Archivi tag: Lorella Zanardo

Yamamay, le polemiche e l’ennesimo occhio pesto

Yamamay, Ferma il bastardo

La campagna “Ferma il bastardo” di Yamamay ha fatto discutere e diviso un po’ tutti, anche le persone che da anni si occupano di violenza contro le donne e parità di genere. Ottimo, dal punto di vista di Yamamay, perché «nel bene o nel male, purché se ne parli» è una regoletta elementare che ormai tutti i comunicatori conoscono, anche quelli meno capaci. Soprattutto loro, verrebbe da dire. Tecnicamente, infatti, la campagna non è un granché, Continua a leggere

La bellezza, la proprietà transitiva e la funesta arena

Thom Yorke

«Brutta storia la bellezza. A chi nasce con gli occhioni celesti e il faccino regolare come quelli di Ilaria, in un mondo che li considera ingredienti di bellezza, tocca un destino che tutti invidiano, ma che in realtà non è fantastico come sembra: tendenzialmente una si trova sempre al centro dell’attenzione, tutti fanno l’impossibile per esaudire i suoi desideri, e questo la mette in una posizione di innegabile vantaggio. Ma prima o poi gli stessi che ti hanno messa sul podio ti presentano il conto: se va bene chiedono solo un po’ di attenzione, ma è più facile che pretendano qualche forma di alleanza, magari di amicizia o addirittura amore. Già, perché i non belli – o i meno belli – fanno di tutto per entrare in relazione con i belli solo perché, Continua a leggere

Stasera mi butto. A Milano. Con Testa e Zanardo

Ogni volta che c’è la presentazione di un mio libro (o di qualcosa che mi riguarda), è il solito problema. Se non lo scrivo sul blog, molti si lamentano: l’ho saputo troppo tardi, perché non l’hai detto, non si fa così, eccetera. Se lo scrivo, temo sempre di cadere in una forma di narcisismo e autoreferenzialità. Allora facciamo così: Continua a leggere

Il 7 giugno a Milano, ADCI: con Erik Gandini, Lorella Zanardo e me

Hall of Fame 2013

Sono felice e onorata di entrare nella Hall of Fame dell’Adci, ancor più felice e onorata di farlo con Lorella e Erik. Ringrazio di cuore l’Adci per questo riconoscimento del nostro lavoro: la strada è ancora lunga e faticosa, ma andiamo avanti. E non siamo soli, per fortuna, ma insieme a tante, tantissime persone. La serata del 7 giugno è aperta a chiunque voglia condividere con noi la riflessione sulla comunicazione contemporanea. Qui di seguito le parole con cui il presidente dell’Adci, Massimo Guastini, motiva la loro decisione: Continua a leggere

#TISALUTO

#TISALUTO FEMMINILE #TI SALUTO MASCHILE

In Italia l’insulto sessista è pratica comune e diffusa. Dalle battute private agli sfottò pubblici, il sessismo si annida in modo più o meno esplicito in innumerevoli conversazioni. Spesso le donne subiscono commenti misogini: dalle considerazioni sull’aspetto fisico per intimidirle e ridurle alla condizione di oggetto, al rifiuto violento di ogni manifestazione di soggettività e di autonomia di giudizio. Continua a leggere

Educare (e educarsi) ai media «senza chiedere il permesso»

Mentre gli adulti discutono di elezioni, masse di adolescenti passano ore davanti ai programmi televisivi di intrattenimento. E lo fanno a maggior ragione in questi giorni, per almeno due ragioni: perché c’è crisi, hanno meno soldi e dunque meno possibilità di uscire di casa (anche una Coca Cola costa); perché rifiutano la politica e il bla bla bla preelettorale.

Cosa implicano tante ore trascorse davanti all’intrattenimento della televisione generalista? (quella tematica costa.)
Continua a leggere

Il dialogo fra generazioni, finalmente. Senza chedere il permesso

«La disoccupazione giovanile e il tasso di abbandono scolastico a livelli allarmanti raccontano di adulti che hanno fallito la promessa che regola il patto intergenerazionale: cercare di restituire alle generazioni che seguiranno un mondo migliore. Non aspettate, ragazzi. Non attendete istruzioni, ragazze, perché non arriveranno o forse arriveranno troppo tardi, e il tempo è prezioso. Alcuni tra noi adulti vi daranno una mano: il tempo necessario per costruire ponti sulle macerie prodotte dai crolli di questo mondo in disarmo. Voi percorreteli e poi sarà ora. Non attendete oltre: tocca a voi. Senza chiedere il permesso.»

Comincia così il video di Cesare Cantù tratto dal libro di Lorella Zanardo, Senza chiedere il permesso, appena uscito da Feltrinelli, che sto leggendo in questi giorni. Il libro nasce dalle centinaia di incontri con adolescenti e giovani che Lorella e Cesare hanno fatto (e stanno facendo) in tantissime scuole d’Italia. Ne parlerò per bene appena avrò finito di leggerlo, ma intanto ti propongo il video, a partire dalla questione di fondo: il tradimento del patto intergenerazionale e i ponti verso il futuro che «alcuni adulti», come dice Lorella, possono costruire per e con i giovani.

Lorella e Cesare sono due di questi adulti. Anch’io lo sono: costruisco ponti tutti i giorni, in aula, nei corridoi dell’università, per strada, a casa, col blog, rispondendo alle centinaia di mail e messaggi su Facebook e Twitter che mi arrivano tutti i giorni. Perché lo faccio? perché Lorella, Cesare e altri lo fanno? Per ragioni personali, naturalmente: vocazione, impegno, passione quotidiana. Ma ci sono anche ragioni sociali, collettive: questa storia del patto fra generazioni mancato non nasce ora, ma c’era già negli anni 80-90. Cominciò a vederla Pier Paolo Pasolini – pensa un po’ – addirittura nel 1973, ma lui era un precursore.

Senza dialogo fra generazioni non si va da nessuna parte: era già vero quando lo scriveva Pasolini (lui parlava di «rapporto dialettico»), lo è a maggior ragione oggi, e lo è soprattutto in Italia, dove i giovani sono sempre meno e gli adulti sempre più stanchi. Insomma, «alcuni adulti» di oggi – forse meno fortunati di altri – sono stati a loro volta traditi da promesse mancate, e si mettono a disposizione. È un’occasione per tutti: giovani e meno giovani. Approfittiamone.