Giovani talenti e TNT

Mi scrive Giulia, che si è laureata con me un anno e mezzo fa:

Ciao Giovanna,
un giorno che ti vuoi divertire potresti fare un post su TNT, il festival dei giovani TaleNTi italiani, www.festivaltnt.it.

Dal «video emozionale» (è proprio il titolo del video) fino al comunicato stampa (se vuoi farti due risate leggi «sintesi»), è tutto un fantastico susseguirsi di retorica inutile e incapacità comunicativa, il tutto nel nome della «meritocrazia» (la parola più «in» del momento, o no?).

Non varrebbe la pena di spenderci due parole se non fosse che, naturalmente, lo sovvenzioniamo noi tutti.»

In effetti è fin troppo facile smontare la retorica con cui il Festival TNT (l’esplosivo? il fumetto Alan Ford? l’album degli AC/DC?) del Ministro della Gioventù scimmiotta la creatività e i giovani mettendo in bocca un po’ di ovvietà a una manciata di testimonial più o meno privilegiati.

Allora facciamo così: fatti un giro sul sito www.festivaltnt.it, guardati il video cosiddetto «emozionale» e, se il gioco ti piace, divertiti tu.

😀

5 risposte a “Giovani talenti e TNT

  1. Ma soprattutto (al di là della comunicazione dell’evento) con il 26% di disoccupati sotto i 35 anni in Italia, il ministro della Gioventù indice il Festival dei giovani TaleNTi per festeggiare la meritocrazia.

    Ho come la sensazione che ci prendano un po’ per i fondelli…

  2. Il video è talmente “emozionale” che arrivati a metà ci scappa uno sbadiglio…

  3. Qualche tempo fa la soglia per non essere più giovani era 26 anni. Ora siamo passati ai 35.

    Inoltre, pensando a quanto potenziale creativo e passionale si sta umiliando nella scuola con i tagli recenti mi vengono dei pensieri molto emozionanti, tipo film d’azione, per capirci.

  4. Bella fetecchia! Oltre a non funzionare è anche difficile capire a cosa serva. Io ho il vago sospetto qualunquista che cose del genere servano a piazzare qualche trombato o a rifilare mini-appalti.

  5. Il video è di un’ovvietà imbarazzante, e mi sembra anche riproporre i soliti stereotipi di genere: nessuna donna medico, avvocato o insegnante… ma in compenso neanche nessun piccolo Billy Elliot per Roberto Bolle.

    La musica mi ricorda tanto quella delle favole Disney, soprattutto quella che fa da sfondo al logo finale. Magari è solo una mia impressione, però trovo che affossi ulteriormente la già scarsa credibilità dei giovani famosi. Come se dicesse: “loro ce l’hanno fatta, per te rimane un sogno.” Non certo un messaggio positivo.

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