Perché Carfagna batte Costamagna 5 a 0

Il duello fra Luisella Costamagna e Mara Carfagna andato in onda nella prima puntata di «Robinson», il nuovo programma su Rai 3 il venerdì sera, è già rimbalzato qualche centinaio di migliaia di volte su internet. Facile da prevedere: la scena riproduce il cliché «donne che litigano» (meglio se belle, una mora e una bionda), uno dei più cliccati su YouTube e Google.

Costamagna contro Carfagna

Facile anche immaginare perché la redazione di Robinson abbia deciso di inserire la scena: da quando c’è il governo Monti, i talk show stanno patendo un calo di audience che va di pari passo col calo di risse in diretta. Per lanciare il nuovo programma ci voleva qualcosa d’impatto sicuro.

Detto questo, sarebbe stato meglio che la conduttrice, nella prima puntata, portasse a casa la partita, dando prova di professionaltà e abilità di conduzione. Invece Carfagna batte Costamagna 5 a 0 perché:

  1. Carfagna si controlla meglio di Costamagna: ha una gestualità più composta (mentre l’altra si muove a scatti: vedi gli ammiccamenti del volto e i movimenti continui delle mani e della gamba accavallata), parla in modo più lento e regolare (mentre l’altra inserisce spesso la sua voce in sottofondo, la interrompe o le toglie la parola), e nel complesso Carfagna, a parte una défaillance quando dice «tassi bacchi» al posto di «tacchi bassi», riesce a formulare più spesso di Costamagna frasi complete e dotate di senso (mentre l’altra spesso lascia a metà i concetti, giocando di allusioni e presumendo che siano gli spettatori e le spettatrici a completare, complici, il senso di ciò che dice).
  2. Carfagna toglie gran parte di forza all’attacco sul «suo passato», non solo perché corregge, non smentita, alcune informazioni (non era un «calendario sexy» ma un «publiredazionale», Berlusconi non ha detto che «voleva sposarla» ma che era «una donna da sposare, che è diverso»), ma perché dice di non «rinnegare nulla del suo passato» e lo dice dall’inizio, come tante altre volte ha fatto: insistere sul punto non avrebbe più senso, ma Costamagna lo fa lo stesso, a vuoto.
  3. Poiché la conduttrice insiste, Mara Carfagna sferra il contrattacco fondamentale, in cui assimila il suo passato a quello della stessa conduttrice: «Mi ritrovo molto in alcune cose che lei dice, perché probabilmente ci sono dei percorsi comuni». Fino al colpo più duro: «Quando lei dice che Santoro le ha dato una grande possibilità, ha creduto in lei… anche in televisione avvengono cose di questo tipo, cioè carriere rapide che apparentemente vengono giustificate in base all’avvenenza della persona in questione e che poi invece dipendono dal merito, come anche nel suo caso. Anche sul suo conto ci sono stati molti pettegolezzi, ma io ho sempre pensato che lei fosse arrivata dove è arrivata non per la sua avvenenza ma per il suo merito. È una diversa impostazione».
  4. Per tutta l’intervista, Carfagna cerca di spostare la discussione dall’«immagine» (l’uso del corpo, i vestiti, i tacchi alti o bassi, i tailleur castigati o meno, l’età delle ministre) alla «sostanza» di ciò che un/a politico/a e un governo hanno fatto e fanno. Anche se il suo obiettivo è difendersi dalle allusioni sulla sua carriera, ha una ragione di fondo: «un programma di approfondimento» dovrebbe occuparsi (almeno in prevalenza) di contenuti politici e partire da informazioni ben fondate, centrando l’eventuale polemica su dati circostanziati, e non solo – o non troppo – sul gossip. Di gossip, in dosi più o meno alte, sono intrisi tutti i «programmi di approfondimento» – è vero – ma la dose di questa intervista è davvero massiccia. Il che fra l’altro stride con il modo in cui Costamagna aveva presentato il programma. Per esempio su Il Venerdì di Repubblica, a proposito di talk show aveva detto:

«Ce ne sono già tanti e fatti bene. E poi grazie al governo Monti i tempi sono cambiati e sono diverse anche le regole del dibattito in tv. Voglio occuparmi di attualità, smarcandomi dal dibattito-lite tra i soliti politici e i soliti ospiti. Più che sentire il parere di un deputato, mi interessa capire le opinioni di banchieri, pensionati, precari, sindacalisti.»

Nulla di questa buona intenzione appare nell’intervista. Al punto che Carfagna può fare il goal finale, che dal mio punto di vista è il quinto e definitivo:

«Onestamente mi aspettavo di parlare della condizione delle donne in Italia e nel mondo, e dei provvedimenti che abbiamo portato avanti, invece vedo che ancora è come se ritornassimo indietro e non si riuscissero a chiudere delle pagine che ormai fanno parte della vecchia storia del nostro paese, un po’ noiosa perché queste sono cose di cui ho parlato e riparlato in continuazione, fino allo sfinimento, mio e di chi mi ha ascoltato. […] Questo dovrebbe far parte di una trasmissione di gossip: siccome io sono venuta qui pensando che questa fosse una trasmissione di approfondimento politico, mi rifiuto di parlare di gossip, perché fa torto alla sua intelligenza, al suo spessore e alla sua autorevolezza».

Il tutto mentre Costamagna continua a chiederle, imperterrita: «Mi dica qualcosa di negativo di Berlusconi, io sono tutta orecchie e lei fa un salto rispetto alla storia che ha vissuto finora». Chiara l’intenzione di riportare indietro l’orologio del talk show, alla vecchia e cara contrapposizione a Berlusconi che sempre ha garantito l’audience. Ma a quale prezzo?

Sullo stesso tema leggi anche Loredana Lipperini e Marina Terragni.

54 risposte a “Perché Carfagna batte Costamagna 5 a 0

  1. una Costamagna poco lucida e francamente incarognita. Inguardabile.

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  3. Pingback: DONNE CHE LITIGANO « vitaliquida

  4. Completo accordo con quello che hai scritto, Giovanna.
    A parziale (molto parziale…) scusante della Costamagna va detto che, purtroppo, oggi quel tipo di trasmissioni vuole audience e scoop continui. A questa logica ci si dovrebbe sottrarre, ma poi non fai ascolti e non ti fanno condurre piu’ nulla. È un circolo vizioso che Costamagna non riesce a rifiutare e accetta, quindi, (perchè spero lo sappia anche lei visto che, in pratica, io non ho sentito demmeno una voce in suo favore, e tanto meno da sinistra), la figura modesta che ha fatto barattandola con qualche punto di share per la prossima puntata. Così va il mondo…

  5. Ho profondamente ammirato le doti di comunicazione della Carfagna: dall’autocontrollo non verbale, come ha detto lei, (tono di voce, espressione facciale e linguaggio del corpo – neutri -) alla proprietà di linguaggio, ma soprattutto per la sua capacità – che denota una certa capacità strategica – di saper contraddire il proprio interlocutore pur pienamente lusingandolo. Per quanto riguarda la fazione per la quale dovrei fare il tifo, mi ha lasciato afflitta, stanca, ma soprattutto mi ha fatto un po’ vergognare. Che credibilità ha una donna di sinistra che si lamenta dello show-biz delle vallette e della strumentalizzazione delle donne ecc…che poi non sa affrancarsi da uno scavare morboso e malizioso nei dettagli del gossip…

  6. Sul video hai detto tutto quello che c’era da dire; per quanto riguarda il prezzo, secondo me gli autori (e forse anche Costamagna) contavano sul fatto che il pregiudizio fortissimo nei confronti di Mara Carfagna sarebbe stato comunque una garanzia: anche difendendosi bene, non sarebbe comunque stata appoggiata dagli spettatori di Rai3 contro una giornalista associata ancora a Santoro.
    Il punto è che ha reagito così bene da far vacillare questa convinzione: anche i commenti al video su YouTube – di solito l’equivalente moderno di Radio Parolaccia 1991 – sembrano essere leggermente meno grossolani rispetto al passato…

  7. Graziano: ho scritto io stessa ciò che tu rilevi. Costamagna «doveva» farlo, ma doveva anche vincere il duello, non perderlo così miseramente. Dopo questa intervista, dalla prossima settimana la conduttrice riparte in salita. Non è detto che non si riprenda, perché tutti dimenticano tutto e molti – come previsto e voluto – intanto guarderanno la trasmissione per vedere se c’è dell’altro trash, ma per lei sarà tutta salita, perché ha davvero fatto una figuraccia, dimostrando poco controllo, poca documentazione, poca professionalità nel condurre. Immagino fosse tesa ed emozionata, però.
    Vedremo.

  8. Concordo, non c’è stata partita, Costamagna ha solo il merito di far sembrare simpatica Mara Carfagna. Chi l’avrebbe mai detto.

  9. Non ho visto la trasmissione e mi dispiace, ma per quanto concerne la Costamagna ho avuto il (dis)piacere di seguirla sulla 7 e la modalità di conduzione è sempre la stessa oltre al fatto che ha sempre dato luogo a dare spazio ed importanza al gossip piuttosto che ai contenuti seri di una trasmissione di “informazione”. Nulla di nuovo sulla Carfagna che insieme a poche altre ha dato spessore alle donne che ultimamente si occupano di temi seri-di cui la politica è un’area di grande interesse-

  10. Io ho visto poche ore fa l’intero spezzone, e secondo me Costamagna batte Carfagna 5-0 ma Carfagna riesce a far sembrare l’opposto con i suoi trucchetti di atteggiamento…
    1) il self-control sia verbale che non verbale di Carfagna è chiaramente artificioso, certamente sarebbe un must in un paese civile ed evoluto, come però il nostro non lo è, ora soprattutto per la parte di storia che anche lei ha contribuito a fare, quindi esprime essenzialmente ipocrisia;
    2) il depotenziamento che Carfagna riesce ad attuare è puramente formale, perché le sue argomentazioni difendono l’indifendibile e sono deboli anche sul piano logico tout court, il classico e ormai inflazionato “non rinnego il mio passato” non significa nulla in concreto, è soltanto un espediente dialettico per non apparire incoerenti;
    3) personaggi, contesti, e modalità che hanno fatto da trampolino alle carriere di Carfagna e Costamagna non sono minimamente paragonabili, come la conduttrice ha infatti tentato di spiegare, apparendo frammentaria e allusiva essenzialmente perché era l’ospite a sottrarle le prerogative di ruolo coi suoi discorsi compiutamente difensivi e indagatori, insomma Carfagna chiaramente è andata lì più “preparata” per il duello specifico, come una scolaretta che approfitta del fatto che è molto più facile per lei sapere tutto dell’insegnante che viceversa;
    4) la discussione sui temi dell’immagine era legittima in ragione del personaggio ospite, e persino in linea con la trasmissione, che a dispetto di quanto persino Costamagna dimenticava a tratti, era annunciata come talk di atttualità E COSTUME, non puro approfondimento e tantomeno prettamente politico;
    5) “andare avanti” nel dibattito sulla condizione delle donne in Italia significa forse dimenticare ciò che è stato propagandato senza remore fino a 3 mesi fa? dunque da metà novembre 2011 ogni discorso improntato su Berlusconi e su una tv che tuttora sopravvive ampiamente, sarebbe da confinare in programmi di Rai Storia?
    In aggunta noterei che il giornalismo offerto da Costamagna in questo pezzo non è certamente dei migliori, ma comunque dignitoso, rientra nelle righe del provocare e incalzare, che mi risultano propri di un giornalismo cosiddetto d’assalto, che non mi pare si possa ritenere screditato da da una mimica arcigna, ostile e nervosa; la contrapposizione politica che investe anche i giornalisti ormai da un ventennio ha effettive caratteristiche di guerra, mascherare questa guerra a mio parere decontestualizza e scredita ancor più le trattazioni.
    In Costamagna semmai noto una difficoltà nell’instaurare intesa e simpatia con chiunque: basta chiederlo a Luca Telese che in quanto a provocazioni non è certo da meno, anche se lui provoca in maniera più diretta e meno acida, ma sospetto che questo tipo di atteggiamenti da un uomo tendiamo a giudicarli con più indulgenza…

  11. riflettendoci, temo che Costamagna abbia fatto proprio un pregiudizio molto diffuso a sinistra: cioè la convinzione che i berlusconiani siano tutti disonesti e/o cretini, teledipendenti, privi di vere capaità ecc… perciò forse pensava di poter vincere facilmente il “duello”..ma così non è stato

  12. Bell’articolo…fatto sta però che la Carfagna resta sempre una lecchina😦

  13. Enzo C, complimenti, sei riuscito a dare un contributo eccellente, come spesso fai e che dà conto della sostanza di questo “duello” (gli inconsistenti argomenti della Carfagna e le sue tecniche di sviamento). Metto la parola duello fra virgolette perché ho in mente che per essere tale, o per lo meno per come io lo intendo, un vero duello si conforma:
    sullo stile – nessuna delle due lo ha avuto, per me: Costamagna presa dalla tecnica d’assalto è stata spesso scorretta sul piano umano, Carfagna è fintamente corretta – ;
    sul riconoscimento dell’altro come avversario che ha una dignità – pessimo replicare da parte di Carfagna: anche su di lei ci sono stati pettegolezzi -.
    Non dimentichiamo quanto argomentato stamattina da Marina Terragni circa la specificità dell’oggetto del contendere, aspetto, questo, che qualifica politicamente, al di là delle appartenenze di area politica, il rapporto (e non la relazione) tra donne, due donne che nel caso in questione hanno dato uno spettacolo tremendo di ciò che non dovrebbe mai essere e che genera la loro/nostra debolezza di genere. Che io ricuso in toto, compresa l’idea di un genere debole ma che lo diventa se non esce da schemi configurati altrove (nella società e visone patriarcale).

  14. ‘Mi dica qualcosa di negativo su Berlusconi (la prego che non so più come risollevarmi dalla pessima figura che ho fatto)’ è il punto più basso che mi sia capitato di sentire in una discussione. Ed è il perfetto specchio di questa mezza sinistra da mezzo salotto.
    Da voltastomaco.

  15. Sono perfettamente d’accordo, Giovanna. Quella di Luisella è stata un’operazione di marketing mal riuscita per lanciare la prima puntata di Robinson (che ha fatto meno di 1 milione di ascoltatori). Che peccato. Mi ha ricordato le puntate peggiori dell’Annunziata, anche lei spesso dà l’idea di non saper tener testa all’interlocutore dopo avergli teso quella che dovrebbe essere una trappola. In questo caso la trappola era già bella che scattata! Mi aspettavo più raffinatezza da una professionista come Costamagna.

  16. Nel suo ultimo film, Il Postino, Massimo Troisi, nelle vesti di Mario, dice a Neruda (P. Noiret), a proposito della poesia in cui il poeta scrive “sono stanco di essere uomo” : <>.
    Leggendo questo suo post, mi è venuta subito in mente quella scena, perchè ieri, vedendo il video dello scontro tra le due “agne”, ho pensato quasi interamente le cose che lei ha scritto.
    Mi piace leggere il suo blog.

  17. Errata corrige:
    La frase che dice Troisi è la seguente: “…è una cosa che pure a me mi succede, però non lo sapevo dire…e quando l’ho letto m’è piaciuto molto”

  18. Ho visto il video ieri. Sono d’accordissimo sul risultato: 5-0

  19. (Ci tengo comunque a specificare che la mia opinione non la ritengo una reale contestazione dell’analisi di Giovanna Cosenza, tutt’altro; semplicemente io applico un’ottica di base, quella che il contesto e background storico-sociologico dell’Italia è anomalo e troppo pieno di paradossi per poter applicare linearmente i criteri che indicherebbero professionalità, abilità e correttezza in un “Paese normale” – categoria che è per l’appunto una mia opinione, al di fuori della quale sarei d’accordissimo con Giovanna e non avrei nulla da eccepire. Come fece capire Barbara Serra in una vecchia puntata di “Tv talk”, in un contesto come l’Inghilterra un Michele Santoro non potrebbe permettersi i suoi eccessi, ma prima ancora non esisterebbe perché non esistono le istanze che lo hanno prodotto e che lui rappresenta…)

  20. Sono d’accordo con Giovanna… Se vuoi creare un litigio per fare audience (e già qui, da una giornalista seria e su rai3 non me lo aspetterei) almeno creati le argomentazioni giuste e porta a casa la partita. La Carfagna è stata molto in gamba (peraltro anche da ministra secondo me se l’è cavata bene).
    Voglio aggiungere che mentre l’Italia, dopo Berlusconi, sembra essere andata avanti, la tv (comici in testa) continua a rimpiangerlo. Da Benigni a Vergassola &C. è tutto un “Silvio ci manchi”; e io (come penso tanti altri cittadini medi come me) questa tv la spengo, è puro vuoto e noia.

  21. Notevole l’argomentazione di Enzo C., sostenuta da Antonella: sì, Carfagna batte Costamangna 5 a 0, ma non vale perché la Carfagna è la Carfagna.

  22. icittadiniprimaditutto

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  23. Ho letto con attenzione il Suo post stamattina, ed oggi pomeriggio ho scritto questo: “L’intervista è un compito nobile del giornalista, che si mette lì per permettere al lettore/spettatore di saperne qualcosa in più dell’intervistato.
    L’intervistatore deve giocare un po’ d’astuzia, un po’ di psicologia, deve essere dalla parte dell’intervistato per farlo “cantare” verità scottanti, spinto dall’umanità, o incalzarlo per farlo confessare cose che ha detto a metà o che proprio non vuole dire, deve essere un po’ amico, un po’ confidente, un po’ paziente, un po’ umile, un po’ silenzioso.
    Insomma, davanti ha una persona da cui vuole farsi raccontare delle cose, lo fa per il suo pubblico, che quelle cose vuole sentirle e se l’intervistato le tira fuori, beh, il giornalista ha fatto il suo mestiere: quello di informare.”
    La leggo sempre con molto piacere, e volevo condividere le mie riflessioni. Io potrei peccare d’ingenuità, non essendo giornalista, ma mi piacerebbe vedere proprio questo applicato da molte giornaliste: l’umiltà, l’attesa, la gentilezza per far parlare l’ospite, ma non vedo questo atteggiamento né qui né nella tanto osannata Daria Bignardi.

  24. Diciamo che l`On. Carfagna ha imparato parecchio in questi pochi anni. Chissa`se oltre alla tecnica, di cui ha appreso i rudimenti, ha anche dei contenuti di un certo spessore.

  25. wow, che sberla per Costamagna! E’ come se Carfagna sia un po’ riuscita a dimostrarci con semplicità che il merito della giornalista durante l’intervista non vien fuori e quindi può essere attaccata con le stesse insinuazioni che Costamagna usa contro la donna davanti a lei. E poi la giornalista è troppo nervosa, aggressiva… Carfagna invece, in stato di grazia, dà l’idea di essersi divertita molto.

  26. “io applico un’ottica di base, quella che il contesto e background storico-sociologico dell’Italia è anomalo e troppo pieno di paradossi per poter applicare linearmente i criteri che indicherebbero professionalità, abilità e correttezza in un “Paese normale” – categoria che è per l’appunto una mia opinione, al di fuori della quale sarei d’accordissimo con Giovanna e non avrei nulla da eccepire”

    Non ho capito il suo ragionamento, Enzo: in pratica, se capisco bene, “sono d’accordo che Carfagna è stata molto più brava di Costamagna, ma siccome io so chi è Carfagna e so chi è Costamagna, dico che Costamagna è stata molto più brava di Carfagna”? Wow. Se ha lo stesso atteggiamento con tutto quello che scalfisce le sue certezze o che esce dai suoi schemi interpretativi della realtà, mi auguro che non abbia compiti educativi di qualche rilevanza.

  27. E’ un vero peccato, per una giornalista così preparata come la Costamagna. Proprio pochi minuti fa guardavo la replica di Robinson. Sono ancora al dibattito con Landini e Guidi e fin lì tutto perfetto. Da quanto ho capito questo programma non è un talk-show ma un programma di attualità e costume. La Costamagna provoca per abitudine ma stavolta lo ha fatto in un modo aggressivo e per nulla professionale. La Carfagna non piace nenache a me ma non per questo le mancherei di rispetto, specialmente come donna. Sembra proprio di assistere a quei programmi negativi che ci ha mostrato Lorella Zanardo nel suo documentario, dove le donne sono rivali e si azzuffano. In questo caso però devo ammettere anch’io che la Carfagna si è comportata benissimo e ha dato risposte pacate ed intelligenti. E’ difficile trovare queste qualità nelle sue colleghe di partito. Tranne quando decanta il bene che ha fatto alle donne il governo Berlusconi: c’è da tapparsi le orecchie! Le do invece pienamente ragione quando ha detto che l’intervista non era attinente al tema della puntata. Ormai non interessano più a nessuno i suoi rapporti con Berlusconi: il governo e il partito di quest’ultimo sono morti!
    Facciamo 3 a 0 dai, non essere così buona!
    Pensa se la ospitasse Sabina Guzzanti nel suo nuovo programma: la picchierebbe?

  28. sì, costamagna decisamente incarognita e in difficoltà. ma si è fatta trascinare dalle risposte insulse della carfagna: doveva essere più abile. anche la conclusione, “non torniamo al passato”, in realtà è criticabile. perché quel passato non è storia, ma è ancora cronaca e fa parte della sua carriera futura. rivedibile l’intervista (deve essere più preparata in generale e meno disposta ad accettare la risposta pre-confezionata del politico di turno). però è rivedibile anche la carfagna: ci si preoccupa tanto della condizione della donna, poi l’ex-ministro delle Pari Opportunità rivendica con orgoglio il proprio passato e i propri percorsi politici così netti, ma così “oscuri” e nessuno solleva un ciglio… mi sembra strano.

  29. Cara Giovanna, innanzitutto complimenti per l’analisi che condivido parola per parola. Ti posto qui ciò che ho scritto anche sul sito di Lorella in risposta a Luziferszorn che definiva questo tuo post (e quello di Loredana Lipperini) un esempio di «fulgido moralismo». Ne approfitto perché così rispondo anche a Enzo (chiamato in causa da Luziferszorn). Un abbraccio.

    *****
    Premesso che per una volta non sono d’accordo con il mio amico Enzo C. (e poi magari spiego perché), io proprio non capisco cosa c’entri la categoria del MORALISMO con gli interventi di Cosenza e Lipperini. I quali semplicemente evidenziano lo sfinimento di chi si è stufato di vedersi riproporre la solita, insipida zuppa. Peraltro con una tecnica comunicativa che non paga. Comincio a temere che questo abuso della parola “moralismo” ci costerà mezzo chilo di carta in più (o 500KB di spazio, fate voi) nei vocabolari del futuro… Nel frattempo, CHE PALLE!

    Se si esclude l’aspetto del “duello” l’intervista è noiosissima, superficiale e – quella si – caratterizzata da un moralismo piuttosto inquietante: si apre con l’infermiera che fa burlesque – «era giusto o non era giusto che l’ordine la richiamasse?» oooh, anatema!! – e si chiude con l’autorevole e “laicissimo” parere di un gruppo di suore pescate chissà dove. Un moralismo d’accatto, peraltro, perché non è il moralismo di un Socci che ha l’imprinting ciellino, e che ce vòi fà… È il moralismo di chi impastrocchia quattro formulette ad effetto per non doversi preparare veramente (rilievo avanzato, mi sembra da Lipperini). Mentre invece Cosenza legge l’impostazione di Costamagna come una precisa scelta strategica per partire con ascolti alti, buttandola sul pruriginoso.
    Ad ogni modo, l’intervista non parlava di NIENTE. Ma proprio di niente. Minuti e fiato assolutamente sprecati, inutili. E poi, diciamolo, chiamare un’ospite solo per darle velatamente della “zoccola”, della “donna con un passato di cui vergognarsi” ti fa passare per una persona (e una professionista) proprio piccina picciò. Tant’è che qualcuno ha giustamente notato che Carfagna, pur nervosa, sembrasse compatire Costamagna. A tal proposito, concordo con quanto ha scritto sulla mia bacheca FB Paolo 1984: che il duello fosse o meno una scelta tattica per guadagnare audience, Costamagna ha impostato/affrontato la conversazione con il tipico pregiudizio secondo cui i berlusconiani sarebbero tutti «cretini, privi di vere capacità e quindi facili da mettere in difficoltà». Le è andata male. Eppure non sarebbe stato impossibile rispondere a Carfagna (che da Berlusconi semmai eredita la faccia di bronzo nel dire che l’ONU si è complimentato per come il suo governo ha affrontato i problemi delle donne…). Come dice Lipperini «Bastava prendere il Rapporto Ombra Cedaw (che è in rete, a disposizione, da mesi)». Ma per far questo bisognava scomodarsi un po’ a leggere.
    A tal proposito, Luziferszorn, mi dai il destro, per fare alcune osservazioni e una domanda a Enzo C.:
    Io credo che parlare d’ipocrisia, di artificiosità nel caso delle reazioni di un politico è un po’ fuorviante: perché anche la spontaneità spesso è una spontaneità costruita, ci sono una serie di formule che fanno parte notoriamente del frasario standard di un politico (tra cui «non rinnego il mio passato»). Non ci si può meravigliare di questo. L’autocontrollo di Carfagna era sì autoimposto, la situazione in cui si trovava non era piacevole. Era infastidita, ma non appariva in difficoltà. Non solo perché è giunta preparata, ma perché nel contrasto ha mostrato che l’insulto offende chi lo pronuncia più che chi lo riceve. In secondo luogo: il talk sarà pure stato annunciato come «di attualità e costume», ma Costamagna non ha fatto né domande di costume né, tantomeno, di attualità. E sul piano politico si è mantenuta “tera tera”, (con 1 “ere” sola). Secondo me dovremmo smettere di pensare al “giornalismo d’assalto” semplicemente come il “giornalismo che incalza”: perché altrimenti anche Valerio Staffelli e Piero Ricca diventano giornalisti d’assalto. Bisogna tentare di incastrare il politico sul piano dei contenuti, di quello che dice (e che non ha fatto). E per farlo, scusa il termine, bisogna documentarsi e farsi un mazzo così. Altrimenti diventiamo i parenti pettegoli e provinciali dei giornalisti d’assalto. E tanto giornalismo nostrano (non tutto per fortuna) è stato così negli ultimi vent’anni. A parte fornire il pretesto a un Mentana per sguazzare nell’ennesima «lite fra donne all’indomani dell’8marzo», quali sono stati i meriti giornalistici di Costamagna per cui avrebbe vinto 5 a 0? Ti dico invece perché secondo me ha perso punti, anche a prescindere da Carfagna.
    1) Non ha parlato di nulla, insinuazioni a parte è riuscita solo a fare una lista dei provvedimenti del governo Berlusconi senza entrare nel merito. (tra l’altro favorendo anche Carfagna in questo modo).
    2) Ha usato ancora una volta il solito vecchio argomento del tacco alto vs tacco basso (che già puzzava di muffa mesi fa). E che non è di “costume”. È di costume se parli di tacchi, moda, in generale di tendenze, non se l’abito ti serve solo per valutare politicamente il monaco.
    3) Ha mandato un servizio (“orendo”, superficiale, senza capo né coda) e praticamente non lo ha usato neppure, se non sul piano del general generico e calcando sul caso dell’infermiera (sul quale la penso diversamente dalla maggioranza degli intervistati). Le parole della ragazzina invece personalmente mi hanno messo una tristezza infinita. Non perché volesse diventare Belen – chiariamo – ma per come lo ha detto… Io questo le avrei chiesto, per esempio. Ma tanto a Costamagna che je frega?
    4) Aspetto più generale del rapporto con il web. Non ho visto tutta la trasmissione, ma mi sembra di aver capito che Costamagna pesca da Spinoza e crea una sorta di filo diretto on-line con il pubblico a casa. Ormai le trasmissioni di approfondimento sembrano non poterne più fare a meno (ed è anche comprensibile). Però quello che ho visto mi è sembrato un uso un po’ superficiale della rete, da parte di una che la rete sembra non frequentarla affatto. Almeno sull’argomento specifico sembrava assolutamente all’oscuro del lavoro che si fa in rete da anni su queste tematiche. Quando Carfagna ha parlato del protocollo d’intesa con lo IAP, chiunque di noi qui dentro avrebbe potuto dirle: «Benissimo. Ma non le sembra che si debbano anche ringraziare quelle centinaia di persone che da anni fanno segnalazioni allo IAP, dando un bell’esempio di cittadinanza attiva? O questo protocollo nasce sotto il cavolo?». Costamagna ovviamente non lo ha fatto. Forse non le interessava, ma forse manco lo sa che so’ anni che scriviamo più allo IAP che ai compagni di classe del liceo.
    Per chiudere, una nota su Santoro. Costamagna e Formigli, nelle loro trasmissioni sembrano esprimere il peggio di ciò che sono diventate le trasmissioni di Santoro (e in buona parte il taglio di giornali come il Fatto (dove scrive, guarda caso, Telese), al di là dei bravi cronisti [o blogger] che pure vanno a lavorarci di tanto in tanto). Un taglio arruffapopoli, che non si sa bene di chi è figlio. Troppo facile, a questo punto, dare la colpa solo al berlusconismo, che sta diventando uno smacchiatore per tutti gli usi.

  30. …..e comunque la Costamagna è in ottima compagnia!
    Pensate alla Gruber, è orfana di Berlusconi e tenta di parlarne o di farne parlar male a qualunque invitato ha davanti e molto spesso rimedia pessime figure. Pensare che stiamo parlando della 7 che ha uno spessore molto diverso dalle tv commerciali e di regime.
    Certi giornalisti dovrebbero canbiare registro e…qualcuno mestiere!

  31. Interessante l’analisi di Enzo C., potrebbe aver ragione anche lui. Non condivido il pensiero di Vincenzo Farace sulla Gruber.

  32. Non so come definire questo post: se “superficiale” o “paraventatamente” di parte; 1) che vuol dire “vince la Carfagna” 5 a 0 ?, Che cio’ rende la Carfagna piu’ simpatica ed in gamba e di conseguenza si puo’ dire che e’ stata un’ottimo ministro? o che la Costamagna e’ solo un’incapace? o che le trasmissioni di questo tipo non fanno piu’ audience? e allora perche’ le guardate? Io personalmente ho visto solo il video che e’ stato rappresentato nei media; ormai tutte le trasmissioni , di Vespa, o dove appare la Santanche’ o Sgarbi compreso Servizio Pubblico le evito, perche’ in partenza non portano piu’ a nulla, a meno che, non ci sia un dibattito senza protagonismi e protagonisti del cavolo. E che senso ha dire e’ piu’ brava una o l’altra? Per la Carfagna parlano i fatti: una che dal calendario passa a fare la deputata non doveva stare in parlamento per partito preso; una che doveva stare alle pari opportunita’ e difendere il mondo omossessuale (amica di Paola Concia) , non doveva stare in un partito di centrodestra omofobo, compreso il suo padre/padrone B. Una che prima dice di uscire dal Pdl per minacciare di passare a Fli per poi ritornare al Pdl , non mi ispira molta fiducia ecc ecc . In fini dei conti il 90% delle deputate/onorevoli dell’ex governo di B. e’ su un livello ipermediocre scandaloso e che hanno sempre scandalosamente riportato la condizione femminile indietro nel tempo .Se la Costamagna non ha saputo replicare, non si puo’ confondere con un tifo da stadio, che non puo’ sottointendere ad una partigianeria tutta “italiana” che sottointendere a sua volta ad una “giustificazione” di certi personaggi…D’altra parte basterebbe non far venire questi personaggi in queste trasmissioni, ignorali completamente, far venire gente normale o comunque nuova, realmente interessata al dibattito, se la Carfagna e’ venuta , sapeva che cosa l’aspettava secondo me , cosi’ come tutti i personaggi di questi teatrini talk show…..Con questi criteri di “tifo da stadio” il “se non ora quando”, come al solito, rimane solo uno slogan. In realta’ con quella trasmissione ha perso, ancora una volta, “la questione femminile” italiana.

  33. Sara demagogico, ma sottolineo che se fosse stata presente una disoccupata , una sfruttata, come un’operaia della Omsa per es., le sarebbe uscito un bell “vaff..” a tutte e due ….

  34. Renata(tatina?) cara, io sono un TROLL – lol // rispondo da Zanardo (tieni conto dei tempi di moderazione)

  35. @Renata: secondo me i meriti giornalistici di Costamagna squisitamente nell’intervista, fermo restando che la “performance” certamente non è stata delle migliori, sono nel non aver omessi alcuni temi e riferimenti imprescindibili da trattare col personaggio Carfagna, per la sua storia e identità; sviare od omettere le questioni relative alla sua carriera e credibilità, tra cui soprattutto Berlusconi e senza accettare il parallelo con Santoro, non sarebbe stato onesto, come Barbara Serra qualche anno fa disse che non sarebbero oneste trattazioni conoscitive sulla Sicilia che trascurasse il fenomeno della mafia. Non credo poi che abbia puntato sul confronto specifico per fare ascolti, anche se la situazione del “duello” è evocata abbastanza chiaramente dallo scenario che mostra le sedie simmetricamente a confronto, e direi anche dalla scelta simbolica del tipo di sedia che Costamagna aveva concesso a Carfagna subito dopo l’ingresso,
    come una scelta di simboliche posizioni e bandiere che evoca la scelta delle armi per il confronto (sarebbe interessante un’analisi di Giovanna Cosenza al riguardo). Per il resto io non ci ho visto veri insulti, il gossip è comunque una dimensione dei temi di costume, e sui contenuti Carfagna come molti suoi altri colleghi non è facilmente incastrabile, perché i dati sulla condizione femminile non smentiscono esattamente gli accrediti ricevuti per l’impegno e alcune innovazioni simboliche (il PdL mi pare curiosamente in testa per la presenza di donne tra i politici nuovi più affermati, vedi Gelmini, Meloni, Prestigiacomo, Lorenzin ecc., anche se poi guarda caso per la guida del partito è stato scelto forse l’unico maschio di quella generazione, Alfano), in altri dibattiti sono stati sbandierati ma è stato inutile; sul giornalismo d’assalto certamente ci sarebbe da dibattere, se è soltanto quello dei cronisti “santoriani” (Lauricella, Bertazzoni) o ex-santoriani (Borromeo) o anche quello di Striscia e delle Iene, io tendo a giudicare in base ai contenuti ma anche su questo influiscono i criteri personali in base ai quali valutiamo rilevanza e pertinenze (perché tanto per fare un esempio, credo che metà degli italiani di fronte a un dibattito sul conflitto d’interessi affermerebbero di stare assistendo a un dibattito sul nulla, per poi magari affermare invece che i temi rilevanti per il Paese sono le indagini sugli omicidi di Sarah Scazzi, Yara Gambirasio e Melania Rea…)

  36. @brianclough63 e @ben: certamente spero anch’io di risultare irrilevante o inabile in compiti educativi, se i miei contenuti effettivi esprimono certezze pregiudiziali… perché a me sembrava esattamente il contrario, cioè di aver spiegato i quadri cognitivi che orientano coscientemente le mie opinioni, com’è proprio della conoscenza umana e quindi vale per tutti. Personalmente fatico anche a ricordarmi chi sia Carfagna quando la vedo, infatti sia guardando l’intervista sia scrivendo qui ho posto l’accento più sulle argomentazioni contestuali che lei adduceva, e che ho valutato deboli e al limite della sostenibilità, con implicazioni anti-istituzionali che hanno favorito il nervosismo di Costamagna (le cui allusioni nascevano più dalle risposte ricevute, in quanto paradossali o glissanti, che da pregiudizi tirati fuori in maniera pretestuosa).

  37. Costamagna è puntuta ma la sua aggressività nelle interviste è accompagnata da un notevole semplicismo argomentativo, già s’era visto nella co-conduzione della trasmissione InOnda su La7
    Nel caso dell’intervista a Carfagna si può ben dire: accade quando la rabbia e la presunzione e una sorta di rigidità mentale riempono uno spazio che dovrebbe essere ricolmo solo di capacità professionale. In definitiva di chiunque altro avremmo detto: si è rivelato -professionalmente parlando- un pallone gonfiato di poca intelligenza. Vasto il campionario in circolazione.
    L’emozione che qualcuno ha chiamato in ballo come scusante non ha nulla a che spartire con una “linea” e con una “impostazione” che – voglio pensare- erano state stabilite, preparate, studiate prima dell’inizio della trasmissione. E che si sono mostrate nel tono e nel modo e negli argomenti dell’intervista.
    Se così non è stato, se così non fosse stato, sarebbe ragione di un giudizio negativo, negativissimo, per l’idea che appare abbiano, Costamagna e i suoi autori, del “fare giornalismo”

  38. @Enzo C. Evitando una perlocutoria eziologica e astenendomi, “de plano”, da un’analisi tetrapiloctomica sull’interazione tra le attanti, le pongo una domanda: ma è tanto difficile ammettere che la Costamagna ha fatto una figura di merda?

  39. Concordo con il 5 a zero per la Carfagna e aggiungo che un altro autogol per la conduttrice è stato quello di presentarsi in succinta minigonna, lei sì di ordinanza, di fronte alla sobria eleganza del pantalone grigio della Carfagna. Se il dresscode ha una sua importanza il fatto si commenta da solo…..!

  40. sottoscirvo tutto, chapeau.
    V

  41. Un’occasione mancata. Avremmo potuto ascoltare cose sensate sull’immagine della donna: di come era prima e di come è dopo i provvedimenti (?) della Carfagna. Cioè praticamente quasi uguale, a mio avviso. Avremmo potuto ascoltare un dibattito sulla disparità di genere attuale e calcare la mano sull’insufficienza delle iniziative attuate sino ad oggi per migliorarla (ci sono della classifiche, citiamole). Avremmo potuto ascoltare degli eventuali risultati (quali?) che il citato protocollo con lo IAP ha portato ad oggi nel mondo pubblicitario. Avremmo potuto parlare di violenza, di stereotipi e di tutto ciò per cui l’ONU ci ha bacchettati (altro che complimentoni!). Avremmo potuto assistere a un dialogo fra donne che dimostrasse la bellezza di un leale duello fra intelligenze oltre il cliché della contrapposizione litigiosa. Avremmo infine potuto dimostrare ancora una volta che una donna alla guida di un programma ci sa fare e dunque spingere per averne di più. Perché ogni volta che una donna, soprattutto oggi e in questo contesto di discriminazione femminile (per citare l’importanza del contesto sottolineato giustamente da Enzo C.) compare in tv il significato che la sua apparizione riveste purtroppo è duplice: la rappresentazione di se stessa come persona e il ruolo che lei rappresenta in quanto donna in una società carente di rappresentazioni femminili di un certo spessore e soprattutto non stereotipate. Una responsabilità non da poco e se vogliamo anche gravosa e ingiusta, ma di cui almeno le donne che reputiamo in un certo qual modo autorevoli dovrebbero tenere conto per le ricadute che questo comporta poi sulla vita di tutte.

  42. Grazie Raffaele, stava diventando opprimente. Non EnzoSocial che è bravissimo, ma la pedagogika…tutti hanno capito che Costamagna è cascata nel tranello della Carfagna, si vedeva a occhio nudo, ma niente le ridarà la possibilità di cancellare la sua perfetta figura di merda.

  43. condivido totalmente quello che scrive enzo, di cui leggo il commento solo ora. ho scritto cose simili nel mio blog. televisivamente carfagna colpisce positivamente e in ogni caso costamagna ha commesso alcuni errori da giornalista, tuttavia è ora che impariamo a riconoscere il “politichese”. così eviteremmo di dire che carfagna ha battuto costamagna: in cosa, dato che non ha realmente fatto nulla e che risponde solo verbalmente alle domande, aggirandone il contenuto?

  44. In effetti buona parte del popolo italiano è caduto nel medesimo tranello teso dalla Carfagna alla Costamagna (la quale rappresenta però la reazione scomposta e insufficiente dell’opposizione politica) accontentadosi per anni di credere alla fandonie propugnate per azione di governo. Basti pensare alle norme sullao stalking, per restare ai compiti assegnati alla Carfagna da Berlusconi, ma se guardiamo più in generale, come anche qui si è fatto, vediamo con chiarezza che l’operazione di ribaltamento ha portato il Paese dove si trova ora senza che le persone colpite se ne accorgessero, ammaliate dai piazzisti.

  45. @Tiba. Non ho capito bene: in base al tuo commento la Carfagna avrebbe risposto “solo verbalmente alle domande (che avrebbe dovuto fare, menar le mani?) aggirandone il contenuto”. Siamo seri: se tu mi chiedi come ho fatto carriera e io ti rispondo che è stato per merito, ti sei data la zappa sui piedi; se tu ti chiedi del mio cambio repentino d’immagine e io ti rispondo che in parlamento non si va in bikini, ti sei ridata la zappa sui piedi; se tu mi chiedi di parlare della tesi di laurea, ironizzando sulla libertà d’informazione, e io ti rispondo che alcune scelte possono non essere condivisibili, sei una cretina. La Carfagna non ha aggirato nulla, poiché erano le domande a NON AVERE ALCUN CONTENUTO!
    Imparare a riconoscere il politichese? Forse è meglio discernere il giornalismo d’assalto da strapazzo!
    P.S. In effetti la Carfagna non ha battuto nessuno. E’ la giornalista che se le è date da sola!

  46. mara sei stata semplicemente fantastica nelle tue risposte

  47. Buongiorno, d’accordo con Giovanna (chiisà se si ricorda di me alla prima edizione del master Almaweb) e con Virginia, soprattutto con Virginia che ha espresso chiaramente cosa deve fare un giornalista che intervista un personaggio che si trova di fronte. In un mestiere così complesso e che cambia alla velocità della luce, forse la Costamagna è rimasta imbalsamata, quasi chiusa in una capsula di criogenesi e quando si è svegliata, ammesso che si sia svegliata veramente, la Carfagna se l’era già divorata. Altra cosa inoltre è l’atteggiamento presuntuoso e strafottente che però solo alcuni rarissimi grandi si sono potuti permettere perchè dotati di uno spessore intellettuale unico. Se guardiamo alle mitiche interviste di Biagi e di altri della sua generazione (oramai tutti defunti, cosa che dimostra ulteriormente che dal passato non si vuole proprio imparare) troviamo un’eleganza, un’umiltà e un savoir faire che la Costamagna (evidente figlia del più becero giornalismo) proprio non ha.

  48. ……..SONO TOTALMENTE D’ACCORDO!…..
    E Comunque la Luisella è in ottima compagnia!

  49. ……e non posso che essere d’accordo!
    Per professionismo si deve intendere qualcosa di diverso che assalire verbalmente se nza avere-molto spesso-idea dell’argomento che si stà trattando-e sopratutto facendosi guidare da visione ideologia.
    continuo a dire che comunque la Luisella è in ottima compagnia!

  50. Ok è deciso che sto QUID c’è l’ha la Carfagna http://ilmanigoldo.blogspot.com/2012/03/carpe-quid.html
    Reddite quae sunt Caesaris Caesari http://ilmanigoldo.blogspot.it/2012/03/catfight-4-forza-gnocca-results.html
    Un gran bel catfight. Non c’è solo la Mussolini come villain per la nostra Mara..

    discinti saluti.

  51. costamagna presuntuosa ed impreparata. Ha fatto domande stupide a cui era anche piuttosto facile rispondere facendo bella figura. La carfagna è semplicemente una “zucca vuota” , senza nessuna capacita’ particolare. Ha imparato a memoria quattro cose e le ripete sempre. Io avrei fatto domande per mettere in evidenza la sua notevolissima impreparazione e inesperienza cosi’ da dimostrare la sua tesi, ovvero messa li’ per piacere dell’imperatore. La costamagna non si è resa conto di poter essere attaccata facilmente con gli stessi argomenti.

  52. Qui più che i contenuti, a mio avviso, va giudicata la performance…dunque è chiaro che le parole della Carfagna su quanto fatto dal governo Berlusconi per le donne sono ormai lingua desueta e di nessun interesse…ma non è di questo che si deve dibattere quanto del confronto tra le due donne. Doveva essere la conduttrice a mostrare il savoir faire che invece ha mantenuto l’ex-ministro e a non tradire l’incapacità totale di gestire la situazione sgranando oltre limite gli occhioni blu verso la telecamera e cercando con lo sguardo la complicità del pubblico che, tra l’altro, non ha ottenuto……insomma per una volta sono d’accordo con Grasso: “la Costamagna non convince”….non convince affatto!!

  53. Onestamente non trovo particolarmente lucide entrambe. Che razza di risposta da la Carfagna sul suo adeguamento di immagine al nuovo ruolo istituzionale? Da donna dello spettacolo, di scarso successo e merito è passata ad essere ministro grazie ad un legge elettorale discutibile. Poi non ricorda di aver parlato nella SUA tesi del conflitto di interessi? E’ davvero penoso il suo modo di interloquire. Parla per proclami. Non comunica nulla, tanto meno dialoga con lei. Interrompe, decide di cosa si deve o non si deve parlare… PURE STILE BERLU, insomma.. La Costamagna non è all’altezza? Forse, ma il modo di comunicare della Carfagna è tristemente vacuo e ridondante nei contenuti.

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