Umberto Eco e Matteo Salvini a «L’infedele»: su leghisti e razzismo

Lunedì sera, in chiusura di un’intervista a «L’infedele», Umberto Eco dice una frase che immediatamente suscita la protesta di Matteo Salvini, della Lega, presente in studio.

Dice Eco: «Ogni posizione politica crea i propri folli marginali. Se in Italia esiste la Lega, poteva esistere anche Casseri».

Al che Salvini subito si altera: «Sono a disagio perché, va bene dar voce agli intellettuali, però sentire Eco, che può aver scritto i libri che vuole, dire – e mi piacerebbe che lo rimandaste in onda, altrimenti me ne vado – dire “Se in Italia esiste la Lega, allora c’è anche spazio per uno come Casseri”, è una bestialità. Può essere un professore, un intellettuale, può aver scritto dei bei libri che ho letto, ma liquidare tre milioni di elettori della Lega al nord alla stregua del mostro, dell’assassino di Firenze, è una fesseria, è una cazzata, è sinonimo di ignoranza».

Ora, di solito Eco pesa bene le parole che usa. E anche in questo caso l’ha fatto.

Eco infatti non ha detto qualcosa come «tutti i leghisti sono come Casseri», che sarebbe scorretto nei confronti dei milioni di elettori che votano Lega, sono sani di mente e niente affatto razzisti.

Eco ha detto che, all’interno dello sfondo culturale in cui la Lega si muove, possono nascere forme di «follia marginale» come quella di Casseri, il che non solo è vero, ma qualifica il fenomeno come «marginale», e dunque fa il contrario di una generalizzazione, che vuol dire attribuire alla totalità di un insieme le caratteristiche di un suo sottoinsieme o, peggio, di un solo esemplare di quell’insieme.

Analogamente capita a qualunque posizione politica, ha specificato Eco. Nel dicembre 2009, aggiungo io, l’antiberlusconismo produsse per esempio il caso di Massimo Tartaglia, lo psicolabile che colpì Berlusconi in faccia con una statuetta raffigurante il duomo. E altri esempi si possono fare.

Ora, un po’ di provocazione, sapendo che in studio c’era Salvini, secondo me Eco ce l’ha messa. Poteva immaginare benissimo che la reazione sarebbe stata quella. E poteva pure immaginare che molti leghisti, vedendo la scena da casa, avrebbero pensato e reagito esattamente come Salvini, sentendosi tutti liquidati come l’assassino di Firenze.

In altre parole, se Eco fosse stato un politico o un giornalista, avrebbe dovuto evitare la frase o fare una ulteriore precisazione. Aggiungere una spiegazione. Ma nella sua posizione non credo debba spiegare nulla. Basta semplicemente rivedere l’intervista.

L’intervista comincia dal 3° minuto in poi e dura circa 5 minuti:

38 risposte a “Umberto Eco e Matteo Salvini a «L’infedele»: su leghisti e razzismo

  1. da tutto ciò si desume ulteriormente che i famosi corsi per la comprensione e l’apprendimento della lingua italiana li dovrebbero seguire i leghisti come salvini.

  2. Vedo che leggere i libri di Eco non ha permesso a Salvini di comprendere il significato di due frasi ben strutturare e logiche.

  3. Ma Eco è un signor troll :D

    Salvini tra l’altro ha sbagliato, secondo me, perché così facendo ha identificato gli elettori della lega con Casseri. Allora possiamo dire che questa identificazione era nella sua testa.

    Voglio dire, Eco potrebbe tranquillamente rispondere: «questo non l’ho detto io, l’hai detto te.»

    Ad essere rompiballe io trovo che poteva risparmiarsi la parola “follia”, perché Casseri era tutt’altro che un folle, insomma credo sia ben conscio di ciò che faceva.

  4. @Giovanna scrive: “Eco infatti non ha detto qualcosa come «tutti i leghisti sono come Casseri», che sarebbe scorretto nei confronti dei milioni di elettori che votano Lega, sono sani di mente e niente affatto razzisti.”

    Oddio, Eco ha detto proprio e precisamente che la Lega è razzista. Punto. Cosa che poi ha sempre pensato e scritto, e della dirigenza e di chi la voti, su un’infinità di bustine e saggi.
    Riguardiamo la frase: “Ogni posizione politica crea i propri folli marginali. Se in Italia esiste la Lega, poteva esistere anche Casseri””
    Ogni X crea alcuni Y. Se in in talia esiste X allora si creano degli Y.
    Ma il comune denominatore, l’anello di giunzione, è il razzismo che imparenta la Lega e Casseri.
    Non solo Eco ha provocato bene e giustamente ma non h alsciato alibi all’elettore leghista: poiché la Lega è razzista in quanto matrice culturale della follia di Casseri, l’elettore che voti lega è imparentato con Casseri. E se non lo è un cretino perché non riconosce nella Lega (dei Borghezio) il razzismo fondativo della sua ragion d’essere.

  5. (refuso)
    E se non lo è, è un cretino perché non riconosce nella Lega (dei Borghezio) il razzismo fondativo della sua ragion d’essere.

    Santiago
    Sulla questioen della follia si sono incartati anche i senegalesi da Lerner.
    Casseri era ideologicamente folle. Ma essere ideologicamente folle nulla toglie alla premeditazione del gesto. L’errore è identificare la follia nel solo raptus.

  6. Sono d’accordo con te rispetto al comportamento di Eco. Tuttavia non credo che abbia esattamente centrato il bersaglio. Casseri sarebbe esistito anche senza il leghismo. La sua storia è diversa, viene da quegli ambienti di estrema destra che hanno una storia ben precisa, radicata (fortissimi nel centro Italia, tra l’altro) e del tutto indipendente da quella della Lega. Certo è che il leghismo, con il suo linguaggio, ha sdoganato e “normalizzato” un linguaggio e un pensiero razzisti per cui oggi non ci si vergogna più (da parte di molti) nell’esprimere pensieri di cui prima ci si vergognava; e gli estremisti e i folli trovano pane per i loro denti. Tuttavia con Casseri la Lega non c’entra nulla, quindi posso anche capire Salvini, anche se la sua risposta ha fatto pena.

  7. Casseri non c’entra nulla con la Lega, è vero, ma la Lega c’entra con Casseri? Mi spiego: ci sono tanti modi per portare avanti una politica autonomista o indipendentista, se la Lega ha scelto quello dell’identità, della tradizione, del ritorno a un passato mitizzato, così facendo si avvicinano al tipo di operazione culturale e politica portato avanti dall’estrema destra di cui Casseri faceva parte.
    Poi è chiaro che dentro la Lega ci sono sensibilità e posizioni diverse, ma resta il fatto che non stiamo parlando di una corrente minoritaria, ma di uno degli aspetti fondamentali del nation

  8. (scusate, ho premuto invio per sbaglio)
    … Del nation-building della Padania.

  9. Concordo in pieno con quanto scrive Giovanna, solo una cosa riguardo a quello che scrive @Ilaria: neanche Borghezio c’entra nulla con la Lega (è un estremista di destra per sua stessa ammissione) eppure ne è uno dei massimi dirigenti

  10. Sono certo del fatto che Eco ha fatto volutamente di tutta l’erba un fascio, ma trovo che collegare la Lega Nord a Casseri sia stato comunque uno sgradevole parallelismo. Il disprezzo per gli stranieri è un fattore comune, ma se da una parte rimane attenuato, dall’altra è sfociato in 2 omicidi orribili. Eco sembra voler dire che il naturale sbocco del primo è il secondo. Secondo me così non è. Io non sono assolutamente leghista, ma ripeto: rimane una sgradevole e gratuita provocazione.

  11. Eco detesta la Lega, con qualche buona ragione, e ha colto l’occasione di attaccarla a costo di essere impreciso.
    Primo, perché non è vero che OGNI posizione politica crei i propri folli marginali. Le posizioni moderate, come quelle della DC di un Moro o di un Andreotti, o quella attuali di un Casini, non generano nessun folle marginale. Sono posizioni molto criticabili, ma riconosciamogli questo (piccolo?) merito. :-)
    Secondo, perché Casseri con la Lega c’entra ben poco, come nota Ilaria.

    Aggiungo, in disaccordo con Ugo, che non credo che si possa dire che la Lega nel suo complesso si basi sul razzismo. Ha una componente xenofoba, che non è razzismo — non che la xenofobia sia una bella cosa.
    Sbavature razziste possono esserci, magari in qualche Borghezio, ma sono marginali, e non hanno innescato nessuna seria tensione razziale. L’Italia ha per fortuna, e per suo merito, forti anticorpi contro il razzismo, perfino all’interno del movimento leghista.
    La (brutta) componente xenofoba, rivolta all’immigrazione extra-comunitaria, si è aggiunta alla ragione fondativa originaria: la legittima difesa degli interessi delle popolazioni settentrionali, danneggiate da trasferimenti, tramite tasse, di denaro al Sud, che non sono nell’interesse neanche del Sud. Vedi il libro, bello e documentato, Il sacco del Nord di Luca Ricolfi, autorevole sociologo di sinistra.
    Che poi la Lega abbia fatto abbastanza fiasco, rispetto al suo scopo originario, e si riveli sempre più demagogica e irresponsabile, e perciò probabilmente destinata a sparire a breve, è un altro discorso.

  12. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  13. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  14. Le posizioni moderate, come quelle della DC di un Moro o di un Andreotti, o quella attuali di un Casini, non generano nessun folle marginale.
    - – -

    Questo blog è alla frutta? Speriamo sia almeno secca.

  15. le posizioni di un andreotti o di un casini non generano follie marginali? dobbiamo raccontare di nuovo la storia di Andreotti? o la storia di Casini con Cuffaro?

  16. Guardate che stando ad alcune fonti Casseri con la Lega c’entrava e come. Se è vera poi la notizia che sta girando ultimamente… Si sta discutendo se in questo video al minuto 6:20 circa ci sia lui e Borghezio con altri esponenti:

  17. @luzifer

    pronto a ricredermi, se mi dai qualche esempio di “folli marginali”, nel senso inteso da Eco, associabili a partiti moderati — i quali per definizione non predicano nessuna rivoluzione che voglia cambiare il mondo o restaurare qualche età dell’oro, sulla base di qualche ideologia.

    E’ invece facile trovare esempi di “folli marginali” associabili a molti movimenti e partiti estremisti: giacobini, reazionari, fascisti, anarchici, socialisti, comunisti, teocratici o religioso-integralisti. Difficile sostenere che le vecchie e nuove DC, e i molti partitoni occidentali moderatamente conservatori o moderatamente liberali o socialdemocratici, rientrino in queste categorie.

    La mia personale simpatia non va ai moderati, ma qualche pregio glielo vogliamo equamente riconoscere? :-)

  18. Sono d’accordo con le acute parole di Umberto Eco e con le tue. Non dubito della sanità mentale degli elettori della Lega ma non capisco perché la votino! Sono razzisti, incoerenti e fuori dal mondo!

  19. Concordo e poi sconcordo con @Ben
    Eco ha colto l’occasione di sottolineare uno degli aspetti pericolosi del pensiero e dei proclami leghisti, la xenofobia, che spesso – e qui sconcordo – è un modo carino per definire il razzismo.
    “Sbavature razziste possono esserci, magari in qualche Borghezio”, ma questo Borghezio non è uno qualsiasi, è pure un europarlamentare. Inoltre il fatto che i suoi proclami razzisti (ieri parlava a “La zanzara” di Italia bianca e cristiana) non inneschino nulla, non è scientificamente dimostrabile. Anzi.

    La paura per l’immigrato (o migrante che dir si voglia) e la sinonimia straniero-delinquente non sono purtroppo stati innestati da movimenti di estrema destra, ma da proclami continui che arrivavano da rappresentanti del governo.

  20. Sono d’accordo con la lettura di Ugo e francamente mi sento di affiancare con punto esclamativo le parole di Eco.

    Mi sono ricordata della discussione di un anno fa proprio su questo blog (http://giovannacosenza.wordpress.com/?s=veneto+de+benedetti), dove si rifletteva sull’associazione, che si suppone opinabile, fra Lega Nord e razzismo. E quindi fra Leghisti e razzismo.

    Dal mio punto di vista mettere in questione la natura razzista dei leghisti può risultare fuorviante (a meno che non ci si muova nel “laboratori protetti” dell’indagine scientifica, che ha spazi preposti e deve comunque fornire convincenti giustificazioni), e offre una sponda a chi ha tutto l’interesse a continuare a considerarsi tollerante pur sentendosi tutto sommato a proprio agio in una cornice di valori chiaramente xenofoba, contribuendo a riprodurla. Pur ammettendo che un elettore leghista sia mosso da spinte difficili da catalogare (a ciascuno poi, fuori dalla scienza, la responsabilità in coscienza dei propri giudizi), ciò che secondo me va ribadito – e mi pare perfettamente in linea con quanto affermato da Eco – sono gli esiti a cui quella precisa proposta culturale (anti-culturale se si parte dai presupposti dello Stato di Diritto e li si prende sul serio) predispone. In questo senso è possibile tracciare un fllo di congiunzione fra i contenuti leghisti, ahinoi attecchiti negli anni, e le loro possibili derive. Ecco perchè il riferimento alla follia marginale di Casseri. Marginale sì, ma sempre all’interno di quella cornice di valori, che può andare (purtroppo) anche al di là di quel partito, magari in forme più sommerse, ma lì è particolarmente condensata e visibile. E soprattutto progettuale.

    Quella di Eco, quindi, non è stata secondo me una provocazione, ma una chiara, cristallina denuncia. E credo che nessuno a parte Salvini si arrischierebbe a definirla poco intelligente, visto che di Eco si tratta. Quindi a noi, che Eco non siamo, e che proponiamo di fatto gli stessi contenuti, non ci resta che sfruttarlo come scudo nella prossima discussione in cui sembrerà che tutto sia opinabile.

  21. Va bene, allora diciamola tutta e spieghiamola bene. Quante persone sono razziste? Quasi nessuna, in quanto il razzismo implica che si creda alla superiorità biologica di una etnia e quindi a una ereditarietà genetica delle caratteristiche di personalità, quindi a una razza.
    Quante persone invece sono intrise di infinite forme di discriminazione (per censo, pelle, religione, sesso, genere)? Moltissime.
    La questione è che la qualifica di razzismo serve a chi voglia combattere le discriminazione esistenti, perché funziona da reductio ad hitlerum e retoricamente è potentissima (come la qualifica di antisemita o pedoflio, per intendersi).
    Oggi noi facciamo i ganzini e ci crediamo più tolleranti e colti dei nostri avi della prima metà del secolo. Ma ricordiamoci che essere razzisti nei primi anni ’50 era non solo possibile ma la norma. Le teorie di Galton e di molti studiosi sembravano legittimare l’esistenza di razze; l’eugenetica, nonostante oggi ci abbiano rincitrullito con l’attribuzione al nazismo di ogni nefandezza umana, compare negli Stati Uniti d’america come programma di Stato post puritano, sterilizzando per decenni imbecilli, criminali, omosessuali e stupratori, tanto che lo stesso Hitler dichiarò di ispirarsi per la sua legge del 1933 alla politica dello statunitense Harry Laughlin, cui fu consegnata addirittura una laurea ad honorem a Heidelberg.

  22. Ragazzi, ma stiamo parlando di Matteo Salvini. Perchè aggiungere altro.

  23. Io sono un grande ammiratore di Eco. Alcuni dei suoi libri hanno segnato il mio sviluppo intellettivo. E sono anche un lettore assiduo di questo blog. In questo caso però mi trovo un po’ in difficoltà a comprendere le parole di Eco. E questo è sicuramente dovuto ad una mia limitazione. Se qualcuno volesse quindi aiutarmi a comprendere gliene sarei grato.
    Da un punto di vista logico quello che dice Eco non mi sembra sbagliato. E di sicuro non ha detto che tutti i leghisti sono come Casseri. Quello che a me pare un punto debole dell’argomentazione di Eco è il legame molto sfuggente tra premessa minore e conclusione.
    Ecco come io interpreterei i passaggi:

    Premessa maggiore: Ogni posizione politica crea i propri folli marginali
    Premessa minore: La lega esprime una posizione politica
    Conclusione: La lega crea i propri folli marginali

    Il che non fa una piega e non la farebbe sostituendo qualsiasi altro partito o movimento politico a “la lega”. Ciò che mi risulta difficile comprendere è che come conclusione Eco abbia detto: “poteva esistere anche Casseri”. Ma non mi pare che Casseri sia un leghista. Oppure ho capito male?
    Se non ho capito male il sillogismo corretto sarebbe dovuto essere:

    Premessa maggiore: Ogni posizione politica crea i propri folli marginali
    Premessa minore: Casa Pound esprime una posizione politica
    Conclusione: Casa Pound crea i propri folli marginali

    Parafrasando: «Ogni posizione politica crea i propri folli marginali. Se in Italia esiste Casa Pound, poteva esistere anche Casseri»

    Oppure come dice Ugo, bisogna leggere tra le righe e trovare gli anelli di congiunzione reconditi?

    Saluti

  24. Credo che Dioniso abbia ragione. Dare una forma logica corretta all’argomentazione di Eco mi sembra un’impresa disperata. O almeno io ci ho provato in vari modi e non ci sono riuscito.
    Ragionare male è facile, ragionare bene è difficilissimo. Anche per Eco. :-)

  25. @Ben
    Eco ha ragionato benissimo, Ben. Vediamo di fare chiarezza.

    Eco dice: “Ogni posizione politica crea i propri folli marginali. Se in Italia esiste la Lega, poteva esistere anche Casseri”

    Dioniso ci ha provato e ha sviluppato un erroneo sillogismo che pecca nella premessa minore:
    Premessa maggiore: Ogni posizione politica crea i propri folli marginali
    Premessa minore: La lega esprime una posizione politica
    Conclusione: La lega crea i propri folli marginali.

    Quel che sfugge è che il ragionamento di Eco è un’implicazione in modus ponens. Lo schema è: p allora q(n) (dove n è numeratore).
    Il punto è che Eco non esplicita l’ovvio ovvero che la posizione politica p è il razzismo. Il trucco per capire il ragionamento sta tutto lì.
    Quindi la Lega NON è una posizione politica (p) ma è il folle marginale (q) che deriva dal razzismo (p).
    Perciò il razzismo (p, che è una posizione politica perché, si badi, Eco non parla di partito) crea i propri folli marginali (q).
    La Lega è un folle marginale (q1), Casseri anche (q2).

  26. Grazie Ugo. Allora ci riprovo seguendo il tuo suggerimento.

    Tu dici che il ragionamento di Eco è un’implicazione in modus ponens. Lo schema è: p allora q(n). Dove la Lega non è la posizione politica (p) ma è il folle marginale (q) che deriva dal razzismo (p).

    Bene, quindi l’implicazione sarebbe: il razzismo p implica (la generazione di) un folle marginale. E il folle marginale sarebbe in un caso la Lega e in un caso Casseri…

    No, devo dire che non trovo convincente neppure quest’argomentazione. Principalmente per due motivi.

    1. Ci sono troppi passaggi sottintesi
    2. Quello che abbiamo ricavato è che A implica B e A implica C. Dove A e C sono la lega e Casseri. Ma in tal caso la logica non consente di trovare legami tra due conseguenze derivanti dalla stessa premessa.

    Intendiamoci, io penso tutto il male possibile sia sul razzismo sia sulla lega. Nonostante ciò non riesco a comprendere quell’argomentazione.

    Saluti

  27. Ugo, Dioniso… accidenti che scavo. Complimenti.

    Credo che la lacuna che Dioniso avverte sia da colmare cercando nella pragmatica, più che nella logica. Insomma, sono nessi più da implicatura conversazionale di Grice, a naso. Anche se in questo momento non ho tempo di esplicitare i vari passaggi: non mi occupo più di logica e implicature conversazionali da… nove anni. Ehm.

  28. Vorrei scavare una fossa…….. Dioniso secondo me ha un problema di coscienza. Altrimenti non mi spiego come mai debba ribadire “io penso tutto il male possibile sia sul razzismo sia sulla lega”. Che bisogno c’è di ribadire ‘sta cosa? Qui forse c’è qualcuno che pensa che la Lega non sia una follia in sé e per sé? Non sono leghisti quelli che hanno tentato di marchiare con simboli padani (sic) i banchi di una scuola? Sapete, troverei esilarante se un giorno qualcuno sostenesse che il nazismo ha prodotto i suoi “folli marginali”. E ‘sti cazzi!

  29. Grazie per la risposta giovannacosenza… Anche se la mia perplessità rimane. Ma probabilmente mi mancano gli strumenti. Conosco un po’ di logica, ma purtroppo non so nulla in fatto di comunicazione. Come si può evincere anche dal fatto che il mio, forse troppo zelante, tentativo di chiarezza per fugare malintesi alla fine ha prodotto l’effetto opposto portando luziferszorn a pensare che io abbia problemi di coscienza. No, luziferszorn, ti posso assicurare non ho alcun problema di coscienza.

    Un saluto

  30. Qualcuno ha seguito le polemiche intorno a Femmismo a Sud e i cosiddetti “intellettuali dialoganti” con Casa Pound? Se sì dovreste capire cosa intendo dire con “problemi di coscienza”. Forse non sarà Dioniso ad averne, ma sicuramente le sue parole intercettano un problema di coscienza collettivo nei confronti della Lega e della sua intrinseca follia.

  31. Per capire la posizione di Eco, io proporrei di tenere ben distinti due i piani:
    1) quello che ha capito Salvini
    2) quello che voleva dire Eco

    1. Salvini ha creduto di fare un’inferenza logica, ma, come ha rilevato Giovanna, si è sbagliato. Al massimo, quello che lui ha capito si fonda su un’implicatura conversazionale alla Grice, che è comunque distorta, perché Eco non voleva suggerire che gli elettori leghisti siano come Casseri (su questo tornerò nel secondo punto). Per fare un esempio di comune implicatura: se assisto a un esame e vado a riferire agli amici che la metà dei candidati l’ha superato, i miei amici, applicando la regola della quantità di Grice (dare tutte le informazioni di cui si è in possesso, se sono utili alla comunicazione), fanno benissimo a intendere per implicatura che l’altra metà non l’ha superato. Tuttavia si noti che dal punto di vista logico l’implicazione non sarebbe corretta, visto che la verità di “La metà ha superato l’esame” segue logicamente sia da “Tutti l’hanno superato” sia da “Metà l’ha superato e metà no”, sicché in termini strettamente logici non è stabilito cosa sia accaduto all’altra metà.

    2. Cosa voleva dire Eco? Io ritengo che per capire il modo in cui Eco intende il rapporto Lega/Casseri sia utile rileggere le pagine 135 (e dintorni) e 230 (e dintorni) del “Nome della rosa”, dove si parla rispettivamente di “sillogismo pratico” e di “perfido sillogismo”. Eco, per bocca dell’abate (nel primo caso) e di Guglielmo (nel secondo) discute il rapporto tra francescani e dolciniani (tralascio qui il fatto che nel primo caso l’abate confonde i fraticelli coi dolciniani, con quel che ne consegue). Ebbene, lì è chiaro che i dolciniani sono degli esempi perfetti di “folli marginali”, cioè individui che dalla premessa che la chiesa debba essere povera traggono la conclusione delirante che tutti i preti ricchi devono essere massacrati. E si noti che in quelle pagine Eco alludeva chiarissimamente al rapporto tra sinistra istituzionale e brigate rosse, sicché il rapporto che lui suggerisce oggi tra Lega e pazzi criminali come Casseri diventa più chiaro. A mio parere, in tutti e tre i casi Eco raccomanda ai “maestri” (francescani, comunisti e leghisti) di stare attenti a come formulano le loro dottrine, per evitare che i seguaci paranoici entrino nel gorgo cognitivo del “perfido sillogismo” e si mettano a fare fuoco all’impazzata.

  32. luziferszorn, giusto per essere più chiari. Volevo far capire che Eco è un mio mito e la lega è agli antipodi della mia visione politico/sociale. Ma ciò non basta a farmi accettare qualsiasi cosa Eco dica a proposito della lega anche se quello che dice non lo capisco. Così ho voluto sfruttare l’opportunità di questa interessante discussione per capire meglio.

    MarcoT, grazie. La tua interpretazione mi sembra la più chiara, lucida e comprensibile. E dando uno sguardo al tuo blog, che non conoscevo, si capisce perché.
    Attraverso questa discussione sto imparando cose interessanti. Come dicevo, conosco un po’ di logica, soprattutto dalla prospettiva matematica, ma ignoravo il lavoro di Grice. Qualcuno potrebbe consigliarmi qualche testo (anche in rete) per avere un’idea della sua teoria?

    Una considerazione conclusiva che mi viene in mente è la seguente. Se per trovare un’interpretazione plausibile delle parole di Eco è stato necessario scomodare la regola della quantità di Grice il “sillogismo pratico” e il “perfido sillogismo”, che cosa può aver capito l’ascoltatore medio?

    Trovo questa discussione molto stimolante e se la padrona di casa non ha nulla in contrario vorrei tenerne traccia sul mio blog copiandone degli stralci.

    Grazie.

  33. Dioniso: su Grice nel 2002 ho pubblicato io un intero libro con Bompiani. Non è per citarmi, ma è l’unica introduzione in italiano che c’è. :-)

    È un libro accademico, ma comunque è scritto in modo chiaro. Lo trovi seguendo il link «Pubblicazioni», nel menù in alto.

  34. Dioniso, qui non si tratta di capire Eco (il cui passo dovrebbe essere assimilato per via diretta, istintiva direi) ma di capire la Lega. I vostri interventi tendono a fare le pulci alle tre frasette di Eco per giungere finalmente a determinare che “il professore” non volesse identificare la Lega come qualcosa di pericoloso (razzista e fascista) a livello politico e sociale. Questo è quello che deduco leggendo alcuni vostri interventi (a partire dalla padrona di casa ovviamente) che tendono, non so quanto coscientemente, ma lo fanno, ad alleggerire le posizioni follemente reazionarie della Lega nel quadro complessivo di tensioni sociali in chiaro allarme rosso.

    Parafrasando Eco potrei dire che “Ogni discussione tente a produrre la propria retorica marginale. Se Cosenza ridimensiona la denuncia/provocazione di Eco reinterpretandola ideologicamente, qualsiasi suo interlocutore può anche andare oltre”.

    Ditemi, allora, che senso ha di fronte ad una situazione di emergenza sociale agire a livello di superfetazione critico-analitica su un concetto/denuncia che sottintende l’ovvio ma che nella quota esplicitata risulta comunque cristallino?

  35. Leggo per la prima volta questo blog e sono rimasto affascinato dalle dotte disquisizioni sulla polemica Eco-Salvini (a dire la verità mi ci sono anche un po’ perso). A mio modesto parere ciò ha affermato Eco è chiarissimo e – personalmente – lo condivido appieno. Aggiungerei che la Lega Nord è un movimento politico chiaramente fascista, xenofobo e razzista, tanto nell’ideologia quanto nel linguaggio e nella prassi. Il resto mi sembran questioni di lana caprina.

  36. Grazie giovannacosenza!
    Un saluto e buon 2012: il nostro ultimo anno ;-)

  37. Prof. Segnalo questa “curiosa” nota:
    http://www.elmundotoday.com/2009/02/umberto-eco-es-detenido-junto-a-una-prostituta/

    Què mal gusto tienen algunos para hablar sobre interpretaciòn.

  38. Pingback: Ambiente e linguaggi 2: nuovi razzismi e nazismi?? at Blog di Ocula

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