria dei giocattoli non riproduce le action figures delle supereoine, ma insiste sempre e solo sui supereroi maschi? Continua a leggere