Roberto copia Roberto

Nell’ottobre 2008 Roberto Saviano fu minacciato dalla camorra e per questo ricevette moltissime manifestazioni di solidarietà: da una raccolta di firme indetta da alcuni premi Nobel su Repubblica, a una maratona di lettura di Gomorra organizzata prima da Fahrenheit di Radio 3, poi dai cittadini di Casal di Principe.

Mi colpì l’iniziativa degli allievi delle sezioni di grafica pubblicitaria dell’Istituto professionale Mattei di Caserta, i quali, coordinati dal professor Emanuele Abbate, ricostruirono il volto di Roberto componendo assieme le foto di un migliaio di cittadini casertani che decisero di “metterci la faccia”.

Questo manifesto rimase affisso per giorni a Caserta (clic per ingrandire):

In proposito allora scrissi «Mille volti per Saviano», in cui apprezzavo l’iniziativa di Caserta per almeno un paio di motivi. Innanzi tutto perché veniva dagli studenti di una scuola, ma soprattutto perché il manifesto era affisso nel territorio incriminato e le facce erano di persone che vivono in quei luoghi: ci vuole un certo coraggio, per chi vive da quelle parti, a farsi fotografare col rischio di essere riconosciuti.

Oggi, giocando sull’omonimia, Roberto Formigoni copia quell’iniziativa con un manifesto per le elezioni regionali, cui associa lo slogan «Roberto, uno di noi».

Ora, l’idea che i cittadini “mettano la faccia” a sostegno di un candidato ricorre nella comunicazione politica da anni, tanto da essere diventata ormai un’ossessione. Già non ne potevo più a fine 2008, quando scrissi Facce di supporto. Figuriamoci ora.

Ma il problema del caso Formigoni (che ringrazio Laura di avermi segnalato) non è solo la mancanza di originalità. Il problema è la spregiudicatezza con cui, alludendo a Saviano, si confondono situazioni, ragioni e passioni diversissime.

Manifesto Roberto Formigoni

13 risposte a “Roberto copia Roberto

  1. senza parlare della terribile realizzazione tecnica, l’azzurro dietro è atroce, manco gli elettori fossero dei Na’Vi

  2. c’e’ anche un diverso ordine di grandezza, le facce nel roberto secondo saranno si e’ no 350 🙂

  3. Personalmente consiglierei a Formigoni di metterci qualcos’altro, al posto della faccia.
    E scusate, ma quando ci vuole ci vuole.

  4. Non sono d’accordo con te, Giovanna. Ha fatto benissimo Formigoni a ricalcare la soluzione grafica più azzeccata per definire la sua fisionomia e stile politico. Nella ricostruzione del volto di Saviano, la scuola di Caserta si fa mosaico biologico dello scrittore, pudicamente traccia il confine dei suoi contorni e così facendo fa emergere un viso dallo sfondo, nero come la Camorra. Quei ragazzi, forse ingenui del proprio coraggio, sono carne e sangue della sua battaglia, morto lui, morti noi.
    Invece il Roberto di Lecco – nomen omen – che con te condivide il rotacismo (ma anche in quello è diverso) bara solo sullo slogan mentre visivamente è così trasparente nel suo messaggio. Ma se la fotografia di Saviano ha l’iconografia e i colori della sfida, non ride, al massimo irride, il cameo di Formigoni sembra più il santino da portafoglio, la posa che campeggia sul comò della nonna, corpo di tre quarti, bavero della camicia in vista, foto da passaporto che non si controlla perché è chiaro che il signore è a posto, e magari è proprio quello contraffatto. Ha il sorriso che non sorride di chi la sa lunga e lo sguardo cadente di chi è pronto per l’eternità del suo ruolo (anche l’aldilà deve essere federalista, avrà pensato il Roberto: nell’aldiqua la presidenza regionale è già cosa eterna).
    Formigoni è trasparente perché attraverso di lui vedi cosa c’è dietro: persone. C’è qualcosa di inquietante, tuttavia perché a guardarli bene i suoi elettori si ripetono come in un pattern, stesse facce, stesse identità, ilragazzo in tuta blu in alto a sinistra dell’orecchio del candidato e di nuovo alla destra dell’altro padiglione, e ancora giù sul colletto della camicia e ancora da qualche altra parte, la ragazza con la frangia è sulla fronte e sul naso, poi sul mento, e via via, lui, lei e gli altri, cloni fagocitati nella loro unica funzione alimentare per lo stomaco del Leviatano lombardo che come il serpente ha già vinto ancor prima di vincere e si preoccupa in anticipo della propria digestione.
    Ma ciò che è tetro e rivelatorio di questa immagine è che gli elettori non esauriscono l’immagine di Formigoni e a differenza di Saviano dilagano oltre i suoi confini. Formigoni non si presenta come un’inclusione dei cittadini, troneggia su di loro, adombrandoli dall’alto. Per questo il suo slogan è sbagliato: è un problema di preposizioni semplici. Roberto non è uno “di” loro, non è né “tra”, né “fra” loro. Non è di certo “con”. Forse è “per”, ma non ci giurierei. Di sicuro non “in” loro.
    Formigoni avrebbe invece dovuto adeguare la semantica del suo slogan fasullo alla sincerità dell’immagine. Avrebbe potuto scrivere “Roberto, uno su noi”, tutti lo avrebbero creduto, votato lo stesso, il manifesto elettorale avrebbe guadagnato e la rielezione certa e la foto da lasciare ai suoi tanti devoti sulla lapide che di certo non si farà mancare il ciellino cattolico quando trasvolerà al Regno dei Cieli, sperando che anche lì non si sia passati alla democrazia rappresentativa. Così facendo avrebbe salvato la faccia.

  5. ciao Gio non ero così perplessa sul manifesto di Formigoni (visto il piattume delle campagne del PD) ma mi hai fatto riflettere con il tuo post e i vari link..poi oggi su Prima Comunicazione ne ho trovata un’altra del genere “Facce di supporto” per la promozione di Style.it.

  6. Mariella, sì anche quella che indichi tu: basta facceeeeeeeeeeeeee. 🙂

  7. Ma non se po’ vede’…!!! Se Formigoni vuole alludere chiaramente ad un impegno da parte sua contro le mafie, stiamo tranquilli tutti che non c’è. L’andrangheta ha campo libero in Lombardia terra ricca di cemento e appalti e la politica non si oppone.(e questo in tutto il nord). Da noi, un comune della provincia di belluno sabato 30 gennaio hanno fatto saltare l’auto di un assessore.(e non sono atti riconducibili al costume locale).
    Formigoni vuole assomigliare a Saviano per un impegno antimafia o gli è piaciuta l’idea del suo volto calcato su altri volti, così per pura schiccheria mediatica.
    Può essere solo la seconda
    Rosanna

  8. Giovanna, che coglionazzi che sono questi dell’entourage Formigoni/pdl: firme falsificate, inesistenti, riciclate. Non era peregrino il mio commento. Spero in futuro di non fare la fine di un Laocoonte. 🙂

  9. No che non era peregrino, Ugo… 🙂

  10. Grazie Guido, mi pare tutto sommato un articolo sovradeterminato. I pessimi comunicatori di Formigoni hanno copiato in malo modo una roba stravista. Mica altro da aggiungere… 🙂

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