L’effetto (possibile) di un volto imbambolato a bocca aperta

Spot Novartis

Per chiudere la settimana, condivido lo spot svizzero segnalato qualche giorno fa da Till Neuburg (che ringrazio) per commentare l’articolo L’invasione delle donne imbambolate con la bocca aperta. Credo infatti che lo spot meriti attenzione, non solo in riferimento alla discussione che l’articolo ha generato, ma anche in sé, visto che ha ottenuto diversi premi. Inoltre fa sorridere, il che non guasta.😀

Classroom Craft
for Otrivin (Novartis Consumer Health, Inc.)
by Saatchi & Saatchi Geneva, Switzerland

Chief Creative Officer: Mr. John Pallant
Chief Creative Officer: Mr. Derek Green
Creative Director: Mr. Leon Jacobs
Copywriter: Maureen Mccabe
Copywriter: Mr. Boris Declerck
Art Director: Lisa Mcleod
Art Director: Ms. Daniela Nedelschi
Art Director: Ms. Lucy Crudgington
Agency Producer: Mr. Scott McBurnie
Account Supervisor: Ms. Giuliana Mandelli
Account Supervisor: Ms. Stephanie Rupp
Account Manager: Ms. Mélanie Foucher
Account Manager: Ms. Cassy Ymar
Managing Director: Mr. George Mackenzie
Planner: Ms. Carolyne Dateo
Director: Mr. Sam Holst
Producer: Camillo Spath
Production Company: The Sweet Shop

Awards:
Epica 2011: Silver (Toiletries & Health Care)
Eurobest: Silver Eurobest Campaign (Toiletries & OTC Pharmacy)
Cannes Lions International Festival of Creativity: Gold Lion Campaign (Pharmacy)

8 risposte a “L’effetto (possibile) di un volto imbambolato a bocca aperta

  1. Interessante. A me fa orrore. Specie perché realizzato in ambito educativo. Ma forse non ho capito io lo spot…

  2. Anche secondo me da un punto di vista umano è rivoltante: i bambini non hanno intenti provocatori quando fanno queste espressioni, a differenza degli/le adult* che si mettono volontariamente a bocca aperta – con risultati spesso grotteschi. Definire un bambino “dumb” in questo modo è atroce. Immagino quindi che dal punto di vista del marketing sia molto efficace.

  3. Per tranquillizzare Luzy ed Enrico, ecco una risposta italiana dove non c’è nessuna “crudeltà” in ambito educativo:

    Contenti? Se proprio vogliamo difendere a spada bistratta i diritti dei pargoli nostrani in pubblicità, perché non esaltiamo le centinaia di esempi di spot dove le nostre bimbe si eeccitano di fronte a merendine, sorpresine, giochini vari e tutto il troiume Barbie e Winx?

    Lì, di sicuro “l’ambito educativo” non rischia mai di essere disturbato. Le maestre, suore, educatrici, dottoresse e mammine che indicano alle future donne la via retta per realizzarsi poi a loro volta come fidanzate, mogli, mamme consumatrici, sono tutte quante benedette dall’acqua santa della credulanze di ogni tipo e della verginità.

    Era ovvio (per chi era in grado di capire) che la mia citazione dello spot “Otrivin” era una solo strizzatina d’occhio per sdrammatizzare l’idiozia, la sguaiataggine e la volgarità di gran parte delle foto modaiole dove le modelle open mounded e pochissimo open minded, non sono mai solo donne più o meno belle, strappagate, esaltate, fortunate… ma gnocche, maliarde, godone, bonazze, ninfette, pupe, smorfiose, tettone, topoline, veline, per non dire senza tanti giri: pompinare.

    Lo spot “Otrivin” invece dice una cosa semplicissima, ovvia e vera (e lo dice in modo palesemente sorridente): se ti muovi, guardi e osservi la gente con la bocca costantemente spalancata, la tua vivacità, la tua partecipazione e intelligenza, non vengono proprio esaltate. Meglio tenerla chiusa. E se questa tua bocca tenacemente aperta, è dovuta a un’infelice occlusione nasale, è meglio che ti dai da fare. Per dimostrare questo nesso in modo diretto, spontaneo e convincente, è preferibile mostrare degli anziani, degli adulti o dei bambini? E qui la chiudo perché la risposta è ovvia persino per chi segue questo blog a bocca cocciutamente spalancata.

  4. haha e’ molto carino questo spot.

  5. Risposta Italiana un po’ meno carina. Francamente penso che i bambini hanno ben altre cose da cui essere protetti che uno spot che dice che con la bocca aperta uno sembra stupido (che anzi mi sembra un’ottima dritta).

  6. Grazie del chiarimento tillneuburg, capisco poco l’inglese! A me sembrava che stesse sonnecchiando!

  7. Si sente chiaramente che la bimba ha il naso tappato e respira che pare Darth Fener. Detto questo, Till, ci poteva risparmiare il suo pistolotto, visto e considerato che la critica era rivolta alle ultime battute scritte da Cosenza, ossia alla sua valutazione positiva dello spot Otrivin.

    — Credo infatti che lo spot meriti attenzione, non solo in riferimento alla discussione che l’articolo ha generato, ma anche in sé, visto che ha ottenuto diversi premi. Inoltre fa sorridere, il che non guasta. —

    Ecco, qualcuno parla di “correttezza emotiva” (vedi altro post sull’omofobia). Ora io mi domando quale “correttezza emotiva” ci sia in questo spot, dove si fa del sarcasmo su una condizione fisica momentanea di una bimba di pochi anni facendoci chiaramente intendere che la maestra stia pensando che questa rassomigli ad una deficiente, ossia una ritardata mentale (cfr. l’altro spot gemello con il soggetto adulto alla fermata del tram); per questo motivo l’insegnante, con sguardo commiserante misto a disprezzo, le consegna un paio di forbici con le punte arrotondate (cosa peraltro di normale amministrazione in ambito educativo infantile). C’è un tasso di razzismo latente in tutto ciò che andrebbe portato allo scoperto ed eliminato. Senza contare l’errore strutturale, clamoroso, che riguarda l’oggetto “forbici”.

  8. Ma quale sgarbo si sta facendo a questa bambina? La maestra la guarda in modo strano perché vede che c’è qualcosa che non va data l’espressione facciale che farebbe risultare stupido anche un adulto (Luzy prova ad immaginarti la stessa scena con una donna… Il risultato in quanto ad apparente stupidità sarebbe anche peggiore). Anche io ho pensato “cosa ha fatto quella bambina?” e ho sorriso quando ho saputo che aveva il raffreddore, se la maestra avesse capito qual era il problema sicuramente non avrebbe fatto quella faccia. Oltre al fatto che lo spot usa l’espressione “to look dumber”, quindi appare chiaro che la bambina non è stupida ma solo raffreddata, e il suo malanno che la costringe a respirare con la bocca la fa apparire come tale. Io francamente non ci colgo niente di cattivo nei suoi confronti, anzi mi ha fatto tenerezza e io stessa (che ho sempre sofferto di raffreddori fortissimi) mi sono rivista in lei! Anche l’ambiente è quello scolastico che rappresenta una bambina come tante immersa nella vita di tutti i giorni e infastidita da una malattia comunissima specialmente nell’infanzia: non c’è nessuna forzatura, non deve sembrare una gran donna o una viziatella in cerca di Barbie… Non facciamo polemica per forza solo perché ci sono dei bambini in mezzo!

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