Perché “populista!” e “demagogo!” sono diventate forme d’insulto

Il megafono del populista

«L’anti-populismo può facilmente diventare un’arma nella mani delle élite, un’arma che pone a rischio la stessa convivenza democratica. Questo ci può insegnare Machiavelli attraverso un dibattito anglosassone sui rapporti tra i Discorsi e il neo-repubblicanesimo contemporaneo.» È questa, in estrema sintesi, la tesi di un bell’articolo di Lorenzo Del Salvio e Matteo Mameli: “Il populismo è democratico: Machiavelli e gli appetiti delle élite”. Ormai nel dibattito politico italiano l’accusa di fare “anti-politica” o “demagogia” è stata a tal punto banalizzata da diventare un modo vacuo per insultare l’avversario. Quasi tutti i politici – facci caso – accusano prima o poi l’avversario – qualunque avversario – di fare affermazioni “populiste”.

Per capire cosa può star dietro a tanta e tale banalizzazione e quali possano esserne gli impliciti e le conseguenze, prenditi mezz’ora di tempo e leggi con attenzione il pezzo di Del Salvio e Mameli. Se poi hai un’altra mezz’ora, leggi anche la seconda puntata: Sulla democrazia machiavelliana di McCormick. Perché il populismo può essere democratico. Sono due approfondimenti tanto dotti quanto illuminanti. E di scorrevole lettura. Ne vale la pena.

5 risposte a “Perché “populista!” e “demagogo!” sono diventate forme d’insulto

  1. Mi sembra che avesse parlato del tema anche Rodotà quando era in lizza per il Quirinale. Mo’ me li vado a leggere. Grazie mille!

  2. Penso sia in tema questo:

    dal minuto 14:00 al minuto 17:30 (più o meno).

  3. Condivido ogni singola tesi dell’articolo, o quasi. Però penso che gli autori sottovalutino gli aspetti negativi del populismo, che pure ammettono esserci.

    Un bilancio fra aspetti negativi del populismo e dell’elitismo non può essere fatto in generale. Va riferito invece a una situazione storica particolare, ad esempio l’Italia attuale nel contesto mondiale attuale. E va riferito, ovviamente, a correnti populiste ed elitiste concretamente presenti, e alle questioni concrete su cui si contrappongono.

    Una di queste, ad esempio, è l’uscita dall’euro, sostenuta da varie correnti populiste, o invece la permanenza nell’euro, sostenuta dalle correnti elitiste e dalle élites stesse. Quale delle due posizioni avrà effetti peggiori sulla popolazione italiana, specialmente sui meno abbienti? E’ dalla risposta a domande di questo genere che si possono valutare in concreto meriti e demeriti attuali delle due linee.

    Va da sé che la soluzione è un compromesso fra le opposte esigenze populiste ed elitiste, entrambe coi loro pro e contro. Il problema reale è trovare il migliore punto di equilibrio in una situazione data. Ad esempio, riguardo all’euro, sarebbe conveniente un punto di equilibrio che consentisse l’uscita dall’euro? Tutto sommato, no.

  4. L’ha ribloggato su Depresso Gioioso.

  5. Pingback: Populismi e democrazia | Ilcomizietto

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