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Editoria digitale: sopravvivono, in Italia, i piccoli editori?

Nativi Digitali Edizioni

Tempo fa avevo pubblicato la storia di Marco, un ex studente di Scienze della Comunicazione e di Semiotica che, assieme alla sua compagna, aveva avviato una piccola casa editrice: Nativi Digitali Edizioni. Una storia di successo? o di grande ingenuità? mi ero chiesta allora. Dopo la testimonianza di Sara alcuni giorni fa, per certi versi analoga, e le relative polemiche fra i commenti, ho chiesto a Marco di raccontarci la puntata successiva della loro avventura. Come va? riuscite a viverci? gli ho chiesto. Ecco la sua risposta: Continua a leggere

Quando lo stagista sopporta tutto perché l’azienda fa tendenza

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A volte i giovani sopportano tirocini ai limiti della decenza – in cui non imparano nulla e fanno solo gli schiavetti – perché pensano che «faccia scena», o «tendenza», mettere in curriculum il nome altisonante dell’azienda o dell’ente pubblico presso cui hanno svolto il tirocinio.

Detto in altri termini: ci sono grosse realtà, private ma anche pubbliche, con nomi roboanti che si permettono di sfruttare a ripetizione i tirocinanti in cambio del fatto che «poi potranno scrivere e dire di aver lavorato presso XY». Con l’idea – illusione? – che ciò possa comunque avvantaggiarli nella ricerca di lavoro (o stage successivo).

Attenzione però: non sto dicendo che in questi casi lo/a stagista sia una povera vittima. Sto dicendo che condivide e contribuisce a perpetuare la stessa cultura dell’apparenza e dell’opportunismo in nome della quale l’azienda si permette di sfruttarlo/a.

Leggi per esempio cosa mi scrive Gloria:

«Gentile professoressa…

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Quando la Grande Impresa Informatica è lenta, chiusa, imbrigliata come la Pubblica Amministrazione

Burocrazia

Marzo 2014. Un bel giorno di (quasi) primavera mi arriva da una Grande Impresa Informatica italiana, con sedi su tutto il territorio nazionale e in Europa (wow), una mail che mi sorprende non poco. La Grande Direzione Tecnica ICT della Grande Impresa Informatica ha capito (finalmente!) che, se vogliono fare Ricerca & Sviluppo seriamente, devono fare come quelli (seri) della Silicon Valley: costruire team multidisciplinari che includano umanisti. Ri-wow. Perciò mi chiedono di incontrarmi per Continua a leggere

Perché è utile chiedere un rimborso spese per lo stage (anche curricolare)

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E dimmi, che stage vuoi fare da grande?

Da anni faccio una battaglia quotidiana – in aula, via mail, sul questo blog, negli incontri faccia a faccia – per informare gli studenti e le studentesse del fatto che, prima di fare un tirocinio in azienda, è sempre opportuno chiedere un rimborso spese, anche se la legge italiana, nel caso dei tirocini curricolari, non impone all’azienda di darlo. Queste sono le ragioni principali per cui insisto:

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Consigli per lo stage

Non tutti gli stage finiscono male. Alcuni proseguono

L’anno accademico sta per cominciare e ricominciano, a decine ogni giorno, mail, richieste e domande del tipo: mi conviene fare uno stage? perché? dove posso farlo? come mi presento? cosa pensa di questa azienda? e di quella? posso chiedere un gettone di rimborso spese? E via cantando. Non mi resta che rimandare a questa pagina riassuntiva, che ho scritto qualche tempo fa ma è sempre buona. In bocca al lupo! Consigli per lo stage

3 euro lordi per un articolo di 600 parole significa 3 euro lordi all’ora

Scrivere per il web

Ecco perché, da anni, ai giovani e che vengono da me dicendo da grande voglio fare il/la giornalista, rispondo cose come: «Scrivi bene in inglese? Fa’ la triennale in Italia, un master all’estero e proponiti sul mercato internazionale. Non sai l’inglese? Sappi che in Italia, al momento, rischi questo»: Continua a leggere

A Claudia (27 anni, laurea, master, contratti a progetto) ora propongono l’ennesimo tirocinio. Cosa fa il governo per lei?

Non tutti gli stage finiscono male. Alcuni proseguono

Mi scrive Claudia (nome fittizio):

«Cara prof, sono stata per anni una sua studentessa, l’ho conosciuta da vicino e so che è sensibile a temi quali tirocinio, sfruttamento delle idee e del lavoro. Le scrivo per raccontarle un po’ la mia esperienza, mi farebbe piacere avere un suo parere. Dopo una laurea magistrale, un master, diversi tirocini curriculari e post formazione, tre anni fa sono arrivata finalmente alla firma di un contratto a progetto. Seppur fittizio, come si usa fare, ero felice perché Continua a leggere