Proposte di lavoro indecenti: “No perditempo, no stagisti agli esordi, no neomamme/papà single”

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Mi scrive Claudia (nome di fantasia), per segnalare un annuncio di lavoro che conferma in pieno ciò che dicevamo alcuni giorni fa su quanto in Italia siano scoraggiate la maternità e la paternità, in tutti i contesti, a partire dalle aziende. Spero che questa segnalazione possa contribuire a far riflettere l’azienda che ha pubblicato l’annuncio indecente, e la induca non solo a modificare la sua richiesta, ma a cambiare mentalità davvero, non solo per reagire in modo opportunistico alle polemiche che eventualmente si scateneranno in rete:

Gentile professoressa Cosenza,
sono una lavoratrice precaria di 37 anni. Sono sempre alla ricerca di occupazione o di un’occupazione migliore, così anche oggi, come ogni giorno dell’anno, ho sfogliato la bacheca di annunci online sul sito LavoriCreativi.com. Ne ho visto uno in provincia di Padova per il quale avrei potuto candidarmi. S’intitola “Web Marketing”:
Scorro con gli occhi l’elenco delle competenze richieste e mi ci ritrovo. Mi dico: “Posso tentare”. Poi arrivo alle ultime cinque righe. Sono scritte in maiuscolo e l’effetto megafono che mi rimbomba nella testa è piuttosto straniante:
“NO PERDITEMPO, NO STAGISTI AGLI ESORDI, NO NEO MAMME/PAPA’ SINGLE. 
CERCHIAMO PERSONA SERIA E CHE SI DEDICHI CON MOLTA PASSIONE A QUESTO LAVORO E CHE ABBIA MINIMO 3 ANNI DI ESPERIENZA IN QUESTO RUOLO.”

“NO NEO MAMME/PAPA’ SINGLE”.
Il curriculum non l’ho più inviato.
Non sono una neo mamma e non so nemmeno se mai lo sarò, ma mi chiedo perché una neo mamma o un papà single non possano legittimamente aspirare a questo lavoro. A un lavoro, come chiunque. Perché? Perché sono genitori e quindi non disponibili 24 ore su 24? Perché come novelli genitori sarebbero un problema (umano) e non una risorsa (umana)? Perché sarebbero meno fedeli al proprio ruolo professionale di chi mamma o papà non è? Perché al primo posto delle loro vite ci sarebbero i figli e non il lavoro? Tutto questo li renderebbe cattivi lavoratori? Potenziali cattivi lavoratori? Perché nel momento in cui l’azienda chiederà o pretenderà ore straordinarie la neo mamma o il papà single forse rifiuteranno di farle, dimostrando una volta di più di essere un problema per l’azienda e non una risorsa succosa da spremere fino all’ultima goccia?
E poi cosa vuol dire neo mamma? Una madre che ha partorito da un giorno, una settimana, un mese, un anno? E un papà single? Un papà divorziato/separato/vedovo di un bimbo di un mese, sei mesi, un anno, due anni? Quand’è che la neo mamma non sarà più tale? Da quel momento (ma qual è questo momento?) potrà inviare il cv? E quando il papà single potrà fare altrettanto? Quando sarà di nuovo sposato o fidanzato con qualcuno? Altro che Fertility Day.
Persino l’espressione “NO STAGISTA AGLI ESORDI” promette fuochi d’artificio, perché mi domando se una stagista-stagionata come me (o come potrei essere io) sarebbe invece gradita.
Gentilissima professoressa Cosenza, la ringrazio infinitamente per l’attenzione che mi ha dedicato leggendomi fin qui e per tutto quello che fa. Grazie, è molto importante per me. Buona serata, buon lavoro e a presto, Claudia.
 NB. AGGIORNAMENTO. Nel frattempo l’annuncio è stato cancellato. Ovviamente qualcuno ne aveva fatto lo screen shot. Eccolo:
no-stagisti-no-perditempo-no-neomamme

16 risposte a “Proposte di lavoro indecenti: “No perditempo, no stagisti agli esordi, no neomamme/papà single”

  1. Gentile Claudia, sicuramente le parole dell’annuncio lasciano spazio a più interpretazioni, ma ritengo siano comunque legittime. In sostanza si capisce che stanno cercando una di quelle persone che si dedica al lavoro anima e corpo e che non ha altri impegni sociali e famigliari. Ci sono tanti giovani con queste caratteristiche, lavoratrici e lavoratori disponibili a restare in azienda 15 ore al giorno. Tra tutte le aziende che fanno annunci, questa mi pare perlomeno sincera, mette in piazza i suoi valori etici, questo permette a persone con altri valori di dire: io con gente così non voglio lavorare.

  2. Gentile Pier Danio, potevano scrivere semplicemente le caratteristiche del personale ricercato e il tipo di impegno richiesto, invece che indicare alcuni casi a parere loro esemplificativi e sinceramente discriminanti.

  3. Mi domando se sia legale.
    Così come non si possono fare certe domande al colloquio di lavoro, qualcuno è a conoscenza se ci sia qualche regolamentazione in materia di annunci?

  4. Anche i razzisti sono sinceri e così i dittatori. Questo non significa nulla. la sincerità “as is” non è un valore. E’ un valore se non lo snaturi.
    Questi vogliono semplicemente cercare di prendere per il collo i fornitori: 4-800 euro e partita iva, a casa mia si chiama FALSE PARTITE IVA.
    Altro che sincerità.
    E il modo di scrivere le cose significa solo “non solo siamo stronzi, ma non rendendocene conto, gonfiamo il petto e ce lo battiamo coi pugni”.
    Anche allo stadio sono sinceri.
    Anche per strada quando ti menano perché gli hai detto che li non si può fumare sono sinceri, non nascondono i loro “valori”.

  5. 4-800 euro e partita iva, si chiama “false partite iva” e sfruttamento. Fanno schifo.
    Puoi trovare MILLE lavori così per qualsiasi cosa creativa o di creazione contenuti.
    Anche e “content is king”.

  6. comunque c’è qualcosa di incasinato perché … la signorina offre… ma cerca 🙂

    http://www.lavoricreativi.com/annunci-creativi/WEB%20DESIGNER%20JUNIOR/Padova/44678.html

  7. Ehi, però l’annuncio è rivolto a entrambi i sessi e anche ai diversamente abili, non si può mica pretendere troppo!

  8. Sarebbe interessante che si verificasse se un annuncio (o comportamento simile) sia legale. Per sincerità (potevo dire anche ingenuità) intendevo dire che di solito gli annunci pubblici si fanno in modo classico, poi al colloquio ti fanno domandone del tipo: come stai, come sta tuo marito e i bambini, abiti lontano, ti piace lavorare fino a tardi e così via. Poi, se non “piaci”, ti scartano. Le partite IVA sono un’altra storia.

  9. Dunque sono io che ho messo l’annuncio… ma non voleva essere assolutamente una discriminazione… lo avete frainteso in pieno, proprio!!!
    Il mio capo mi dice: “Non voglio stagisti ne gente che ha rogne con bambini piccoli che poi mi lavora 1 giorno si e 4 no”. Cosa potevo fare?!?
    ho creduto bene di scriverlo nell’annucio, per poter selezionare da subito le persone adatte, se no poi mi trucidano a me se viene preso un collaboratore inadeguato.
    Che cavoli però anche voi un pò di elasticità.. dai…

  10. non sono un’altra storia: guarda tutto l’annuncio. Tutto l’annuncio, nella sua globalità, indica che sono degli stronzi patentati, gente che chiama “passione” e “dedizione” il servilismo e il grado di asservimento a loro gradito. E’ semplicemente il vergognoso livello a cui arriva chi è talmente abituato a fare schifo da non vergognarsi nemmeno più a fare le sue arroganti richieste, dimenticandosi che fuori dalle sue quattro mura il mondo è ancora capace di giudicare e condannare in base ad una morale ed un’etica e non in base al volere di un datore di stipendi con delle necessità che trasforma in esigenze.

  11. è già tanto se devono (legge Bersani) indicare chi sono. E con le interAnali possono anche nascondersi. E ora, attraverso Facebook (a cui l’Europa sembra demandare parecchi poteri), si rischia che se ne freghino anche di quello. Vedi i tanti gruppi “(nomecittà) Lavoro cercasi posto offresi” … con un sacco di MLM che si ripresentano puntuali … quando gli ricordi che la legge li OBBLIGA a dire il nome della ditta… gli rovini la tecnica e si incazzano tutti.

  12. Perfetto direi. Ciò dimostra che è meritevole chi rifiuta lavori che hanno delle diciture che, oltre ad essere imbarazzanti di per sé, sono addirittura incostituzionali. Ma l’efficacia del rifiuto dei singoli è minima nel breve periodo. Molto più immediata è invece l’efficacia di un richiamo, denuncia pubblica, selezione, public shaming che dir si voglia da parte di chi ha voce e autorità in materia (si può dire influencer?). Oltre a dare un esempio di educazione civica diretta e su campo a lavoratori e neo-lavoratori stessi. Complimenti! 😉

  13. Alessia, un po’ più di elasticità e allunghiamo almeno il braccino, dai!

  14. La signora che ha pubblicato l’annuncio, per giustificarsi, ha appena chiamato “rogne” i figli e le famiglie dei potenziali dipendenti… ah no, scusate, non dipendenti, ma p.iva a 4-800 euro al mese (ma si! pure noi, un po’ di elasticità, dai…). e poi qualcuno ha pure il coraggio di venire a parlarci di Fertility Day

  15. Vorrei sapere se l’agenzia ha mai pensato a come possano sopravvivere i suoi collaboratori se vengono pagati così “tanto”. A occhio penso che a pulire cessi si guadagni di più e si lavori meno.

  16. Cara signora Alessia, essendo la sua un’agenzia che si occupa di comunicazione, già solo per il tipo e la qualità infima di comunicazione scritta che utilizza lei (come persona singola) e il gestore della vostra pagina Facebook (che presumo sia sempre lei), se fossi interessata a questo tipo di servizio mi guarderei bene dal mettere nelle vostre mani la comunicazione della mia azienda/attività. Per non parlare poi dei contenuti, che si commentano da soli…Siccome si gioca la carta della de-responsabilizzazione e fa “scarica barile” sul suo capo, le faccio questa semplice domanda: come mai non ha gentilmente fatto intendere al suo capo che quel tipo di richiesta non può essere legalmente fatta in un annuncio di ricerca personale? E soprattutto, come mai il suo capo (e di conseguenza lei) non capite che l’accaduto non è un fraintendimento, ma un atto discriminatorio (punibile a norma di legge)? Se questa è vostra etica professionale, mi auguro che nessuno abbia mai la pessima idea di entrare in contatto professionalmente con la vostra agenzia, né come collaboratore né come cliente.

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