L’Unità, vista da dietro

Il 25 ottobre, lo stesso giorno della manifestazione del Partito Democratico al Circo Massimo di Roma, è uscita in edicola la nuova Unità. La campagna di lancio è stata affidata a Oliviero Toscani.

Come ha dichiarato l’amministratore delegato Giorgio Poidomani, il lancio è costato 400mila euro e riguarda soprattutto le regioni del centronord, con puntate nelle stazioni ferroviarie di tutta Italia e sui bus di Roma, Bologna e Milano. Obiettivo della campagna è il «rinnovamento nel solco della tradizione», mentre il target sono «i giovani e quella metà del Paese che ‘non ci sta’».

Che? Stai pensando a gruppi di giovani che discutono, facce sorridenti, ambienti metropolitani, motorini e libri? Ma no… è Toscani, baby.

Guarda qua (e clicca per vedere meglio).

unita-toscani2

14 aggettivi che galleggiano sul fondoschiena di una ragazza, che dovrebbe essere «intelligente», «rivoluzionaria», «coraggiosa», «impegnata» eccetera (il «rinnovamento»?), solo perché indossa la solita minigonna, sulle solite gambe perfette ed è, come al solito, fotografata da dietro (il «solco della tradizione»?).

Ma… legge anche l’Unità, per caso? Bah, da quel che vedo si limita a tenerla in tasca, giusto per mostrare che il nuovo formato è davvero «mini» (uh, che doppio senso!). Come dire: un fatto di tendenza, non di contenuti. D’altra parte la ragazza è ritratta, come al solito, senza testa.

Insomma, ero già arrabbiata a vedere la foto, figuriamoci a leggere il duetto che Concita De Gregorio, da agosto direttore dell’Unità, e Oliviero Toscani, direttore della campagna, hanno inscenato per la stampa (dal Corriere del 23 ottobre 2008).

Concita: «Anche Gramsci lo avrebbe fatto. L’immagine scelta non deve destare scandalo. Il corpo di una donna questa volta viene usato per pubblicizzare un prodotto intellettuale. Mi sembra pertinente. È molto peggio quando è utilizzato per accompagnare la pubblicità di un’auto oppure un detersivo per i piatti.»

Oliviero: «Non ho mai pensato a un’Unità femmina perché ha sempre avuto una connotazione maschile. Dobbiamo partire dal concetto di mini, ma anche della donna che questa volta non è in una posizione di sottomissione ma in un atteggiamento forte, non viene strumentalizzata, ma strumentalizza in una posizione di comando.»

Forse qualcuno potrebbe accusarmi di moralismo, perbenismo e finanche oscurantismo. Come se fossi scandalizzata. Lo ammetto, sono stanca di vedere usato il corpo delle donne (peggio ancora se a pezzi) per vendere qualcosa. (Fosse per me, introdurrei un divieto, mica per censura… nooo, solo per mettere alla prova la fantasia dei pubblicitari e dei loro committenti). E comincio a essere stanca di vedere a pezzi anche il corpo maschile.

Ma il punto non è lo scandalo. Usare il fondoschiena di una ragazza in pubblicità non fa scandalo da almeno trent’anni. (E non lo fa neppure se interviene un censore, beninteso.)

Il problema è la noia.

Il problema è che non si sia trovata neppure un’ideuzza nuova (bastava «mini», no?), per pubblicizzare una presunta novità.

Ma un problema ancor più grande è il modo in cui l’Unità, con questa campagna, ha immaginato i suoi lettori: talmente sciocchi da lasciarsi abbindolare da 14 parole scontate e una minigonna dall’aria perbene. Talmente vacui da comprare il giornale per ostentarlo come un telefonino, un borsa griffata, un gadget di tendenza.

È a questi (e)lettori che si rivolge la nuova sinistra?

40 risposte a “L’Unità, vista da dietro

  1. L’abuso annoia, a prescindere, come avrebbe detto Totò.
    Che la nuova rivoluzione passi per la via dell’indigestione?

  2. Giovanna, tanto che ci sono, commento che sottoscrivo in pieno, che quello che dici sintetizza la sensazione che ho avuto quando ho visto per la prima volta la De Gregorio alla tivvù che sventolava la prima pagina di cui sopra. Te lo immagini Gramsci? La De Gregorio avrebbe dovuto citargli queste stesse sue parole (prese alla svelta da wikipedia): « Non ho mai voluto mutare le mie opinioni, per le quali sarei disposto a dare la vita [di vespa] e non solo a stare in prigione [di denim slavato e nemmeno elasticizzato] […] vorrei consolarti di questo dispiacere che ti ho dato: ma non potevo fare diversamente. La vita è così, molto dura, e i figli qualche volta devono dare dei grandi dolori alle loro mamme, se vogliono conservare il loro onore e la loro dignità di uomini» (Antonio Gramsci, lettera alla madre, 10 maggio 1928). “This is business, baby!” aggiungerei.
    L’annuncio non sarà sessista nell’intenzione, ma tra tutti gli aggettivi, “generosa” mi lascia davvero interdetta.

  3. Firmi, scegli, ben
    fingi, smerci, bel
    film: Ibsen? Greci?
    Girls, nembi e feci!
    Finge crismi, bel
    bigné: filmi scer!
    Ben fermi gli sci:
    Is free climbing?

  4. Pingback: Falcon82 Blog » Lui viene dalla strada

  5. Pingback: La Direttrice De Gregorio e il lato B di Toscani « Chapter One

  6. E c’era bisogno di Toscani per una campagna pubblicitaria così? Sai che originalità, un fondoschiena in primo piano…
    A parte questo, quando leggo la nuova Unità (non la compro: per chi non è di Bologna, qua la appendono in diversi punti della città) la prima pagina mi dà sempre l’impressione dell’ennesima brutta copia dello stile del manifesto, come se non bastasse già Liberazione. Però sia Liberazione che l’Unità, nonostante le discutibili scelte di stile e la gestione delle sezioni più lette, ospitano comunque firme di un certo rilievo che mi impediscono di dare un giudizio negativo su queste testate: Genna, Chierici, Di Michele, Travaglio… ho notato che adesso per le elezioni Usa c’è una rubrica di Luca Sofri, spero che i collaboratori più “radicali” non vengano allontanati dal giornale

  7. E di chi è il culo? Di Concita De Gregorio, la neo-direttrice de l’Unità…

    Complimenti!

  8. Bollita.
    È l’aggettivo che mi viene in mente per questa campagna, questa Unità, questa sinistra.
    Se davano 100 € ad una matricola dello IED veniva fuori qualcosa di più interessante. O no, ma almeno non avrebbero speso tanto e avrebbero scommesso sui giovani talenti.
    Hai ragione Giovanna, ciò che colpisce è la noia. Che sempre più spesso deriva dall’autoreferenzialità (o dall’essere Oliviero Toscani).

  9. Non è possibile che sia solo incapacità! Mi rifiuto di crederlo! Toscani ha anni di esperienza in pubblicità, De Gregorio è giornalista, sa cosa vuol dire comunicare! Se sono arrivati qui e hanno confezionato questo obbrobrio di campagna vuol dire che c’è un fine preciso: chiudere L’Unità o cambiare radicalmente i suoi lettori. Avendo dei dubbi sul primo obiettivo, decisamente suicida, penso che vogliano cambiare i lettori. Cambiare nel senso convincerli di cose assurde o cambiare nel senso di perdere i suoi abituali lettori e trovarne di nuovi. Nuovi lettori che possano bere “Anche Gramsci l’avrebbe fatto.”

    Cara Giovanna, il tuo non è moralismo. Fai ancora parte di quelli che hanno qualcosa da dire e cercano il modo migliore per farlo. L’Unità probabilmente non ha più niente da dire e allora si affida al corpo sessuale per vendere. Solo che questo si chiama pornografia. (Senza offesa per la pornografia, quella vera, che è molto dignitosa, non ha pretese intellettuali e non si nasconde dietro Gramsci.)

  10. Non sapevo che la pubblicità l’avesse fatta Toscani.
    Due riflessioni molto volanti:

    1) non è che Toscani si sia sprecato, perché questa mi sembra la versione aggiornata dell’annuncio dei jeans Jesus (“Chi mi ama mi segua”), che era proprio di Toscani;

    2) a me sembra che più che a un pubblico di giovani la pubblicità dell’Unità si rivolga a chi era giovane negli anni Settanta (la maggior parte dei lettori dell’Unità?). Non sono un esperto di moda, ma direi che di mini di jeans non se ne vedono molte in giro e che più che essere un capo d’abbigliamento giovanile sia il prototipo dell’abbigliamento giovanile per chi ha 50-60anni.

  11. buongiorno Giovanna
    sono una mamma che ti legge da quando sua figlia (che guarda caso è anche tua allieva)l’ha iniziata alle delizie del web, ed è la prima volta che ti scrivo.
    A differenza di te io sono proprio scandalizzata, anche perchè non mi sarei aspettata questo tipo di esordio da un direttore donna.
    Daltronde l’anima profondamente maschilista dell’intellighenzia di sinistra è un fatto.
    e perdonami questa botta di veterofemminismo.
    Se era necessario ribadire l’assoluta distanza che i vertici hanno con la base o quanta poca considerazione hanno dei propri (e)lettori, quest’ultima sortita ha centrato il bersaglio.

  12. Anghelos, Nicola, il mio punto è in parte questo: credo che la campagna miri a corteggiare lettori non tradizionalmente affezionati all’Unità. Ma poteva farlo in modo più originale. O poteva farlo in modo anche scontato, d’accordo (non si può essere sempre originali), ma senza usare l’ennesimo quarto di coscia femminile.

    Quanto a Toscani: da tempo lui applica sistematicamente il principio “Si parli bene o male non importa, purché si parli”, ma purtroppo è sempre più spesso interessato al fatto che si parli di lui, più che del marchio che gli commissiona la campagna. Ma di questo, molti dei suoi committenti non sono affatto consapevoli.

    Piero, la campagna è in effetti una citazione di quella ben più famosa dei jeans Jesus, realizzata dallo stesso Toscani negli anni ’70. Sia lui che la De Gregorio vi hanno fatto riferimento più volte (vedi l’articolo del Corriere, cui io stessa rimando nel post).
    Quanto al target, è vero quel che dici, ma è anche vero che la “minigonna pulitina e perbenino” punta a una certa borghesia bene, che mette tutti nello stesso calderone: padri, madri, nonni, figli/e e nipoti.

    Gorthan, su questo blog non ammetto commenti di basso livello come quello che hai fatto. L’ho approvato solo perché si qualifica da solo ma d’ora in poi, se desideri ancora contribuire, non farlo più in questo modo, altrimenti mi vedrò costretta a cancellare il commento.

    Stefania, anch’io ci sono rimasta male. Delusa. E anch’io, di primo acchito, ho fatto un ragionamento analogo: ma come? Una campagna così da un direttore donna? Però pensaci: immaginare che, solo perché un direttore è donna, NON debba cadere in modi triti e stereotipati di rappresentare le donne, è un pregiudizio discriminatorio, anche se ammanta la discriminazione di aspettative positive.

    Un direttore fa bene o male indipendentemente dal fatto di essere uomo, donna, omosessuale, transgender o altro. De Gregorio è caduta nella trappola autoreferenziale (come dice cate) di Toscani, accettando una campagna banale e controproducente per l’Unità. E ci è caduta indipendentemente dal fatto di essere una donna.

    Che poi la campagna sia controproducente per il quotidiano (ma vantaggiosa, come sempre, per l’immagine di Toscani) è una mia opinione. Vedremo nel tempo se i fatti mi daranno ragione.

  13. Giovanna
    forse non ho chiarito bene il mio pensiero.
    Nel caso specifico essere donna è un fatto puro e semplice senza nessun’altra implicazione.
    Certo che chiunque fa bene o male il suo lavoro indipendentemente da sesso, colore dei capelli o numero di denti che ha in bocca, sta di fatto però che se ha voluto la bicicletta deve pedalare.
    Se sei il direttore di un giornale (e non una qualsiasi come me) e quindi la comunicazione è il tuo pane, non puoi cadere in trappole di questo tipo (altrimenti mi viene da pensare che non sei poi così adatto al ruolo…)
    Semmai il discrimine è la caratura professionale, non il sesso.
    Il commento di Gorthan peraltro, suffraga la mia tesi: se consideri che qui siamo in un blog, se mi passi l’espressione “specifico”, e su 10 commenti uno è quello di Gorthan, pensa l’effetto tra i frutori di un quotidiano, seppur di partito…

  14. Ah, Giovanna, perdo colpi anch’io, non solo L’Unità. Le 14 lettere erano: NLMBFIICSRIGEI invece delle mie NLMBFIICSRIGEE. Così la poesiola anagrammatica perde il gusto della sua critica.
    Ma rimane la tua.

  15. A me basta ed avanza sopportarmelo come assessore qui a Salemi.
    Sentirlo affermare frasi del tipo: “destra o sinistra? per me pari sono” o avallare la tesi del suo sindaco Sgarbi secondo cui la mafia non esisterebbe più o ricevere pubblicamente in pompa magna personaggi tipo Dell’ Utri che definisce “eroe” lo stalliere di Arcore. Tutto ciò lo trovo insopportabile.
    E la De Gregorio?

  16. Sfido Concita De Gregorio a ripetere la frase «Anche Gramsci l’avrebbe fatto!» davanti alla firma di Luca Sofri sull’Unità.
    Ma poi: non è la foto tessera di Luca Sofri, quella? :-p

  17. Nuova sinistra? Dev’essermi sfuggito qualcosa…

    Da questa nuova Unità mi aspettavo di meglio, dalla De Gregorio, soprattutto.

    Però non è forse tutto molto coerente? La politica la fanno sempre gli stessi, i giornali (in troppi casi) li scrivono sempre gli stessi, le pubblicità le pensano sempre gli stessi. Senza un po’ di ricambio, come si possono rinfrescare le cose?

    (A parte che questo tipo di pubblicità, con le loro pretese di allargare il pubblico, mi fanno sempre venire in mente la tipica caricatura del produttore cinematografico che chiede al regista di inquadrare un po’ di tette per attirare gli spettatori…)

  18. Cavolo non avevo saputo nulla di questa pubblicità!!!
    Come elettrice di sinistra, mi infastidisce molto il tema usato per pubblicizzare la nuova Unità; non ho mai letto questo giornale ad essere sincera, ma l’ho sempre reputato un giornale estremamente politico, autoritario e serio. Vedere ora che viene pubblicizzato con un chiaro riferimento sessuale e un immagine di basso livello (un fondoschiena) mi mette i brividi.
    A favore però della campagna devo però precisare due punti:
    – che se ne parli bene o se ne parli male, l’importante è parlarne come dice Giovanna: infatti, il fatto che noi ne stiamo parlando è già un fattore di successo per la campagna, successo nel senso che ha attirato l’attenzione come voleva;
    – il fatto di riferirsi ad un target femminile e “giovane” (lo metto tra virgolette perchè la minigonna e il riferimento sfacciato ormai non coicide più con la mentalità giovanile) è un chiaro segno di rinnovamento.
    Detto questo la campagna poteva essere progettata meglio. Un target nuovo ci può stare ma senza allontanarsi troppo dalla mission tradizionale. L’idea di voler stupire o suscitare discussione ci può stare ma si poteva evitare di usare un riferimento sfacciato, meglio allora un’allusione…

  19. Stefania, allora siamo proprio d’accordo – ohinoi – su tutto.

    Lary1984: non è una questione di allontanamento dalla mission tradizionale… è che… BASTA FARE A PEZZI IL CORPO DELLE DONNE!
    Scusa l’urlato, non è contro di te, ma contro di loro.
    🙂
    La ripetizione e moltiplicazione (sempre di più, sempre di più…) di immagini come queste, negli ultimi 40 anni, ha contribuito (assieme a molti altri fattori sociali ed economici) a creare danni ormai quasi irreparabili: nel modo in cui le donne sono percepite, valutate, prese o meno in considerazione e, peggio, nel modo in cui le stesse donne si auto-percepiscono e valutano. A quarti di coscia, appunto.

    Per cui accade che sono le donne stesse a guardare la foto e dire: be’, che c’è di male? E’ carina, spiritosa, giovane. Ma la pubblicità di un quotidiano deve far leva su ben altre immagini, deve rappresentare la testa delle persone, non il loro didietro…
    😦

  20. Giovanna,

    non potrei essere più d’accordo, parafrasando Voltaire: fa che si rendano sempre più ridicoli …

  21. io penso che la risposta alla tua domanda sia, semplicemente, sì.
    è esattamente quello il pubblico a cui tenta di puntare. i lettori affezionati dell’unità non smetteranno certo di leggere il quotidiano per questo, mentre, magari i ragazzi, le ragazze che cominciano a comprarsi il giornale, ritrovano in questa pubblicità una sorta di continuatività rispetto al vanity fair della mamma che sfogliano da sempre sul divano. Quando mi sono imbattuta in questa pubblicità attaccata al lato dell’autobus, ho pensato all’ennesimo fondoschiena che viaggiava in direzione due torri. E quando ho visto che era la campagna lancio dell’Unità, io ci sono rimasta male. Come però magari rimane, non male ma stupita sì, lei, professoressa, quando a lezione scopre che la metà dei suoi studenti è abbonata a vanity fair.

  22. DI DI, mhm, capisco, ma non condivido il metodo e insisto: quello stesso target può essere raggiunto meglio, ma mooolto meglio…

    Metà dei miei studenti abbonata a Vanity Fair?
    Non credo. Temo siano affezionati/e (se non abbonati/e) ad altre riviste…
    Vanity Fair è per la loro mamma, come dici anche tu. L’abbonamento potrebbe essere della mamma, questo sì.

    Domani chiedo e ti dico.

    Però, a questo punto torna buono, in parte, ciò che osservava Piero più sopra: il vero target dell’Unità sono, se non gli anziani del vecchio PCI (quelli già la leggono… forse), le coetanee di Concita De Gregorio.
    Non scherzo: Toscani, furbacchione com’è, le ha venduto una campagna che a lei, quarantenne di buona borghesia romana, doveva innanzi tutto piacere… 😦

  23. cara giovanna,
    anche a me non è piaciuta per niente la pubblicità della nuova unità.
    Noiosa, dovrebbe essere dissacrante invece è solo imbottita di stereotipi vecchi come il cucco.
    mi sorprendo di toscani, che in genere apprezzo…

  24. Giovanna sono d’accordo con te, anche io non sopporto il modo in cui viene visualizzata e pensata la donna al giorno d’oggi, fondoschiena, altezza, portamento e “davanzale”… non si pensa alla testa ma al fisico, eppure quando si parla di argomenti seri vengono ancora apprezzate le donne vere, quelle che magari hanno un po’ di cellulite e si vestono da uomo ma sono intelligenti. Quindi ok esistono gli stereotipi ma quando si parla di argomenti di un certo livello la ragazza bella e sensuale passa in secondo piano per questo non mi preoccupo della questione.
    Forse questa campagna promozionale potrà attirare lo sguardo degli uomini più che delle donne, quelli che non sono stanchi degli stereotipi: c’è un tentativo di ringiovanimento del target che sicuramente è sbagliato di principio perchè troppo diretto e troppo tradizionale. Ma il tentativo c’è e come ho già detto l’importante è fare in modo che si discuta, si parli di questa campagna promozionale, al di là di critiche e plausi. Anche io non approvo questa pubblicità, ma non si può negare che abbia ottenuto almeno successo nel primo punto: la critica.

  25. Forse si sta battendo troppo sul fatto che quest’annuncio sia deleterio nei confronti della donna perchè mette in primo piano un fondoschiena che “attira lo sguardo degli uomini” (come qualcuno ha detto). Io credo che questa pubblicità, o meglio, la donna del visual non rappresenti affatto un corpo sessuale, ma ovviamente questi sono punti di vista. Il mio punto di vista è che nel caso in questione al centro dell’obiettivo è la minigonna, piuttosto che la ragazza che la indossa. Quest’ultima, si fa carico di quello che la minigonna ha rappresentato nella rivoluzione culturale e dei costumi avvenuta negli anni ’60. Non è il caso di farla troppo lunga. A volte siamo noi a fomentare certi stereotipi, lo dimostra il fatto che tutti finora hanno lasciato lo stesso tipo di commento. Questo perchè siamo abituati a pubblicità che effettivamente denigrano la donna e il suo corpo presentato spesso e volentieri come merce. Ma nel caso in questione non è così. Con questo non voglio dire che la pubblicità è ben fatta, originale, bella…niente di tutto questo, anzi. Io rifletterei, più che altro sul fatto che siano stati spesi così tanti soldi per il lancio, anche se non so effetivamente quanto costa progettare e diffondere una campagna del genere. Posso immaginare che il signor Toscani si faccia pagare bene…D’altra parte un nome una garanzia. 😉

  26. un moralista come me, non può che approvare 🙂

    ps. alla fine, la verità è che st’annuncio “gggiovane” è terribilmente vecchio.

  27. ho visto oggi la suddetta pubblicità “affissa” su un autobus… ho pensato di aver visto male, di non aver letto correttamente la scritta sul giornale. Una volta a casa ho digitato su google “pubblicità l’ unità” e ho trovato questo blog!!in questo momento non voglio esprimere le mie idee ma il mio sentire, sono delusa e amareggiata; certo è impensabile che sia una svista o un’ingenuità, c’è un’intenzione programmatica e questo mi scoraggia, ma senza dubbio non pensavo alle colonne dell’unità come caposaldo intellettuale! Peccato però che cerchino di spacciarlo come tale…ancora impostori?

  28. Un fondoschiena?! Che curioso biglietto da visita per un quotidiano!

  29. d’accordissimo. stessa indignazione, stessa noia.
    quell’immagine ha evocato istantaneamente un’altra:
    decine di fogli di giornali che volano, tristi e solitari, in una domenica di campionato.

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  31. Una cosa di questo tipo non so, mi turba profondamente, più delle immagini in fascia protetta o degli skannamenti che siamo abituati a vedere su ogni Tg. Non so proprio perché mi viene questo orrore e questa ansia a vedere che proprio in “casa mia” regna la più completa deficienza.
    Davvero non so che cosa possono avere in testa coloro che hanno detto:”ok, così va proprio bene…andiamo in stampa”, davvero, ma davvero faccio fatica ad immaginare la faccia o l’atteggiamento o l’ideologia che può appartenere a chi ha scelto.
    Non posso concepire che siano uomini o donne esistenti, vive..
    magari possono essere partecipanti al grande fratello, quelli sì, ma non persone che girano sul lato sinistro della strada…

    Toscani poi, basta, basta Toscani, il non-sense della provocazione gratuita, fine a se stessa, inconcludente, solo per far parlare in “malo modo” dell’oggetto della campagna, solo per un passaparola volgare, inappropriato, asino, bue.
    Basta Toscani con le campagne sulla calabria, sui cani, sugli incidenti stradali con la patina di semplicità-carino-intellettuale-ricercata, dove guardi, credi di dover pensare e pensi ma nella testa compare solo una pagina bianca.

    Basta con questa sinistra…sinistra? Sinistra? Quale sinistra? Mi stupisco di stupirmi ancora…e mi vergogno di vedere questa campagna

  32. sempre in tema de “l’Unità e le donne”, non so se avete notato che qualche giorno fa in homepage propagandavano il ritorno sulle scene di Cantat (l’assassino della Trintignant) scrivendo “la sua è la voce di un reduce”. Ma che schifosa condiscendenza! La sua è la voce di un assassino e avrebbero fatto meglio a non parlarne affatto.
    A me sinceramente questo fa ancora più schifo della ragazza in mini.

  33. La battuta di Gotham è in effetti piuttosto becera. Peccato che l’abbia detta anche la stessa De Gregorio. Ospite a “Le Storie” di Corrado Augias su RaiTre, ha risposto alle critiche dicendo con una fallimentare intenzione autoironica “Ma quella sono io!”
    Eccola qua (è al 17:40)
    Chissà se Gramsci avrebbe fatto anche questo….

  34. Sono un collega di Toscani. Per fortuna non nella stessa agenzia. Concordo totalmente con la Proffe. Il messaggio è tragicamente errato.
    Sul piano del significante e del significato.
    In questo caso: dell’ IN-significante e dell’ IN-significato.
    Mancato il target, anzi colpito, ma non al cuore o al cervello, un calcio tirato a caso ma piuttosto in basso. il motivo di questo clamoroso boomerang?
    L’ignoranza della De gregorio per la comunicazione a 360°. Molti giornalisti pensano che la pubblicità sia una merda necessaria e quando decidono di usarla la vogliono bella grossa e puzzolente. Peggio per loro. C’è modo e modo di usare (o meno) la pubblicità. E anche di usare i toscani. Questo è quello che preferisco: http://www.adci.it/dev/annualscheda.asp?annual=10&tipo=Cerca&IDPro=1402

  35. arrivo tardi, ma sono nuova del mondo blog. Toscani ha finito le idee da un pezzo gli resta solo il nome e questi mezzucci. Mi ha stupito la De Gregorio perchè la facevo piu coraggiosa, Toscani è comunque una garanzia perchè, come vedi, se ne parla, nel bene e nel male.
    Resta che la mia prima impressione a vedere la pagina, e ti assicuro ne vedo tanta di pubblicità, è stata che l’Unità è un giornale che sta sul culo.

  36. Anch’io arrivo tardi. Purtroppo non mi stupisco più del cattivo gusto imperante. Ormai da tempo il sesso viene evocato dalle “aziende” non come fine ma come mezzo per vendere qualsiasi prodotto…

  37. Vincenzo Alias Il Contadino

    Che c’azzecca?
    Non metto il dito su una ferita aperta nel PCI pardon il PD: diciamo così, ma Democratico visto che l’idea è rimasta la stessa. Moralista? No, solo che la Sinistra odiava i ricchi chiamandoli ” Padroni ” ora che lo sono diventati, usano la stessa arma per Berlusconi, mentre loro oltre a sognarle sono padroni di banche, Coop, Assicurazioni, Coop del mattone: il bue chiama cornuto l’asino? Democratici con tanto di panfili, cachet milionari in Amministrazioni Pubbliche anche se erano schiappe, ma avuti buoni maestri e 6 politico! Poi sp**no veline, ma dimentica le varie Ferilli, Vento, Parietti ed altre. Che cosa dire delle sceneggiate del Di Pietro che li danneggia? Ditemi, in coalizione quali Leggi o Riforma, abbia attuata con Petrus lo Schiavettones? Forse, la Giustizia non è il Servizio più scalcinato per le tante assoluzioni, premi a chi macera bambini in acido, crociere e soggiorni a 5 stelle chi uccide 5 bambini! Una cosa l’hanno fatta: sp**re l’Italia e Napoli con la monnezza, per non dimenticare che gli stessi Amministratori, non usata la decenza di cacciarli a pedate e con risultato da Spot al PD e L’Unità non spendeva 400.000€, altro accusare il Governo d’essere sciupone… loro non vedono trave? Gia la trave, molotov ed estintori usati contro carabinieri! Vincenzo Alias Il Contadino

  38. CI RISIAMO! AZZECCA! AZZECCA! uno spot prima del voto: chiamami Papi e non togliermi mio Cav! possibile che la politica s’è strasformato in gossip? Ma la family Clinton non era di sinistra nel momento di Livinsky? Ora, Onu e Ue Europea spendaccioni che dialoga con i finti sordi.. Ogni essere umano buono nel senso lato della parola è un bene: ma sapete che ci sono stati 25 stupri in Italia: in pochi giorni e compresi alcuni maschietti? Sì o no, ovvio, che è un dolore per chi non può accogliere ospiti sia pure sconosciuti nella propria casa, ma giustificato per magia fare scomparire le Leggi, solo per qualche voto in più? Mi spiego: Brusca commette stragi di centinaia e la franca? Direte, ma è collaboratore…’A faccia do chezz “direbbe un Barese e, i migliaia di familiari delle vittime mandati al diavolo? In poche parole ci siamo dati delle Leggi Democratiche col voto del Parlamento poi si mettono in discussione comprese l’Onu e Ue che anziché tutelare i popoli Democratici “dialoga ” con costosissimi meeting. Insomma, vedo solo un ” Tango a Parigi ” senza burro come criminali, ci marciano grazie proprio a questi criminali, Ahamadinejad, Hamas, Hezbollah e Corea, visto che, l’Iran e Corea si armano sino ai denti con l’atomiche, forse per fare i funghi gigadanteschi o un altri G0? Vincenzo Alias Il Contadino

  39. CONCITA MIA CONCITA, pregherei che aprisse una copia del tuo Vangelo degli anni ottanta, fatto? Trova qualche foto di Socialisti? CENSURATE! Troverà solo Pertini e pochi altri. L’Unità provieme dritto dal Pianeta Marx, ove la censura (anche oggi) la purga era d’obbligo, quando non usavano i carri armati. Peccato che un mio amico sia morto, si chiamava Jiri Pelkan condannato a morte, era Parlamentare UE, sapeste le cose che mi raccontò in uno stage al Parlamento di Strasburgo. .
    Parlano di Valori ma a chi?
    I Sinistrorsi all’attacco parlano che chi vota il PDL, sono tutti pagati da Berlusconi, forse per questo che ho ancora il mutuo da pagare? Si esclama sempre non ce religione, ma questi caduti dal pianeta Marx vogliono ancora 60 milioni in trans e che è sempre festa Gay Paride? Ma Dico! Che caporioni di Politici ci ritroviamo: tutti moralisti, poi con la scusa di non interessarsi a cose private del Cavaliere, tutti lo “ pizziliano” ( beccare) come se passasse tutto dalle sue mani: mica non sarà un nuovo Leonardo? In ogni modo domenica sarà veritiera chi avrà seminato raccoglierà, penso che pioverà e ci sarà tempesta: come gia successo a chi l’ha decretato nel voto in Belgio e Gran Bretagna : capito stu fattu? Vincenzo Alias Il Contadino Matera

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