Archivi tag: Beppe Grillo

Il governo Letta imita Grillo nei rapporti coi media?

MIchaela Biancofiore

Interessante la revoca della delega alle pari opportunità che era destinata alla sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio Michaela Biancofiore, decisa in quattro e quattr’otto da Enrico Letta. Un atto talmente immediato da non poter essere nemmeno definito “revoca” (la delega in realtà non era stata ancora assegnata ufficialmente), ma riassegnazione: dalle pari opportunità alla pubblica amministrazione e semplificazione. Interessante perché Continua a leggere

Perché gli eletti 5 Stelle non dovrebbero usare il turpiloquio

Vito Crimi

Premessa: non ho nulla contro il turpiloquio – in politica come nel linguaggio ordinario – se usato con granello di sale. Il che vuol dire che le parole possono essere dette tutte, incluse le parolacce, se hanno una funzione e una pregnanza nel contesto in cui sono usate, se aggiungono impatto emotivo senza offendere nessuno. In Italia il turpiloquio è stato sdoganato nel 68 (tanti anni!) e da allora Continua a leggere

Le “morte viventi” delle pubblicità sui giornali

Nel contesto politico, economico e sociale di questi mesi le immagini pubblicitarie che vedi sui maggiori quotidiani nazionali sembrano ancora più distaccate dal mondo di quanto non siano di solito. Ancor più irreali, fredde, lontane dalla nostra vita di tutti i giorni. Al punto che puoi facilmente trasferire anche alla pubblicità l’area semantica dei “morti viventi” che Grillo applica alla politica e ai media. Le immagini sono infatti dominate dal rigor mortis di alcune bellissime (?) quanto immobili, rigide e spente zombies di sesso femminile. E sono tante, accidenti. Guarda qua (clicca per ingrandire). Continua a leggere

Grillo incappucciato e la deriva delle interpretazioni

Su Grillo che appare incappucciato fuori dalla villa in Toscana sono stati in molti, sui media e in rete, a improvvisarsi semiologi: c’è chi ha ricordato il Ku Klux Klan, chi le olgettine inseguite dai fotografi, chi il subcomandante Marcos, chi addirittura i prigioneri di Abu Ghraib. Nella maggior parte dei casi sono immagini inquietanti, che confermano il pregiudizio che Grillo sia un tipaccio pericoloso, Continua a leggere

L’intervista a Bersani su Repubblica: un muro di gomma

Negli ultimi due giorni molti si sono agitati, prima in rete e poi sulla stampa e la televisione, per convincere Beppe Grillo e gli attivisti M5S a fare accordi con il Pd «per il bene dell’Italia». Oggi però è comparsa su Repubblica un’intervista di Giannini a Bersani, da cui emerge un Bersani talmente chiuso in sé stesso, talmente incapace di fare autocritica, talmente ripetitivo in certe ossessioni che lo accompagnano da quando è segretario del Pd, che mi pare sia proprio a Bersani e non a Grillo che nei prossimi giorni vadano indirizzate petizioni per chiedergli maggiore apertura e lungimiranza. Continua a leggere

E poi dicono che Grillo non va in tv

La settimana scorsa, il 15 gennaio, è cominciato lo Tsunami Tour di Beppe Grillo ovvero, in termini più comuni, la campagna elettorale del Movimento 5 Stelle. In una settimana Grillo è apparso in due talk show: Servizio pubblico, giovedì 17, e Piazzapulita, lunedì 21. Inoltre, ovviamente, in molti servizi dei Tg: più o meno ritagliato, ma è apparso. Mi sfugge qualche ulteriore apparizione?

Ieri sera fra l’altro a Piazzapulita Grillo non è stato ripreso solo mentre faceva il comizio a Salerno, ma intervistato direttamente da una giornalista della redazione: appariva sotto il titolo “Grillo contro tutti”, bagnato di pioggia, con un cappello calato sugli occhi per ripararsi, stretto fra tante persone, affannato, pressato. Bastava la contrapposizione fra queste due immagini a parlare chiaro: lui in mezzo alla gente (=nella vita reale), i politici al caldo del salotto televisivo (=in un mondo distaccato e privilegiato). Scusate se è poco.

Grillo intervistato da Piazzapulita

Lo studio di Piazzapulita 21 gennaio

Come comunica Grillo (5). Il crowd surfing

Grillo usa il corpo sempre in modo estremo: non afferma, esclama; non parla, grida; non suda, s’inzuppa; non gesticola, si scompone. Sul palco poi non si limita a camminare, ma lo percorre a grandi falcate o addirittura corre; non si limita a rivolgersi al pubblico, ma si piega a novanta gradi, s’abbassa, si sporge oltre eventuali sbarre e transenne, come se volesse tuffarsi nel pubblico (vedi Come comunica Grillo (1). Il corpo).

Come se volesse? A Spoleto il 23 dicembre si è tuffato davvero, facendo quello che nei concerti metal, punk e rock si chiama crowd surfing: ha nuotato nella folla, facendosi trasportare da un lato all’altro della piazza. Una pratica anche un po’ pericolosa, visto che la star rischia di cadere e farsi male (come è accaduto perfino a Peter Gabriel) se qualcuno si scansa o non ha la forza di reggerla, o se la folla non è abbastanza fitta; tanto, che in alcuni concerti e paesi è vietata.

Grillo che fa crowd surfing

Il paragone con le star musicali è pertinente, e infatti l’hanno proposto in molti sui media. Ma è anche fuorviante, perché concentra l’attenzione solo sulla componente spettacolare del gesto, che indubbiamente c’è ma non basta a capirlo. La vera novità del crowd surfing di Grillo sta infatti nei suoi significati politici di fusione totale, addirittura fisica fra il leader e i suoi elettori, e di fiducia reciproca: «Se voi vi fidate di me, io devo fidarmi di voi. Mi potete lasciare per terra o condurre di là, chissà», dice Grillo prima di gettarsi, mostrando di avere come sempre le idee chiare sulle implicazioni simboliche di ciò che fa.

Una fiducia rinforzata e sancita dalla perfetta riuscita del crowd surfing, ma che c’era già prima: se Grillo ha deciso di tuffarsi vuol dire che già si fidava. Quanti leader politici godono oggi di altrettanta fiducia? Certo, sono tutti pronti a prendere le distanze da una pratica come questa, perché la fusione fisica fra il capo e la folla implica accettazione acritica e solo emotiva, priva di mediazione razionale, e come tale può essere letta come «populismo estremo». Ma la fiducia? La fiducia è una cosa seria, diceva un vecchio slogan pubblicitario. E anche senza il crowd surfing (solo Grillo può permetterselo, perché sta nel suo personaggio), un politico deve comunque trovare il modo di dimostrarla. Anche simbolico.

Questo articolo è uscito oggi anche sul Fatto Quotidiano.

Vedi anche le puntate precedenti: Come comunica Grillo (1). Il corpo; Come comunica Grillo (2). L’aggressività verbale; Come comunica Grillo (3). «Io sono te»; Come comunica Grillo (4). La funzione catartica.