Mirco e Patric, ovvero: il coraggio di essere se stessi. Contro pregiudizi, leggi, convenzioni

Mirco e Patric

Mercoledì 25 marzo, alle Invasioni barbariche, è andata in onda una splendida intervista di Daria Bignardi a una coppia gay, intervista che andrebbe diffusa (come minimo) nelle scuole secondarie (di primo e secondo grado) e in università, perché mostra in modo limpido e diretto come il coraggio di essere pienamente e autenticamente se stessi in una relazione d’amore possa superare ostacoli di ogni tipo: distanze geografiche e anagrafiche, pregiudizi, convenzioni sociali, leggi nazionali e internazionali. Nessun cliché romantico, anzi: è una storia unica, singolare. Mirco, 47 anni, italiano di Ferrara, e Patric, 30 anni, americano del Maine, sono sposati da sei anni (non in Italia, ça va sans dire) e si amano da dieci. Da settembre 2014 sono genitori di tre deliziosi gemelli, avuti da Jasmine, che tecnicamente si definisce “madre surrogata” e che in realtà ha maturato con loro un rapporto di profonda amicizia, no di più: di vicinanza affettiva, di vera e propria parentela.

L’intervista dura circa 50 minuti e vale la pena vederla fino in fondo con grande concentrazione, specie in questo periodo in cui in Italia sulla maternità surrogata e sulla genitorialità delle coppie omosessuali si sono spese parole, quando va bene, vacue e disinformate, quando va male, volgari e offensive. Mirco e Patric testimoniano il coraggio di affermare non solo i propri bisogni e desideri, ma la propria normalità. La testimonianza di Jasmine, dal canto suo, dissolve in poche e semplici parole i pregiudizi secondo i quali le cosiddette “madri surrogate” sarebbero a qualche livello usate, strumentalizzate, o agirebbero solo per soldi.

L’intervista integrale:

L’estratto con la testimonianza di Jasmine:

11 risposte a “Mirco e Patric, ovvero: il coraggio di essere se stessi. Contro pregiudizi, leggi, convenzioni

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  2. Ho avuto una lunga discussione su altri lidi 2.0 a proposito del tema dell’omogenitorialità, nata proprio dalla polemica fra D6G e Elton John. Gli oppositori dell’omogenitorialità tirano fuori questioni di Diritto Naturale (sarebbe necessario dire due parole a questo proposito, ma tralasciamo), preoccupazioni per i bambini che non hanno una mamma e non sopportano il fatto che si paga per averli (dimenticandosi che i figli costano sempre, poco o tanto, e che spendere soldi per averli non significa acquistarli.). Il video smonta molte di questi pre-giudizi e alcune questioni che assillano solo chi si occupa di teoria filosofica.

    Da segnalare che Patric e Mirco hanno glissato alla grande la polemica di D&G. Bravi.

  3. bene, se Mirco, Patric e Jasmine (e immagino, il bambino) sono tutti felici, allegri e contenti me ne compiaccio, buon per loro. Vorrei solo dire che a me l’utero in affitto qualche dubbio etico me lo crea a prescindere dall’orientamento sessuale delle coppie che ne fanno ricorso. Detto questo, non voglio vietare nulla ma una regolamentazione severa sì, molto severa.
    E no l’utero in affitto non è equiparabile alla donazione di sperma: portare in grembo per nove mesi il figlio di altri (che lo si faccia per soldi o per generosità o per entrambi i motivi) non è uguale a masturbarsi in una tazzina

  4. “La testimonianza di Jasmine, dal canto suo, dissolve in poche e semplici parole i pregiudizi secondo i quali le cosiddette “madri surrogate” sarebbero a qualche livello usate, strumentalizzate, o agirebbero solo per soldi.” Senza nulla togliere alla testimonianza di Jasmine, al massimo la sua testimonianza può dimostrare che ci sono anche madri surrogate che non sono usate, strumentalizzate o che lo fanno solo per soldi. ma non può invalidare tutte quelle testimonianze che ci vengono da altre madri surrogate, che invece ci restituiscono la loro esperienza, alla base della quale c’è la povertà: http://www.webmd.com/infertility-and-reproduction/features/womb-rent-surrogate-mothers-india
    Il tono con il quale si dice “solo per soldi”, tra l’altro, mi sembra velato di disprezzo, come se non fosse comprensibile che un essere umano desideri sollevarsi e sollevare la propria famiglia dalla miseria; dovrebbe vergognarsi chi dichiara di voler costruire un fiuturo migliore per i propri figli, come racconta la donna dell’intervista che ho linkato? “My daughter wants to be a teacher… I’ll do anything to give her that opportunity.” Dovremmo chiederci perché è sembra socialmente più accettabile l’immagine di una donna che mette a disposizione il proprio corpo per la felicità di due sconosciuti, piuttosto che una donna che mette a disposizione il proprio corpo per guadagnare quei soldi necessari a liberare se stessa e le persone che ama dall’indigenza.

  5. Indipendentemente dalle opinioni di ognuno e dalle molte, e sempre valide ed interessanti (se civili!), discussioni che possono crearsi, mi fa piacere vedere un esempio di come parlare con calma, serenità e senza tanto “scandalo” e spettacolarizzazione della sessualità. Troppi media continuano a trattare le sessualità “alternative” (virgolette obbligatorie perché bisognerebbe proprio smetterla di trattarle come “altro”) come fenomeni, freaks che fanno notizia.

    Possibile che ancora oggi una coppia gay che conduce una vita normale debba essere presentata come qualcosa di più fuori dalla norma del femminicidio?

  6. L’ha ribloggato su alexurbee ha commentato:
    nelle scuole secondarie (di primo e secondo grado) e scuola dell’infanzia …. IRC, altro che educazione alle differenze!

  7. @il ricciocorno
    È vero, una testimonianza non fa primavera. Ed è vero che l’uso che facciamo del nostro corpo non deve essere denigrato.

    L’intervista mette in evidenza un fatto molto semplice: la società dia delle regole ragionevoli alle coppie omosex per avere figli e queste saranno rispettate. Il loro ricorso alla maternità surrogata è stato dettato dall’impossibilità di adottare. Le regole degli USA hanno permesso di non sfruttare nessuno.

    Diamo la possibilità alle coppie omosex di adottare e il ricorso alla maternità surrogata sarà un fenomeno ancora più raro.

  8. “E’ una storia unica, singolare” infatti e, in quanto tale, conferma la regola che invece è di tutt’altre caratteristiche: la realtà degli uteri in affitto, per quel che ho letto spaziando da Famiglia Cristiana a Il Fatto Quotidiano, è ben diversa e per niente edificante.
    Altrimenti chiedo anche qui qualche fonte che ci racconti di maggioranza di situazioni idilliache come quelle raccontate dalla coppia ospite di Bignardi.
    Questi quadretti oltretutto mi risultano sempre più stucchevoli; sono stucchevoli le coppie etero che vanno in tv a raccontare quanto sono felici e contenti e quanto si amano, e ci vanno per far presente a noi tutti poveri incapaci che loro ci hanno saputo fare; sono stucchevoli anche questi due uomini. E per favore, la Bignardi propinata agli studenti poi no! Non c’è proprio niente di meglio?
    In ogni caso rimane il fatto che i bambini sono oggettivamente la parte debole, anzi debolissima visto che non può dire la sua e che mi sembra tutelata fino a mezzogiorno dal momento che è tutto in mano alla coppia di turno, la cui maturità è insondabile; mentre ancora una volta la parte forte, gli adulti, rivendica diritti che diritti non sono e si comporta, inconsapevolmente, in maniera arrogante. Secondo me ovviamente.
    Ma visto che siamo palesemente nel campo dell’anedottica, visto che un caso singolo qui assume valore generale, allora ci rimango anch’io, e chiedo all’autrice: lei farebbe da madre surrogata? Se no, perchè?

  9. Il Comizietto: sono d’accordo. Le coppie omosessuali dovrebbero poter adottare.

  10. come può un singolo caso dissolvere in poche e semplici parole una qualsiasi cosa?
    Davvero l’utilizzo a scopo riproduttivo di donne – spesso, anzi quasi sempre, svantaggiate rispetto a chi richiede il servizio – non pone problemi né di carattere etico né di principio, soprattutto a una femminista?

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