«Cominciai votando Craxi, poi Berlusconi per anni, quindi Fini e l’anno scorso Renzi. Che delusione. Tutti.»

Manager sul treno

Treno ad alta velocità Bologna-Milano, business class. Di fianco a me due signori fra i quaranta e cinquant’anni, in abito grigio ferro di buona confezione, due distinti signori con fede al dito, ben curati e perfino bellocci, leggono il giornale: uno ha in mano Il Corriere della sera, l’altro La Repubblica. Senza ragioni apparenti, il treno rallenta in mezzo ai campi. Alzano gli occhi e cominciano a conversare, prendendo a pretesto la comune lamentela per quello che prevedono come l’ennesimo ritardo.
«Non si può andare avanti così.»
«Già.»
«È la terza volta in una settimana.»
«Sempre peggio…»
«Già.»
«Che ne pensi del Jobs Act?»
«Lascia stare, va’. Mi basta il treno in ritardo.»
«Anche questo Renzi, che delusione.»
«Completamente d’accordo. Uno schifo.»
«Finirò per non votare.»
«Io l’ho già fatto.»
«Ti sei astenuto?»
«Alle regionali, in Emilia. Invotabili tutti… e me ne sono stato a casa.»
«Io non so se ce la farei.»
«Vedrai che tocca anche a te, caro mio, finiremo per astenerci tutti.»
«Non ci posso credere.»
«Non ci credi finché non ti trovi come mi sono trovato io in Emilia…»
«Mah, anche in Lombardia siamo messi male.»
«Lo so.»
«Ma prima chi votavi?»
«Il mio primo voto fu per Craxi. Bei tempi quelli.»
«Lo dici a me? Stavo a Milano…»
«Eh, immagino.»
«Grandi speranze, a quei tempi.»
«Mah, eravamo giovani, ci credevamo. Poi ci fu Tangentopoli, che sfacelo. E chiaramente mi fidai di Berlusconi. Mi pareva il rinnovamento, il futuro, la speranza. Ricordiamoci cos’era Tangentopoli…»
«Eccome se ricordo, votai Berlusconi per le tue stesse ragioni.»
«Ah sì?»
«Certo che sì.»
Sorridono.
«Ho votato Berlusconi per anni, anche turandomi il naso.»
«Nooo… parli come uno di sinistra.»
«Ci si tura il naso da tutte le parti, mica solo a sinistra.»
Ridono.
«L’ho votato finché non mi ha fatto schifo, con tutte quelle donnine, le minorenni… dài, non si può. Sono uno che ai valori ci tiene, ci ho sempre tenuto io: la famiglia, i figli, dài, non si possono vedere certe cose.»
«Stessa cosa anch’io. Ho smesso di votarlo con Ruby. O giù di lì.»
«Scommettiamo che poi ti sei lasciato convincere da Fini pure tu?»
«Scommessa vinta! Mi piaceva Fini, accidenti se mi pareva bravo.»
«Che brutta fine anche lui…»
«Fini… fine, finito.»
Ridono.
«E dopo?»
«Non resta che Renzi per tentare il cambiamento, mi sono detto. Senza dimenticare i valori, la famiglia… Perciò alle europee l’ho votato.»
«Nooo, stesso identica cosa!»
«E ora?»
«Ora niente. Una delusione anche il fiorentino.»
«Già.»
«Eh.»
Nel frattempo il treno riprende velocità.
«Per fortuna stiamo andando, dài.»
«Forse recupera.»
«Speriamo.»
«Almeno il treno.»
«L’Italia no, quella no.»
«Ovvio che no.»
Riprendono a leggere, scuri in volto.

13 risposte a “«Cominciai votando Craxi, poi Berlusconi per anni, quindi Fini e l’anno scorso Renzi. Che delusione. Tutti.»

  1. Quei nomi potrebbero essere sostituiti con altri e il discorso sarebbe identico: le passioni giovanili (PCI), le speranze di rinnovamento (PDS-DS-ULIVO), il radicalismo e le sue alternative (VERDI-RIFONDAZIONE-Altro), la delusione e il disincanto (RUTELLI-VELTRONI-BERSANI) col naso otturato, l’assenteismo che nel mio caso si è tramutato in voto nullo (RENZI). Ognuno ci potrebbe mettere i suoi. E no, non è menefreghismo e mancanza di passione. È proprio il panorama che è deserto. O uno ci si butta, sperando di non finire stritolato, di poter fare la differenza e far ricrescere la passione, o si dedica ad altro.

  2. In treno non credo che si possa esprimere il meglio di se, specialmente se si tratta di politica. Chi vuole far sapere a sconosciuti perché ha votato questo o quello? Il treno è il luogo delle relazioni fugaci irripetibili, del cazzeggio e della falsa rappresentazione. Se pensassi che il dialogo fosse veramente rappresentativo del pensiero dei due signori direi che sono due qualunquisti senza “spessore”, due che da sempre si sono turati il naso e hanno votato il meno peggio. Negli ultimi 40 anni una scelta la si è sempre potuta fare su basi concrete e razionali, valutando se il politico o il partito possa rappresentare il mio valore di democrazia. Uno che negli anni 80′ ha votato Craxi, nei 90′ Berlusconi e nel 2014 il PD di Renzi, risulta essere confuso se non una foglia secca al vento. Se vogliamo fare un discorso sul voto socialista dobbiamo anche dire che i craxiani (Cicchitto e compagni) che si sono schierati in FI hanno dimostrato che il socialismo per loro era solo un’opportunità politica per essere eletti da qualche parte. Anche alcuni noti bolognesi si sono schierati con AN dopo la morte del PSI nel quale hanno militato per anni, riuscendo così a rimanere nei consigli comunali, provinciali, regionali e istituzioni varie. Sostenere che se ti andava bene Craxi potevi sostituirlo con Berlusconi mi pare inappropriato, ma col senno del poi (transfughi PSI) ci può stare. Passare da Berlusconi a Renzi per Ruby mi sembra idiota. Se ti va bene Berlusconi potevi votarlo anche se fossi stato certo che scopava una minorenne, è ancora lì vivo e vegeto (e per quel reato è stato assolto) non come il povero Bettino che va ricordato anche per la sua statura di statista in episodi come Comiso ecc.. Votare Renzi per sostenere la politica di Berlusconi è idiota proprio perché l’ex cavaliere ha perso potere grazie ai voti persi e guadagnati da Renzi e Grillo. Cazzeggi da treno.

  3. La storia, qui comincia con Craxi.
    Immagino, quindi, che i protagonisti siano due uomini di sinistra.
    Ma la Storia comincia prima.
    Andando a ritroso, sicuramente avrebbero potuto votare per Andreotti, Fanfani, Sturzo…
    E per fortuna, che, ancora più indietro, non si doveva perder tempo a votare!
    Potrebbero essere iscritti d’ufficio al partito P.P.I. !
    L’unico partito per gli italiani.
    Chi vuole lanciarsi nel gioco di provare a indovinare cosa vuol dire PPI?
    Non è difficile!
    (Ed è molto più ovvio di quanto si possa pensare)…
    Piero

  4. @Pier Danio Forni
    “Chi vuole far sapere a sconosciuti perché ha votato questo o quello?[…] direi che sono due qualunquisti senza “spessore” ”

    Potrei argomentare ogni mio passaggio, ma sarebbe lungo e noioso, perché certi percorsi sono molto personali. Gli effetti politici e nelle urne di questi vari percorsi sono però gli stessi, segno, forse, che hanno tutti un denominatore comune. Qualunquismo io non ne vedo, però.

  5. Diversamente dal solito, non sono del tutto d’accordo con Pier Danio. Un elettore anche solo moderatamente liberista, come può esserlo in Italia un imprenditore o un manager o un lavoratore autonomo, non poteva che votare Craxi negli anni ’80.
    Caduto Craxi, Berlusconi all’inizio appariva certamente una buona prospettiva.
    Quando poi è risultato chiaro che la rivoluzione liberale di Berlusconi era solo velleitaria, naturale sperare in Renzi, che si presentava come Blair, e si poteva sperare che facesse da sinistra la politica thatcheriana di cui l’Italia avrebbe bisogno.
    Altrettanto naturale una certa delusione nel vedere che invece Renzi resta abbastanza nel solco del centrosinistra italiano.

    Sono invece d’accordo con Pier Danio su alcune stonature: se davvero quei due hanno puntato su Fini, e se davvero non apprezzano i vagiti del Jobs Act da un punto di vista imprenditoriale, sono due tipi poco svegli, oppure cazzeggiano.

  6. D’accordo con Fabrizio su Craxi, ma votare Berlusconi dopo mani pulite? Chi lo ha fatto voleva dare fiducia a un liberista? Mi pare che nel 1994 fosse già molto chiaro chi fosse Berlusconi. Forse i due viaggiatori leggono il Corriere e la Repubblica solo in treno e da poco tempo, altrimenti ricorderebbero la P2 e la fotocopia della tessera di Berlusconi, fatti risalenti agli anni 80′. Quando hanno votato berlusca erano consapevoli di votare un duopolista che possedeva già il 65% dell’informazione italiana? Sapevano già dello stalliere, della Mafia? Anche se fossero stati tra coloro che credevano queste accuse solo menzogne per screditare un self made man, cercare di sostituirlo con Craxi pensando di votare socialista mi sembra roba da “omarelli”. Il PC non c’era più, il muro caduto da 5 anni, anche se non si fidavano dei discendenti di Berlinguer votare PDS poteva apparire più vicino al PSI e con questo gesto avrebbero potuto cambiare la storia di questo paese risparmiandoci la povertà, le umiliazioni e le vergogne degli ultimi 20 anni. azz!!

  7. Pier Danio, gli elettori anche solo moderatamente liberisti non sono tanti in Italia — troppo forti le influenze convergenti delle ideologie stataliste, cattolica, fascista e socialista/comunista. Lo dico senza ostilità verso nessuna di esse, tutt’altro.
    Non credo che se i “liberisti moderati” (come forse i due del treno di Giovanna) avessero preferito il centrosinistra a Berlusconi le cose sarebbero andate tanto diversamente.
    Fra i demeriti dei governi Prodi e Berlusconi è stata una bella gara, da un punto di vista moderatamente liberista.
    Al declino dell’Italia hanno contribuito, con poche differenze di rilievo, tutti i governi degli ultimi 30-40 anni, senza nessun contrasto da parte delle varie opposizioni, neanche le più recenti e vocianti, che anzi spingono per l’ancora peggio.

    Se le cose stanno così, come a me opinabilmente sembra, la responsabilità è da dividere equamente fra classe politica, élites e l’intera popolazione. Naturalmente le cose possono gradualmente cambiare in meglio, qualche segno c’è — altra opinione molto opinabile.🙂

  8. Leggendo i fatti tu hai ragione. Vi è però una ragione per cui le parti politiche avverse paiono così simili e con eguale responsabilità. Discutendo sull’Italicum abbiamo molte volte riflettuto su quanto una legge elettorale e riforme costituzionali possano veramente cambiare le cose. La difficoltà di incidere sul cambiamento (ammesso che ve ne fosse la volontà) è da imputarsi alla mancanza di una solida maggioranza parlamentare (lo stesso problemi c’é negli USA). Ed è proprio qui che si vede la differenza e la pochezza (io la definirei più bastardagine) dell’ultimo governo Berlusconi. Riuscito a far approvare il Porcellum, anche con la incapacità della sinistra di fare argine, Berlusconi ha avuto una maggioranza schiacciante sia alla Camera che al Senato, però non ha sfruttato questa grande opportunità per portare quei cambiamenti che avrebbero potuto modernizzare il vecchio Paese, preso com’era dai suoi fatti personali. Da questi comportamenti io evinco che la disastrata sinistra, incapace di razionale opportunismo e di tenere in piedi una maggioranza (ricordiamoci di Bertinotti che passerà alla storia come il peggiore comunista italiano di sempre) se avesse avuto le possibilità di Berlusconi avrebbe fatto molto di più per questo Paese. Certo, è probabile che anche in una situazione di maggioranza inoppugnabile il PD di D’Alema non fosse stato capace di riavvicinarsi al Paese e dimenticare la “casta rossa” fatta di interessi ormai più simili a holding svizzere che a cooperative padane. Ma un Renzi poteva arrivare prima con il suo sacrosanto ed encomiabile primato di ROTTAMATORE, prima si potevano mettere in luce le anacronistiche pretese della casta sindacale, abituata a fare il Bertinotti di turno, con la puzza sotto il naso e il linguaggio ridicolmente formalizzato della Susanna dal visetto furbo. Prima si poteva mettere in un angolo FI e fiaccare i suoi gladiatori avendo di conseguenza la fortuna di non vedere più i telegiornali pieni di Cicchitto, Sacconi, Tremonti e prima ci saremmo divertiti solo con la presenza di Razzi, che si guadagna lo stipendio di senatore alimentando gli spettacoli di Crozza e le trasmissioni di Cruciani.

  9. Pingback: «Cominciai votando Craxi, poi Berlusconi per anni, quindi Fini e l’anno scorso Renzi. Che delusione. Tutti.» | D I S . A M B . I G U A N D O | NUOVA RESISTENZA

  10. Dato che siamo tutti Charlie, vediamo come reagite ad un’opinione che non sta al gioco. La delusione è per questi emeriti coglioni multitasking, classe dirigente del paese, che viaggiano Frecciarossa per andare a imbastire le loro trame cinicofinanziarie, coopertivopartitiche, sindacalcorporativistiche, liberalbaronistiche. Sono gli stessi che non sono capaci di far viaggiare i treni, e il paese intero, in orario, che hanno la testa girata all’indietro, rivolta verso il vagone di coda e lo chiamano futuro. Sono gli imbecilli che da giovani hanno eletto il figlio di Craxi, uno che è sempre stato bobo dalla testa ai piedi, a segretario regionale del psi per leccaculagine compiacente per il grande statista con cognato a carico, che hanno continuato a tapparsi il naso, che –non detto– hanno votato anche per Bossi poiché anche loro l’hanno duro, hanno persino votato pd quando c’erano piani regolatore da modificare, grandi o meno grandi opere da appaltare, trovano beppegrillo persino simpatico, hanno brindato all’arrivo del Monti dei paschi, si sono riconosciuti in marchionne for president, e alla fine hanno scoperto Superbone, lo hanno caricato d’aspettative impossibili, e hanno anche la faccia di palta di dirsi delusi. Miserabili retrogradi parassiti ciarlatani inconcludenti.🙂

  11. A hopeless country, what else?

  12. Tanto se piangessi non avrei alcuna soddisfazione, per cui non posso far altro che felicitarmi nel veder confermare una volta di più che per certa gente può esserci solo disprezzo. Grazie.

  13. In parlamento ci sono ancora gli eletti con il porcellum, compreso i M5S, molto di loro meritano disprezzo, ma non tutti. Al governo e in parlamento ci sono dei giovani che stanno lavorando sodo in una condizione molto difficile fatta di vecchie regole e leggi, abitudini e regolamenti, burocrazia e pastoie, in questo contesto chiunque non riuscirebbe a portare a casa dei risultati in poco tempo. Come diceva un grande presidente Einaudi è più difficile costruire sulle macerie che in un terreno vergine. L’Italia è in macerie e se da una parte merita una classe politica di livello e con valori democratici dall’altra meriterebbe un popolo in grado di “pensare” ragionare, proporre, spingere, collaborare al rinnovamento del Paese, il disprezzo è inutile e non porta pensiero e proposte. Come sempre occorre fare per ottenere qualche cosa e fare il meno peggio è meglio che non fare niente. Quando con una nuova legge elettorale riusciremo ad avere un governo con una solida maggioranza allora dovremo fargli le pulci ogni giorno perché in questo caso non avrebbero più nessuna scusa.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...