Perché le aziende italiane non rispondono a chi manda il suo curriculum?

Curriculim vitae

Riprendo un commento al post dell’altro giorno “Quando la Grande Impresa Informatica è lenta, chiusa, imbrigliata come la Pubblica Amministrazione”, quello di Rob, perché tocca una differenza importante nel modo in cui le aziende italiane tendono a trattare i giovani che mandano il curriculum per candidarsi a una posizione di lavoro. Ovviamente anche in Italia ci sono eccezioni, però: Continua a leggere

Ansia da prestazione, ovvero: il Viagra a vent’anni

palestrato

Maggio 2014, orario di ricevimento studenti, alla fine di una lezione di Semiotica dei consumi, un insegnamento durante il quale approfondisco, fra l’altro, il tema della rappresentazione del corpo umano in pubblicità e in televisione. Christian è alto, muscoloso, e ha una gran massa di capelli castani raccolti a coda di cavallo. Entra nel mio studio, si siede, appoggia entrambi gli avambracci, grossi e tatuati, sulla mia scrivania.
«Vede prof, ripensavo a quello che ha detto oggi a lezione sul corpo degli uomini
«Sì? E cosa pensavi?» Continua a leggere

Quando la Grande Impresa Informatica è lenta, chiusa, imbrigliata come la Pubblica Amministrazione

Burocrazia

Marzo 2014. Un bel giorno di (quasi) primavera mi arriva da una Grande Impresa Informatica italiana, con sedi su tutto il territorio nazionale e in Europa (wow), una mail che mi sorprende non poco. La Grande Direzione Tecnica ICT della Grande Impresa Informatica ha capito (finalmente!) che, se vogliono fare Ricerca & Sviluppo seriamente, devono fare come quelli (seri) della Silicon Valley: costruire team multidisciplinari che includano umanisti. Ri-wow. Perciò mi chiedono di incontrarmi per Continua a leggere

«Sognavo di lavorare in una casa editrice, ma sapevo che è difficile. Allora ho fondato la mia»

Regina Zabo

Da quando Sara si è laureata con me alla magistrale di Semiotica nel 2012, mi ha sempre tenuta aggiornata sul suo sogno: aprire una piccola casa editrice in Sardegna, la sua terra d’origine. Ieri ha condiviso con me una prima soddisfazione importante, per cui le ho chiesto di poter pubblicare qui la sua storia, perché può essere di incoraggiamento per molti/e. Eccola: Continua a leggere

«A me certe cose di noi maschi fanno proprio schifo. Mi aiuta, prof?»

Ragazzo manga

Marco, 22 anni, ultimo anno di Scienze della comunicazione. Abbiamo appena concordato l’argomento della tesi, la metodologia, i libri da studiare e di solito finisce qua. Invece esita, sembra che non voglia andarsene. Ha la faccia imbarazzata, guarda per terra. Poi finalmente:
«Volevo ringraziarla, prof.»
«Per la tesi? Non ce n’è bisogno. Comincia a lavorare, mi ringrazierai alla fine.»
«No no, – sorride, – mica per la tesi. Per il blog. Per le cose che scrive sul blog.»
«Ne scrivo tante… quali?» Continua a leggere

Il cyberbullismo a scuola

Il cyberbullismo è un insieme di comportamenti intenzionalmente aggressivi messi in atto da un individuo o da un gruppo attraverso mezzi di comunicazione digitali e rivolti a una vittima che non riesce a difendersi. Per la ricerca “Stili di vita online e offline degli adolescenti in Emilia-Romagna”, condotta dal Corecom Emilia-Romagna e dal Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna, in collaborazione con la Società Italiana di Pediatria, sono state rivolte alcune domande sul cyberbullismo a un campione di 3000 preadolescenti e adolescenti emiliano-romagnoli. Ecco una tabella riassuntiva con le domande e relative risposte: Continua a leggere

Il re è nudo, ovvero: quanto è mercificato in Italia il corpo maschile?

Il re è nudo

Qualche giorno fa sul mensile gay Pride è uscito un articolo di Massimo Basili, in cui c’è, fra l’altro, una mia intervista. Eccolo: Continua a leggere