Berlusconi ai servizi sociali: che immagine di anziani emerge dai media?

Oggi quasi tutti i giornali aprono con “Berlusconi ai servizi sociali”, “Berlusconi, assistenza anziani disabili”, “Berlusconi al servizio anziani”, “Finisce in un centro anziani”, e così via. Mentre ieri in tv i servizi giornalistici e gli approfondimenti vari abbondavano di battutine su Berlusconi che ha la stessa età e forse gli stessi acciacchi degli anziani che andrà ad assistere. Due risultati. Il primo è che Berlusconi sta di nuovo al centro del discorso mediatico. E vabbe’, ci siamo abituati. Ma la cosa peggiore, stavolta, è l’immagine degli anziani che emerge dal clamore mediatico. In un’Italia con l’età media sempre più alta, un’Italia in cui nessuna persona mediamente benestante accetta di definirsi anziana perché tutti si sentono gggiovani anche a 50, 60, 70, 80 anni (e di fatto lo sono: oggi si invecchia solo per mancanza di salute o di soldi, o di entrambe le cose), in un’Italia che l’età preferisce dimenticarla, fare finta che non ci sia, all’improvviso i media si riempiono di anziani.

Ma come sono questi anziani? Donne e uomini curvi (questo abbiamo visto in tv, questo immaginiamo), con voci tremolanti e facce meste, appoggiati ai deambulatori, seduti in carrozzina, rinchiusi in “centri” o “servizi sociali”, appunto. In mezzo al verde. Isolati. Separati dai gggiovani, che meno li vedono e meglio stanno. Perché occuparsi di anziani reclusi è una “pena”, una “condanna”, in senso giuridico per Berlusconi, ma in senso lato per chi con i tribunali non ha nulla a che fare.

Rileggi con attenzione tutti gli articoli che parlano della condanna di Berlusconi, riguarda tutti i sorrisetti di ironia con cui si commenta la notizia, osserva le facce compiaciute di chi considera la situazione di Berlusconi come un contrappasso, una giusta umiliazione (lui stesso pare si senta umiliato). Ci scoprirai un agghiacciante implicito disprezzo. Per Berlusconi? No, per gli anziani di cui dovrà occuparsi. Da parte di chi magari ha già 60, 70, 80 anni (giornalisti, intellettuali, commentatori), esattamente come “gli anziani dei servizi sociali” di cui va blaterando, ma ha la fortuna di stare ancora in salute e dunque può fingersi gggiovane.

Poveri anziani. E povera Italia: una società che non rispetta gli anziani è disumana, perché non rispetta una fase inevitabile della vita degli esseri umani. Di tutti gli esseri umani, anche di quelli che oggi ridacchiano e domani forse dovranno appoggiarsi a un deambulatore. Una società che non rispetta gli anziani non rispetta se stessa.

Il Corriere 16 aprile 2014

La Repubblica 16 aprile 2014

Il Mattino di Napoli 16 aprile 2014

Il Tempo 16 aprile 2014

Il Fatto Quotidiano 16 prila 2014

Il Messaggero 16 aprile 2014

Il Manifesto 16 aprile 2014

14 risposte a “Berlusconi ai servizi sociali: che immagine di anziani emerge dai media?

  1. dubito berlusconi sia di nuovo al centro del discorso mediatico,vuoi renzi,vuoi le forze anti euro e le elezioni europee a breve ,il paese è preso da tutt altro:di berlusconi non sentiremo piu molto parlare,il paese è cinicamente divertito d vederlo meno libero del solito,lui,no altro e cmq nulla piu

    nb:ieri sera dalla gruber c’era marie le pen,in altri tempi ci sarebbe stato gasparri,o chicchitto,o paolo romani…insomma i tempi cambiano,evitare continuamente B. è indirettamente caricarlo un po di più,ma cmq la sua stagione è finita

  2. Ottimo post. Un discorso “umano” sugli anziani è necessario, visto che appunto tutti vogliono sentirsi giovincelli, scadendo spesso nel ridicolo. E – va ribadito – a chiunque di noi può capitare di trovarsi non più autosufficienti e guardati con disprezzo dai tanti cretini che aprono la bocca per sparare sciocchezze. Pertanto, prima di parlare è meglio riflettere.

  3. è una giusta considerazione. io sinceramente trovo ridicolo che un anziano debba occuparsi di anziani. e mi viene da pensare “poveri anziani”, se fossi uno di loro mi rifiuterei. forse si poteva trovare un servizio sociale più adeguato, non saprei nemmeno quale, non sono un’esperta di leggi in materia… però l’impressione è proprio quella dell’anziano ricco con i capelli tinti (e trapiantati), il lifting, l’amante giovane e tutto il resto che va ad aiutare anziani più sfortunati di lui. che tristezza! perchè in questo paese tutto assume sempre connotati grotteschi???

  4. Molti, compreso me, pur constatando le inefficienzee della procedura penale, delle leggi ecc., hanno sempre sostenuto la Magistratura e le sentenze. L’immagine dei magistrati che Berlusconi e compagni hanno infangato negli ultimi 20 anni, questa volta si è deteriorata a causa di questa decisione. L’immagine della magistratura ha preso un duro colpo perché incomprensibile ai più. Ritengo, immagino data la mia ignoranza in materia, che i magistrati di Milano abbiano applicato la legge, ma i più penseranno che dopo 11 anni di processi e una sentenza definitiva per evasione fiscale, 7 giorni ai servizi sociali siano una vera ingiustizia voluta dai magistrati o da chissà chi (leggi politica). Lo penseranno anche perché in altri paesi come gli USA per un relato simile si prendono anche più di 10 anni di galera, dove vai anche se hai più di 70 anni. E’ un tonfo per tutti, basta leggere i commenti sui giornali .it, c’é gente che scrive “domani faccio una rapina perché tanto non si va in galera” e roba del genere. Il sentiment del WEB è più negativo nei confronti dei magistrati e della politica tutta, compreso i nuovi PD e Renzi, ed in particolare Napolitano, piuttosto che per Berlusconi di cui ormai non ci meraviglia più di niente. L’immagine negativa avvantaggerà la protesta, in questo caso i magistrati verranno vissuti come coloro che hanno fatto un bel regalo a Grillo e Lega. Sull’immagine degli anziani oltre che concordare con Giovanna voglio lanciare una provocazione a cui spero vogliate postare risposte fatte a caldo senza andare a cercare ricerche specifiche.
    In quale area italiana la qualità della vita degli anziani è migliore
    Nord
    Centro
    Sud + isole

  5. Cara Giovanna (mi scuserai la confidenza, questa volta),
    è da tempo che sono giunto alla stessa conclusione di questo post: POVERA ITALIA.
    L’ignoranza (nel senso della decadenza culturale) è la vera causa del degrado politico, civile, economico e sociale di questo Paese (che ormai forse va scritto con la p minuscola).
    Il modo con cui si tratta il tema degli anziani, dici nel post, è un indice di ciò.
    E perchè, quello delle donne?
    E, adesso, anche quello del caso romano degli embrioni scambiati?
    Eccetera, eccetera.

    Se si cominciasse oggi a pompare soldi sull’istruzione e sull’educazione, soldi a profusione, a palate, a vagonate (se non se li rubassero subito tutti), non basterebbero 25 anni a risanare i danni dei 25 anni passati a distruggere la scuola e ogni altra istituzione culturale.

    Un saluto,
    Pierperrone

  6. Grazie Giovanna. Concordo con Pier Danio Forni. Devo per forza supporre che dietro la scelta della Magistratura ci sia l’intervento più o meno diretto del Capo della Magistratura, un vecchio che è andato ben oltre i limiti, d’età. Le ricerche sulla condizione anziana ci dicono che abbiamo un alta probabilità di trascorrere gli ultimi tre anni di vita su una sedia a ruote o allettati per gran parte del tempo. Mi auguro di cuore che questo avvenga presto anche per l’Assistente Condannato e accompagnato dalla scorta, e che soffra, poiché ha avuto un potere immenso e lo ha sprecato nel peggiore dei modi. Immagino che anche di questa “pena” farà un uso strumentale vomitevole. Davvero questa condanna è un modo ignobile d’insultare le persone anziane coinvolte, che finiranno loro malgrado sulle copertine e nei mille servizi speciali di Chi o della consimile stampa nazionale tutta. Mezza giornata a fare le foto, tre giorni a vantarsene da ogni pulpito.
    Credo che la qualità della vita per gli anziani (e non solo) è migliore nei piccoli centri del Sud e delle isole… tranne quando occorre un ospedale efficiente o un ospedale e basta.
    Ho avuto modo di vedere in Sardegna una maggiore serenità fondata sulla reciprocità, sulla famiglia allargata, sul tempo, lento e disponibile, sulla lontananza da molto di ciò che emana cattivo odore morale, ma forse anche Ortueri, Sindia o Baressa (a caso) non sono abbastanza lontani e isolati per non sapere per non vedere per non essere partecipi dello schifo.

  7. Pierperrone, il nostro PAESE non dovrà comunque essere mai scritto con la maiuscola, non perché abbia dimostrato di essere “grande” ma per rispetto a tutte quelle persone che fino agli anni 70′ grande lo avevano fatto davvero, economicamente e con leggi all’avanguardia come quella sull’aborto. Non basteranno 25 anni per rimetterlo in sesto, e il buon Renzi sa bene che quel che dice, lo dice per cercare di dare una spinta di “pensiero positivo”. Per me e te (vedo una certa età dalla foto) e tutte le generazioni dai 25 in avanti, senza contare il 10% di coloro che possiedono il 46% della ricchezza italiana, non c’è più niente da fare, non potremo godere dell’eventuale rinascita. Ho dei dubbi che ci vogliano solo 25 anni per risanare i danni e sistri degli ultimi 25, proprio perché concordo con te che il problema è la decadenza colturale e civica. Ieri ho visto e sentito il capo di una circoscrizione di Roma che asseriva di non aver spostato le frane sulla panoramica, buche, voragini ecc., perché hanno voluto privilegiare la raccolta di prove sulla responsabilità dell’accaduto. Questo “signore” non dimostra più di 30 anni, ma parla come Andreotti, basteranno 25 anni per far si che i “giovani” politici come lui si avvicinino ad un minimo di cultura e coscienza civica che possa portarli a riconoscere che la responsabilità è la loro? Io passo spesso sulla panoramica di Roma e ho notato da anni che sulla collina di Monte Mario vengono depositati rifiuti, crollano alberi e cade terriccio. Il mio povero nonno non avrebbe permesso che qualcuno scaricasse dei water e detriti vari poi coperti dall’erba e adesso rimessi in evidenza dalle frane. Il nonno avrebbe messo in sicurezza la collina solo perché andava fatto, non perché poteva crollare. Il significato della differenza tra questi amministratori e i nostri nonni non è solo la decadenza culturale, ma l’amore per il nostro Paese, loro lo AMAVANO e amavano essere italiani.

  8. E’ così, la ricerca del ISS condotta dal Dr. Giovanni De Girolamo e pubblicata nel 2008 ha dimostrato che gli anziani stanno meglio al sud perché lì è maggiore la convivenza nelle famiglie. Al centro Nord le strutture chiamate oggi ASP (Assistenza Servizi Persona) una volta detti ricoveri, definizione certamente più appropriata, sono 3 volte superiori al centro nord, ma proprio per come sono concepite e gestite non offrono la qualità della vita di una famiglia. Per gli ospedali la situazione è differente, al nord le probabilità di essere curati in caso di malattia e superiore, ma al sud si ammalano di meno. La percentuale di suicidi tra li anziani è molto più alta al nord. Sarà perché in famiglia si riceve più rispetto e affetto che ci si ammala di meno? Questo la ricerca non lo ha stabilito.

  9. Sinceramente, Pier Danio, non ho capito la sua risposta.
    Io non sono nostalgico del passato.
    Speravo, a quei tempi che adesso sembrano tanto lontani, gli anni ’70 da lei citati, di non morire democristiano.
    Oggi, sento sospirare che quei tempi erano il paradiso in terra.
    Mah!
    Io resto convinto che serviranno molti sforzi per rimettere in piedi l’Italia: non ci possiamo tirare indietro da questo compito – e se si potesse, mi creda, l’avrei già fatto – perchè abbiamo il dovere, nei nostri stessi confronti, di vivere il presente al meglio, e il dovere, nei confronti dei nostri figli, di costruire un futuro migliore per loro.
    La riuscita dello sforzo non dipende da ognuno di noi.
    Il dovere di compierlo certamente si.
    Saluto.
    Pierperrone

  10. La notizia del giorno è quella quindi non ci trovo nulla di strano o di irrispettoso. Quello che mi dispiace è per quei vecchietti: sono loro che si sentono condannati, stando in compagnia di una persona così volgare e delinquente! Sono stati definiti anziani non più autosufficienti, quindi tutto “regolare”.

  11. @Pier Danio Forni dimentica di sottolineare che al sud la percentuale di inoccupazione femminile è molto più elevata che al nord: gli anziani stanno così bene in famiglia perchè hanno sicuramente una figlia casalinga che può occuparsi di loro. il che però ha conseguenze anche sul bilancio familiare, sulle opportunità che sono date ai nipoti di tali anziani, e anche sul progresso economico di tutta la società. credo che sia quindi un dovere della società stessa, e delle istituzioni, di occuparsi degli anziani da una parte e di permettere alle donne – ma anche agli uomini – di lavorare e contemporaneamente occuparsi della famiglia. lo stesso vale per i bambini. quante done lasciano il lavoro dopo aver messo al mondo un figlio? da mamma lavoratrice le dico che conciliare lavoro e famiglia è un privilegio che solo uno stipendio sopra i 1000 euro e un lavoro per cui valga la pena di fare qualche sacrificio (magari per non buttare via una laurea) può permetterti, si parla di “rimettere in piedi l’Italia” ma questo non può avvenire finchè la nostra economia si basa su nonni e casalinghe.

  12. Ne parlavo giusto ieri considerando l’umiliazione la parte principale della condanna e ricevendo perplessità (“c’è chi lo fa gratis, cosa dici?!” “Ma il Berlu c’è costretto”, ecc.).
    Probabilmente da qualche parte li disprezzo anch’io quegli anziani? O semplicemente mi mostro conscio del comune sentire e non desidero (desidererò, più che altro) quel ruolo? (Nota: io non sono anziano ma non c’entra. Fra parentesi: l’ “anziano all’ospizio” è solo una delle tante zone d’esclusione/eterotopie della nostra società assetata di perfezione e io sono in fondo un prodotto di quell’atteggiamento anche se non mi piace del tutto)
    Comunque concordo con chi dice che si è arrivati ad un tale assottigliamento fra l’assistente e gli assistiti che veramente ha un chè di illuminante per chi vuole usarlo per spunto di riflessione (Berlusconi è o no definibile come “anziano con dei problemi”? Da molte angolazioni certo che sì)

  13. @Pier Danio Forni. Io sono fortunato ad avere una certa sicurezza economica per cui potrei parlare con una leggerezza eccessiva, però anche vivere in tempi di ricostruzione è qualcosa di molto stimolante. Non si può vivere sempre nei plateau alti della storia. Tutto ciò purché la risalita ci sia da oggi, che ci vogliano venticinque, cinquanta o settant’anni.

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